Lirica allo Sferisterio. Parte l’edizione centenaria del Macerata Opera Festival

L’Arena Sferisterio di Macerata ospita la 100esima edizione del festival operistico. Ne abbiamo parlato con il Soprintendente Luciano Messi alla vigilia della prima.

Arena Sferisterio, Macerata. Photo Alfredo Tabocchini
Arena Sferisterio, Macerata. Photo Alfredo Tabocchini

Dopo la “prima” di questa sera, domani 23 luglio inaugura l’edizione del centenario del Macerata Opera Festival, la stagione lirica dell’Arena Sferisterio di Macerata. Abbiamo intervistato il Soprintendente Luciano Messi.

Come ci si sente, quali sono le sfide nel celebrare il centenario di un festival così importante?
La responsabilità è grande ma è anche una grande gioia per chi come noi in questo momento si trova a percorrere questo tratto di strada. È una sfida molto stimolante e complessa e la chiave sta proprio nel coraggio, nella determinazione di esserci in questo centenario, di non rinunciare e di non ridurre.

Quali sono le peculiarità di questa edizione?
L’edizione di quest’anno è al gran completo, con le necessarie rimodulazioni organizzative dovute al Covid. Questo aspetto ci porta a qualche sacrificio economico inevitabile perché ci autofinanziamo per quasi il 60%, quindi la contrazione delle biglietterie è un problema grande per strutture come la nostra, non perché non vendiamo i biglietti ma perché possiamo vederne molti meno: siamo passati da 2.500 spettatori a 1.000. Abbiamo comunque deciso di esserci, e con un titolo molto rappresentativo del centenario, cioè Aida. Fare Aida nell’anno del Covid in forma scenica è una sfida che fa tremare i polsi e noi l’abbiamo accettata, poi il giudizio sullo spettacolo lo darà il pubblico, lo darà la critica.

Quali altre conseguenze ha avuto la pandemia sul festival?
Le rimodulazioni che si sono rese necessarie, ad esempio, sono state il non alternare tre spettacoli nello stesso spazio. Questo ci ha spinto a spostare uno spettacolo al prossimo anno, Il barbiere di Siviglia, e a sostituirlo con un altro spettacolo semplicemente fatto in un arco temporale antecedente alla Stagione e con un differente target, le famiglie, a fine maggio. Però riaprire con uno spettacolo di carattere proprio, ripartendo dalle famiglie e dai bambini, ci è sembrato particolarmente simbolico per sostituire qualcosa a cui dovevamo rinunciare con qualcos’altro che non avesse significato. Questo ci ha avvicinato alla vicenda di Carlo Petrucci, che nel 1967 ebbe l’idea subito sposata dalla città di trasformare lo Sferisterio in un teatro di maniera stabile e di avviare una stagione lirica che potesse durare nel tempo, e devo dire che da allora fino a oggi il tentativo di armonizzare tradizione e contemporaneità sia stata vincente.

Macerata Opera Festival 2021. Aida

Come si è rinnovato il festival negli anni? Con uno sguardo alle nuove generazioni?
La volontà di proporre una manifestazione in un luogo unico al mondo e con un sapore e assolutamente originale mantenendo la spinta verso i giovani artisti è diventata sempre più forte. La nostra stagione di produzione è imperniata in massima parte sui giovani, riesce meglio, valorizza noi e valorizza loro. È chiaro che devono essere affiancati poi da artisti solidi, di esperienza, che li facciano crescere e che aumentino il loro peso specifico. Il nostro centenario è uno spostamento progressivo verso le giovani generazioni non solo a livello di artisti ma proprio come sensibilità generale del festival a partire dalle maestranze, dagli artisti: abbiamo un’età media molto più bassa degli altri, non è solo attenzione ai bambini o le famiglie sia dentro l’ospedale che fuori con attività collaborative, tanto per fare un esempio.

A lungo termine, come ritiene si debba adattare il festival alle nuove condizioni?
Io credo che nei prossimi anni bisognerà riorganizzare a 360° tutto il mondo dello spettacolo. Pensiamo ad esempio a come sia difficile cantare uno spettacolo con una mascherina, tenendosi a distanza. Siamo stati tra i primi a riaprire quest’anno e ad aprire col teatro pieno, a differenza di tante altre situazioni, perché il rapporto col pubblico non si è mai interrotto e, anche grazie al fatto che l’anno scorso siamo riusciti a mantenere la promessa, tutti ci credevano anche quest’anno e oggi ci ritroviamo a festeggiare la nostra edizione centenaria. Il mondo dello spettacolo ha dimostrato di essere particolarmente fragile e bisogna costruire delle forme di tutela reali per i lavoratori dello spettacolo che tengano conto delle peculiarità di questo lavoro, della discontinuità , della necessità di preparazione. Questo non riguarda solo gli artisti ma tutto il mondo dello spettacolo: bisogna ripartire da zero con un lavoro imperniato sulle nuove generazioni, con un pubblico molto più trasversale, creando maggiori occasioni di interesse, di accesso, anche per chi non è un conoscitore.

Macerata Opera Festival 2021. Aida
Macerata Opera Festival 2021. Aida

Quali sono i rapporti del festival con il territorio culturale di Macerata?
Territorio e comunità sono delle ragioni fondative di quello che siamo. La gran parte delle maestranze e delle forniture viene gestito a livello regionale, siamo radicati nel territorio e dialoghiamo con tutti gli enti, ma anche con le associazioni che contribuiscono alla promozione di questo territorio.

Da dove è nata l’idea di una app celebrativa?
Dalla consapevolezza che il coinvolgimento attivo del pubblico è fondamentale e il gioco in questo senso è uno strumento estremamente importante. Siccome noi non offriamo solamente degli spettacoli ma un’esperienza a tutto tondo, la gamification può costituire un acceleratore molto efficace. Un’esperienza come il nostro gioco propone il suo completamento allo Sferisterio, dove fare festival significa anche fare festa. In quest’ottica stiamo anche iniziando una collaborazione con Clementoni.

– Simona Caraceni

www.sferisterio.it

Dati correlati
Spazio espositivoARENA SFERISTERIO
IndirizzoVia Santa Maria della Porta, 65 (62100) - Macerata - Marche
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Simona Caraceni
Simona Caraceni, giornalista pubblicista, si occupa di nuove tecnologie e multimedialità dal 1994, fondando con Pier Luigi Capucci "NetMagazine" poi "MagNet", la prima pubblicazione elettronica in Italia. Ha insegnato all'Università di Bolzano, Macerata, Firenze, lo IED e la NABA di Milano, il DAMS e il Dipartimento di Informatica dell'Università di Bologna, e in numerosi corsi di aggiornamento professionale. Come attività di ricerca fa parte del Planetarium Collegium, il network internazionale di studiosi, artisti e docenti che approfondiscono il rapporto fra arte e tecnologie. È PhD in Aesthetics and Technology per il Planetary Collegium (University of Plymouth). Membro ICOM dal 2007, ha fatto parte dell'Executive Board di AVICOM dal 2010 al 2019 anche come vicepresidente e segretario generale e ha fondato e coordinato la Commissione tematica Audio-Visivi e Nuove Tecnologie di ICOM Italia dal 2007 al 2016 Nell'ambito della ricerca applicata si occupa di "musei virtuali", augmented reality, didattica tramite le nuove tecnologie e interaction design. Insegna “Museology, museography e virtual environments” presso la laurea magistrale internazionale “Digital Humanities Digital Knowledge” dell’Università di Bologna.