Maggio Musicale Fiorentino 2020. Marina Abramović presenterà un’opera dedicata a Maria Callas

In occasione della prossima edizione del festival musicale che dal 1933 si svolge ogni anno a Firenze, l’artista serba porterà sulla scena un’opera-performance dedicata alla celebre soprano

Marina Abramović © René Habermacher (detail)
Marina Abramović © René Habermacher (detail)

Marina Abramović è tra i protagonisti più attesi dell’83esima edizione del Festival del Maggio Musicale Fiorentino, rassegna che dal 23 aprile al 23 luglio 2020 animerà il capoluogo toscano con un programma di concerti, opere liriche e anche performance, data la partecipazione della celebre artista serba. Per Abramović il nuovo progetto, un’opera-performance intitolata 7 deaths of Maria Callas, rappresenta il suo ritorno a Firenze, dopo la grande retrospettiva dedicatele dalla Fondazione Palazzo Strozzi, The Cleaner, e tenutasi da settembre 2018 a gennaio 2019. 

“7 DEATHS OF MARIA CALLAS” DI MARINA ABRAMOVIĆ AL MAGGIO MUSICALE FIORENTINO

Protagonista dell’opera-performance che Marina Abramović presenterà il 4, 5 e 6 giugno 2020 al Teatro del Maggio è Maria Callas, tra i soprano più noti e amati al mondo e idolo della stessa Abramović. Lo spettacolo è ispirato alle 7 eroine della lirica che muoiono per amore, tutte interpretate da Maria Callas nel corso della sua carriera: Carmen, Tosca, Lucia, Butterfly, Norma, Desdemona e Violetta. A dirigere l’opera – il cui nuovo allestimento è una coproduzione del Bayerische Staatsoper, del Deutsche Oper Berlin, della Greek National Opera e dell’Opéra National de Paris – sarà Marina Abramović, su musiche di Marko Nikodijević e con Yoel Gamzou a dirigere l’Orchestra e il Coro del Maggio Musicale Fiorentino. Gli attori sulla scena saranno, oltre alla stessa performer, Nadezhda Karayazina, Whitney Morrison, Leah Hawkins, Adela Zaharia, Selene Zanetti, Gabriella Reyes de Ramirez e Hera Hyesang Park, mentre a realizzare i costumi sarà il couturier di fama internazionale Riccardo Tisci, attuale direttore creativo della maison Burberry.

“7 DEATHS OF MARIA CALLAS”. LE VICISSITUDINI DELL’OPERA PRIMA DELLA SUA REALIZZAZIONE 

L’opera che Abramović presenterà a Firenze in realtà è una “rivitazione” di un progetto che, nelle sue origini, l’artista aveva pensato come un lavoro performativo e cinematografico. L’idea di Seven Deaths infatti inizia a maturare in Marina Abramović alla fine degli anni Settanta, per poi trovare – almeno in apparenza – una prospettiva di realizzazione alla fine del 2014: un grande progetto performativo e cinematografico ispirato a Maria Callas e a sette eroine dell’opera lirica accomunate dall’essere morte tragicamente e per amore. Tosca, Madama Butterfly e Carmen sono alcune delle donne incarnate dalla Callas e di cui la performer serba avrebbe reinterpretato le morti, dirette da sette registi diversi – tra cui Roman Polanski, Alejandro González Iñárritu, Marco Brambilla, Giada Colagrande e Yorgos Lanthimos –, dando così vita a un lungometraggio composto da sette differenti episodi. “Rappresenterò sette morti operistiche. Morirò sette volte”, commentava Marina Abramović. “Lavorerò con un regista diverso, uno per ogni scena. Ogni creatore marcherà la scena e la mia performance, con la sua visione unica”. Ma a partire da defezioni illustri come quelle di Polanski e Iñarritu fino a problemi di budget, il progetto tanto perseguito dalla performer serba, nel 2015, non riuscì a trovare realizzazione, per poi trasformarsi nell’attuale progetto che debutterà, prima di arrivare in Italia, nell’aprile 2020 al Bayerische Staatsoper di Monaco.

– Desirée Maida 

www.maggiofiorentino.com

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.