Il grande teatro italiano in mostra a Madrid con un focus su Ezio Frigerio e Franca Squarciapino

Il Museo Thyssen e il Teatro della Zarzuela di Madrid rendono omaggio a Ezio Frigerio e Franca Squarciapino, una vita insieme in palcoscenico.

Ezio Frigerio e Franca Squarciapino
Ezio Frigerio e Franca Squarciapino

Una piccola mostra (forse troppo piccola e senza dubbio inadeguata per raccontare l’immensità del loro talento artistico) celebra a Madrid una delle coppie più famose della scena italiana. Ezio Frigerio e Franca Squarciapino – lui scenografo e lei costumista, marito e moglie dagli anni Sessanta – sono due autentici giganti del teatro, dell’opera e anche del cinema, che da oltre cinquant’anni costruiscono spettacoli da sogno per il pubblico di tutto il mondo. Il loro nome è strettamente legato alla storia del Piccolo Teatro di Milano e al sodalizio con Giorgio Strehler, per il quale confezionarono indimenticabili e raffinati spettacoli di prosa e di lirica. Entrambi pluripremiati e con una carriera internazionale alle spalle, Ezio ha collaborato con i più grandi registi, da De Sica a Eduardo, da Ronconi a Nureyev, Roland Petit e Nicolas Joel; tra i suoi palmarés, invece, Franca vanta anche un Oscar, vinto nel 1991 per i costumi di Cyrano de Bergerac, film del regista Jean-Paul Rappenau. Anche in Spagna ovviamente la coppia è molto nota ed amata, soprattutto per aver firmato allestimenti d’opera al Teatro Real di Madrid (Falstaff, Tosca, Don Giovanni, i Racconti di Hoffmann e Madama Butterfly) e per aver partecipato, nel ’99, alla riapertura del Liceu di Barcellona, nell’allestimento di Turandot diretto da Nuria Espert. La mostra al Thyssen nasce in occasione del debutto della coppia al Teatro della Zarzuela (genere di operetta di origini spagnole, molto popolare ancora oggi) ne La Tabernera del Puerto di Pablo Sorázabal, regia di Maria Gas.

DUE MAGHI CHE COSTRUISCONO SOGNI IN SCENA

Madrid è una città straordinaria”, ha dichiarato Frigerio presentando la mostra, “per simpatia, calore ed entusiasmo. Nella mia lunga carriera, in oltre quattrocento spettacoli per il mondo, da Buenos Aires a Tokyo, dal Metropolitan di New York al Bolshoi di Mosca, raramente mi sono sentito felice come a Madrid”.Esporre in un museo”, ha proseguito lo scenografo italiano, “è sempre un’emozione. La nostra è una lunga storia professionale, d’amore, lavoro, viaggi e sogni: una vita magica che forse in pochi hanno avuto la fortuna di vivere. Quando scende il sipario, e il pubblico applaude contento, anche noi che lavoriamo dietro le quinte, come i protagonisti in scena, proviamo l’emozione del successo”. Visibilmente emozionata, Franca Squarciapino ha soltanto condiviso le parole del compagno di vita e di scena, aggiungendo che “il lavoro della costumista aiuta cantanti ed attori ad entrare nel personaggio”.

PICCOLA VETRINA DI GRANDI SUCCESSI

Entrando nella saletta al primo piano del Museo Thyssen di Madrid si ha subito l’impressione che non possa limitarsi a questo la mostra: otto sontuosi costumi, ventidue immagini di spettacoli realizzati tra il 1973 (Le nozze di Figaro al Palais Garnier di Parigi) e il 2015 (Romeo e Giulietta all’Opera di Astana) sono davvero solo un piccolo assaggio della storia in scena della coppia Frigerio-Squarciapino. Sul fondo, proiettata su un maxi schermo, scorre un’intervista a Ezio che spiega la sua intensa relazione artistica con Giorgio Strehler, che ha influito con il marchio Piccolo Teatro su tutto il loro lavoro. La curiosità è che gli otto costumi esposti sono scelti per un legame diretto con la Spagna: uno fu indossato da Carmen Maura nel ruolo di Anna d’Austria nel film Louis Enfant Roi (1992); un altro da Penelope Cruz per interpretare Pepita Tudó in Volaverunt di Bigas Luna (1999); quattro sono della produzione di Anna Bolena di Donizetti (Teatro della Zarzuela, 1991) e due appartengono all’ampio corpus di costumi di ispirazione goyesca disegnati da Squarciapino per Azabache, grande spettacolo per l’Expo di Siviglia nel 1992. “Si tratta di abiti tipici de la copla”ci spiega la grande costumista, “che furono indossati da bailaoras e da cantaoras giovani e meno giovani, tra le quali anche Rocío Jurado, per une rievocazione storica del genere del flamenco”.

– Federica Lonati

Madrid// Fino al 20 maggio 2018
Museo Thyssen-Bornemisza,
Paseo del Prado 8, fino al 20 maggio.
Ingresso libero.
www.museothyssen.org

 

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Federica Lonati, nata a Milano nel 1967, diploma di Liceo classico a Varese, si è laureata nel 1992 in Lettere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica di Milano con una tesi dedicata all’opera lirica e alla sua riproducibilità audiovisiva (Comunicazioni Sociali). Giornalista professionista dal 1997, dai primi anni Novanta collabora con “La Prealpina”, quotidiano di Varese, scrivendo soprattutto di teatro, opera lirica e musica classica. Dal 1995 è assunta nella redazione di “Lombardia Oggi”, settimanale di attualità, spettacoli e tempo libero, allegato domenicale al quotidiano “La Prealpina”. Redattore ordinario fino all’agosto del 2005, si occupa delle pagine di arte, musica classica e attualità in generale. Dal settembre 2005 vive a Madrid. Dalla Spagna ha scritto articoli per “Libero”, “Qui Touring”,”Il Corriere del Ticino”, “Il Sole 24 Ore” e “Grazia”. Tra il 2008 e il 2011 ha collaborato con “Agrisole”, supplemento settimanale del “Sole 24 ore”, realizzando cronache e reportage dedicati all’economia agricola spagnola.