Il K-pop da record delle Blackpink

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2003

100 milioni di visualizzazioni in 32 ore. Polverizzano ogni precedente record le Blackpink con il loro nuovo clip, guadagnandosi ancora una volta il titolo di regine del Korean pop. Mentre i loro fan fanno sostengono Black Lives Matter e sbeffeggiano Donald Trump con azioni che escono ben fuori dal recinto di Twitter e Tik Tok. È forse venuto il tempo di guardare a questo fenomeno con maggiore attenzione?

Dopo il fenomeno Gangnam Style di Psy, un’altra luce si è accesa nel cielo del Korean pop, meglio noto come K-pop. Le Blackpink hanno polverizzato ogni precedente record di YouTube imponendo il loro How You Like That come il video più veloce a raggiungere 100 milioni di visualizzazioni.
Le componenti delle Blackpink – Jennie, Rosé, Lisa e Jisoo – si sono fatte conoscere in Occidente per la partecipazione al Coachella Valley Music and Arts Festival lo scorso anno e per le collaborazioni con la Lady Gaga di Chromatica.
Nelle prime 24 ore dall’uscita, venerdì 24 giugno, di questo singolo che costituisce la pre-release dell’album previsto per il prossimo settembre, hanno accumulato 82,4 milioni di visualizzazioni. Sei ore dopo, aveva raggiunto i 94 milioni, e in 32 ore ha raggiunto i 100 milioni di visualizzazioni. Un record, quello delle prime 24 ore, che prima era detenuto da Boy with Luv dei BTS, altro gruppo K-pop, ma tutto al maschile.

KOREAN POP VS. DONALD TRUMP

Se qualcuno pensa che il K-pop sia solo un – per quanto ampio – fenomeno per “ragazzini-ballerini” coreani, beh, è completamente fuori sintonia. Ne sa qualcosa Donald Trump: il suo comizio flop a Tulsa in Oklahoma del 19 giugno scorso è il risultato del tam-tam partito dai social per attivare centinaia di migliaia di prenotazioni fantasma. Operazione gestita dai giovani di Tik Tok (di proprietà cinese) e dai fan del K-pop coreano, transitati in massa dal loro social d’elezione, Twitter, per dare una mano. A causa loro, Trump ha tenuto un comizio elettorale per quasi due ore in un’arena semivuota: in una delle sue roccaforti bianche preferite, dei 19mila posti disponibili ne ha riempiti meno di un terzo.
Il popolo del K-pop, del resto, aveva già preso posizione contro la sua politica. L’8 giugno, in occasione del compleanno del Presidente, Twitter era stato letteralmente invaso di messaggi burla di auguri. Sono sempre loro ad essersi impossessati, dopo l’assassinio di George Floyd, dell’hashtag #WhiteLivesMatter, quello dei suprematisti bianchi coniato in risposta al Black Lives Matter, e lo hanno utilizzato per spammare musica pop, rendendolo di fatto inutilizzabile.

BLACKPINK: MUSICA E VISIONE

Nel gennaio del 2019, tre anni dopo l’esordio nel 2016 delle Blackpink (stesso anno della fondazione di Tik Tok) con l’ammiccante ma ancora ingenuo brano Ddu-Du Ddu-Du il gruppo ha superato un miliardo di visualizzazioni. A settembre dello stesso anno, le Blackpink sono diventate il gruppo musicale con più iscritti su YouTube, superando i britannici One Direction.
Fenomeno innanzitutto visivo, in 3 minuti e 3 secondi le Blackpink di How You Like That fondono di tutto: rap e twerk, estetica manga, testi in inglese e coreano, Chanel e il top del tradizionale hanbok indossato sopra short luccicanti, su uno sfondo di coreografie contagiose da cui è difficile sottrarsi.
Se qualcuno pensa che il K-pop sia solo un fenomeno per “ragazzini-ballerini” coreani…

– Aldo Premoli

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Aldo Premoli
Milanese di nascita, vive a Noto e Cernobbio. E poi New York e Washington, dove lavorano i suoi figli. Tra il 1989 e il 2000 dirige periodici specializzati nel settore tessile abbigliamento come “L’Uomo Vogue”. Nel 2001 fonda Apstudio e fornisce consulenze ad aziende e associazioni industriali italiane e straniere. Nel 2013 e 2014 dirige “Tar magazine”, rivista di arte, scienza ed etica. Blogger di “Huffington Post”. Direttore della piattaforma super local “SudStyle.it”; senior curator di San Sebastiano Contemporary a Palazzolo Acreide; a Catania ha fondato l’onlus Mediterraneo Sicilia Europa, che si occupa di integrazione scolastica di minori in difficoltà. Dal 2020 visiting professor presso l’Accademia di Belle Arti di Brera.