Walk of Muses: quando la musica incontra l’arte

Nasce lo spazio di arte e musica dell’artista Samantha Stella (ex Corpicrudi): 4 domande flash a musicisti celebri e band meno note e viceversa. Per farne un ritratto a partire dalla loro opera d’arte visiva preferita.

Hugo Race in concerto a Zielona Góra, maggio 2006. Photo Grzegorz Koprowicz via Wikipedia
Hugo Race in concerto a Zielona Góra, maggio 2006. Photo Grzegorz Koprowicz via Wikipedia

“La musica ci insegna la cosa più importante, ad ascoltare e ad ascoltarci”
Ezio Bosso

Walk of Muses nasce al termine di una giornata intristita dalla prematura scomparsa del compositore, pianista e direttore d’orchestra Ezio Bosso (Torino, 1971‒ Bologna, 2020), che con prorompente forza d’animo ha cercato di urlare al mondo l’importanza della Musica come nutrimento per l’umanità, in tempi dove il suo ruolo, insieme probabilmente a quello di ogni altro linguaggio artistico, è stato spesso vanificato. Eppure di ben diversa caratura era la collocazione a essa riservata dalle Muse, figlie delle divinità Zeus e Mnemosine, e rappresentanti nella mitologia greca dell’ideale supremo dell’Arte.
Con rimando alle Muse e alla parata di celebrità della Walk of Fame, questa rubrica firmata dall’artista Samantha Stella, offre un diverso ritratto di musicisti e band attivi nei nostri giorni, attraverso la loro opera d’arte visiva preferita. Quattro domande per interrogarsi sulla natura della musica come forma d’arte alla stessa stregua di una scultura, di un dipinto, di una fotografia o di un’immagine in movimento.
Il primo appuntamento con Walk of Muses presenta il ritratto del musicista australiano Hugo Race e della band italiana New Candys.

PAROLA A HUGO RACE

Hugo Race (Melbourne, 1963) è un musicista, compositore e produttore discografico australiano dallo spirito nomade, che vanta collaborazioni internazionali con un sound sperimentale tra folk, blues, rock ed elettronica. Cresciuto nella scena post-punk Anni Ottanta di Melbourne, ha fatto parte come chitarrista della prima formazione di Nick Cave & the Bad Seeds, per poi decollare con The Wreckery e le formazioni ancora attive True Spirits e Dirtmusic. Tornato a vivere nella sua terra natale dopo Londra, Berlino e Catania, sono molto intense le sue collaborazioni con musicisti italiani, inclusi Antonio Gramentieri e Diego Sapignoli dei Sacri Cuori, con cui ha fondato nel 2010 Hugo Race Fatalists, e il musicista e pittore Michelangelo Russo.

La tua definizione di arte.
Per me, l’arte è il tentativo umano di conoscere e comprendere la coscienza e tutte le cose esistenti, l’abilità di esplorare la manifestazione sulla Terra e trascenderla per unirsi con lo Spirito, l’identificazione dell’anima umana con la divinità. Anche la scienza è una delle grandi arti, lo studio del materialismo nei dettagli empirici. Arte e scienza sono nate dall’universo e insieme ci riportano all’Uno.

La tua definizione di musica.
La musica è l’alchimia delle frequenze e del ritmo, l’astrazione della realtà nel suono. La musica è anche un processo di narrazione e una registrazione della storia umana, una terapia per la mente, il corpo e l’anima che unisce empatia, emozione, memoria e la loro convergenza nell’esperienza personale. La musica è anche l’astrazione che ci unisce attraverso e all’interno di tutte le culture, l’espressione dell’esperienza umana oltre le parole.

Ti definisci un “artista”?
Sono un artista nel senso che mi occupo di astrazioni, alla ricerca di significato attraverso l’interazione di parole, suoni e immagini usando qualsiasi tecnica e materiale che ho a disposizione. L’arte è la pratica che dà alla mia vita dimensioni più profonde, esultanza quando ci riesco e terapia quando fallisco. L’arte per me è una cosa di tutti i giorni, collegata sia all’ordinario che al soprannaturale.

L’opera di arte visiva che più ami.
L’opera d’arte visiva che amo di più è in realtà una domanda impossibile a cui rispondere. Quindi ho scelto un’immagine che forse esprime meglio ciò che l’arte è per me, il Narciso del Caravaggio (1597-1599, olio su tela, Galleria Nazionale d’Arte Antica, Palazzo Barberini, Roma). Il giovane che fissa lo specchio nero della propria identità e anima, illustra il potere e il pericolo dell’arte stessa, la sua rappresentazione della realtà interna ed esterna. L’esecuzione è al tempo stesso iper-reale e completamente onirica, tranquilla ma tesa, mentre Narciso sta per immergersi attraverso la superficie delle cose nelle acque scure della psiche.

New Candys, 2018. Photo Jancy Buffington via Wikipedia
New Candys, 2018. Photo Jancy Buffington via Wikipedia

PAROLA AI NEW CANDYS

I New Candys sono una band italiana tra dark modern, rock’n’roll e neopsichedelia, formatasi in Veneto nel 2008, con diversi album all’attivo sotto l’etichetta inglese Fuzz Club e l’americana Little Cloud Records. Si sono esibiti in Europa, Messico, Australia e Stati Uniti, anche grazie al supporto di Italia Music Export, l’ufficio della SIAE che promuove all’estero la giovane musica italiana ritenuta più meritevole. Simone Marie Butler dei Primal Scream ha definito il loro sound un mix fra The Stooges (leggendaria band di Iggy Pop), e The Jesus and Mary Chain. L’attuale formazione comprende Fernando Nuti (voce, chitarra), che è anche il portavoce di questo ritratto, Andrea Volpato (chitarra, cori), Alessandro Boschiero (basso) e Dario Lucchesi (batteria).

La tua definizione di arte
Comunicare tra conscio e subconscio, superando i sensi. Si trova tra realtà e qualcosa che va oltre la comprensione umana, l’ignoto dove cerchiamo una verità che non possiamo concepire. Muoviamo queste barriere di confine manipolando simboli, parole, immagini e suoni per cambiare la coscienza col fine ultimo di emozionare e ispirare.

La tua definizione di musica
L’arte invisibile, la più introspettiva e astratta. È l’unica capace di provocare un movimento nel corpo umano con la danza, che rappresenta forse la libertà assoluta, massima.

Ti definisci un “artista”?
L’arte è oggettiva, non soggettiva, spetta agli altri rispondere. Sicuramente siamo musicisti.

L’opera di arte visiva che più ami.
Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick (1999). Ne apprezzo il tema, i messaggi, i simbolismi, l’aura di mistero, il valore che viene dato ai sogni. L’uso delle maschere veneziane inoltre lo lega alla nostra città.

Samantha Stella

www.hugoracemusic.com
newcandys.com

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Samantha Stella
Samantha Stella, nata a Genova, vive a Milano. Artista visiva, performer, set & costume designer, regista, musicista, cantante. Sviluppa principalmente progetti focalizzati sul corpo e pratiche di discipline live utilizzando differenti linguaggi, installazioni con elementi strutturali e corporei, fotografia, video, musica, voce. Dal 2005 al 2015 è attiva con il duo di artisti visivi Corpicrudi da lei fondato con Sergio Frazzingaro, per poi avviare una carriera solista e la collaborazione con il songwriter Nero Kane. Il suo lavoro è stato presentato con debutti internazionali in gallerie di arte contemporanea, musei, teatri, chiese e castelli, inclusi Joyce Theater New York; Amaturo Theatre Brodward Center for the Performing Arts, Miami; Pavillon Noir, Aix-en-Provence; Castello Aragonese in Taranto, sede della Marina Militare Italiana; Auditorium Parco della Musica, Roma; Musei Strada Nuova, Genova; Duomo di Molfetta; Basilica S. Maria Maggiore, Bergamo; Ace Museum, Los Angeles; Italian Cultural Institute Los Angeles; Museo Marca, Catanzaro; Museo Macro Asilo, Roma; Museo Madre, Napoli; Museo Internazionale e Biblioteca della Musica, Bologna.