Milioni di visualizzazioni per la Certosa a Bologna grazie a un post Facebook di una band emo-core

L’immagine di una statua alata di uno dei cimiteri più antichi d’Europa accompagna la notizia della reunion dei My Chemical Romance: una promozione inaspettata per l’istituzione bolognese. Ecco la storia

My Chemical Romance
My Chemical Romance

L’immagine di una statua alata del Cimitero Monumentale della Certosa di Bologna – uno dei più antichi d’Europa – accompagna la notizia della reunion di una band statunitense emo-core, scioltasi quasi sette anni fa. Sembra la trama horror di un B-Movie, invece è una storia vera. Lo scorso 31 ottobre i My Chemical Romance hanno annunciato il loro glorioso ritorno dopo anni di silenzio. Notizia accolta con entusiasmo dai fan, ma a generare curiosità è stata la foto con la quale si è veicolata la notizia, ovvero la scultura Anima e Angelo dell’artista ottocentesco Pasquale Rizzoli, fotografata da Luigi Boccardo. L’opera bronzea dello scultore bolognese – in puro stile Liberty – impera nella parete concava della Cella Magnani nel Cimitero Monumentale della Certosa di Bologna.

Cella Magnani Certosa Bologna, particolare - foto Michele Brusa
Cella Magnani Certosa Bologna, particolare – foto Michele Brusa

BOLOGNA SI RACCONTA TRA STORIA, ARTE E MUSICA 

Il cimitero monumentale della Certosa di Bologna venne fondato nel 1801 riutilizzando le strutture del convento certosino del 1334. All’interno si conserva un vastissimo patrimonio di pitture e soprattutto sculture realizzate da artisti del XIX e XX secolo. In questa stratificazione di logge e chiostri il visitatore sperimenta l’emozione della rigorosità neoclassica, della ricchezza del barocco e si avvia alle proposte della modernità.” ci racconta Roberto Grandi, Presidente di Istituzione Bologna Musei. Oggi, però, l’attenzione è puntata su uno dei lati brevi della Galleria del Chiostro VI dove, su una parete mosaicata, è collocata la nota opera di Pasquale Rizzoli (1871-1953), conclusa nel 1906, commissionata dalla vedova del veterano di guerra Natale Magnani. La scultura rappresenta una figura femminile che ascende al cielo accompagnata da un angelo. Le figure sembrano sospinte da una leggera brezza. I volti sereni, gli occhi socchiusi e l’abbraccio delicato sono il chiaro esempio di uno stile Liberty ben riuscito. Visto nella sua interezza, questo abbandono tra le braccia dell’angelo trasmette una forte sensualità che ha prima colpito Luigi Boccardo e, successivamente, i My Chemical Romance che hanno sentito una forte sintonia tra la propria musica e questa immagine che li racconta in una dimensione di ascesa, quasi mistica. Sono affascinato quando, in casi come questo, si individuano dialoghi tra registri espressivi diversi che portano a una valorizzazione reciproca”, continua Grandi.

IL RITORNO DELLA BAND

La band statunitense rompe anni di silenzio con l’annuncio di un ritorno imminente sulla scena musicale il 20 dicembre 2019 al Shrine Expo Hall di Los Angeles. L’immagine scelta ha sicuramente dato un valore aggiunto alla comunicazione, tanto che Roberto Grandi spiega: “E’ una storia che ci racconta molto su come la comunicazione digitale incida sui processi decisionali dell’industria dell’arte. Luigi Boccardo ha pubblicato cinque mesi fa sulla piattaforma Unsplash (fonte digitale di immagini utilizzabili gratuitamente N.d.R.) cinque foto sotto il titolo Certosa di Bologna – Phoenician statues. Il management dei My Chemical Romance alla ricerca di un’immagine per il manifesto del tour mondiale della reunion della band ha scelto una di queste cinque foto. Parallelamente il fotografo bolognese Mauro Squiz Daviddi ci ha segnalato che l’immagine scelta faceva riferimento alla Cella Magnani della Certosa. Ho scritto una mail a Stacy Fass (avvocato e manager della band) richiedendo che comunicassero ai propri fan la collocazione della statua e il nome del fotografo, richiesta che aveva già fatto anche Boccardo.  Il post con queste due informazioni ha già superato le 215.000 visualizzazioni, una promozione inimmaginabile della nostra Certosa prima di oggi”.

Valentina Muzi

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Valentina Muzi
Valentina Muzi (Roma, 1991) è diplomata in lingue presso il liceo G.V. Catullo, matura esperienze all’estero e si specializza in lingua francese e spagnola con corsi di approfondimento DELF e DELE. La passione per l’arte l’ha portata a iscriversi alla Facoltà di Studi Storico-Artistici dell’Università di Roma La Sapienza, laureandosi in Storia dell’Arte Contemporanea e svolgendo il tirocinio formativo presso il MLAC - Museo e Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Ateneo, parallelamente ha frequentato un Executive Master in Management dei Beni Culturali presso la Business School del Sole24Ore di Roma. Dal 2016 svolge attività di PR, traduzione di cataloghi, stesura di testi critici e curatela indipendente. Dal 2017 svolge l’attività di giornalista di taglio critico e finanziario per riviste di settore. Attualmente è membro del Board Strategico presso l’Associazione culturale Arteprima noprofit, nella stessa ha svolto il ruolo di Social Media Manager ed è Responsabile organizzativa della piattaforma Arteprima Academy.