Milano e il futuro, tra musica e periferie. Marracash intervista Giuseppe Sala

Un evento più unico che raro: alla Milano Music Week 2018 il noto rapper della Barona ha intervistato il sindaco Giuseppe Sala. Il tema? Periferie, musica, città del futuro: ecco qui il reportage della serata.

Milano Music Week 2018. Day3. Giuseppe Sala e Marracash. Courtesy Milano Music Week
Milano Music Week 2018. Day3. Giuseppe Sala e Marracash. Courtesy Milano Music Week

È successo durante la Milano Music Week 2018: mercoledì 21 novembre, ore 20.30, la sala principale di Santeria Social Club si è riempita di persone in attesa di partecipare a un evento non convenzionale. Per la prima volta nella storia di Milano un rapper ha interrogato il sindaco sul futuro della città. Marracash, pseudonimo di Fabio Bartolo Rizzo, è salito sul palco insieme a Beppe Sala per confrontarsi sui temi più scottanti e attuali di questa metropoli italiana dal respiro europeo che, dietro a una crescita esponenziale, nasconde crepe ancora irrisolte come il dramma delle periferie, “tema a me molto caro”, dice Marracash, “perché sono cresciuto nella realtà della Barona, un quartiere critico di Milano”. Prima di iniziare, però, una domanda per scaldare l’ambiente: “Sindaco, ma lei, che musica ascolta?”. Così è partito un faccia a faccia esplosivo e del tutto inedito. Beppe Sala, a suo agio, ha conquistato il musicista e il pubblico citando la rivoluzione hip hop americana, da Tupac ai De La Soul, confessando di non comprare più molti dischi, ma di avere tra i suoi preferiti Illmatic di Nas, uscito nel 1994. A proposito della scena musicale italiana – il rap ma anche il recente fenomeno trap ‒, Sala ha commentato: “È un bel modo per raccontare storie in presa diretta, da sindaco mi sembra anche un bel modo per i giovani di emergere dalle realtà da cui provengono”.

Milano Music Week 2018. Day3. Giuseppe Sala. Courtesy Milano Music Week
Milano Music Week 2018. Day3. Giuseppe Sala. Courtesy Milano Music Week

LA CITTÀ CHE CAMBIA

Diversi sotto ogni aspetto ‒ abbigliamento, età, modo di porsi e di sedersi ‒, Marracash e Sala hanno conquistato tutti, provocando grandi risate tra gli invitati, ma si sono affrontati anche argomenti importanti e delicati. Alla domanda di Marracash sulle nuove generazioni e le opportunità di lavoro, Sala ha commentato: “Sempre più giovani decidono di restare a Milano, la popolazione giovanile è in costante aumento. Noi cosa dobbiamo fare? Dobbiamo offrirgli opportunità per trovare lavoro e per farlo noi dobbiamo tenere la città aperta, è l’unica via per essere internazionale: quindi aperta a imprese straniere, studenti stranieri, turismo…”.
E ha aggiunto: “Ora tocco un tema delicato che voglio affrontare con te: io sono il sindaco di tutti, quindi sia di chi deve fare rispettare le regole e i diritti e anche di chi ti dice di dare spazio alla socialità eccetera come Santeria stessa, Base… Poi ci sono le situazioni più spinose come Macao, dove di fatto si parte da una condizione di illegalità, ma che svolgono un ruolo molto importante per la società. Io mi batto sempre per cercare delle soluzioni: la linea dritta non c’è mai, bisogna trovare la formula giusta anche per aiutare, però il primo punto fondamentale è offrire spazi e occasioni”.

Milano Music Week 2018. Day3. Marracash. Courtesy Milano Music Week
Milano Music Week 2018. Day3. Marracash. Courtesy Milano Music Week

LA REALTÀ PERIFERICA

Poi Marracash è tornato a insistere sulla realtà periferica: “Lo sviluppo di Milano è sotto gli occhi di tutti. Io per primo la elogio. Quello che però non si vede è la periferia, dove in realtà non è cambiato così tanto. Nel mio quartiere, in particolare, non siamo neanche dentro un percorso di miglioramento. Come la vede questa disparità tra la Milano dei grattacieli e quella della periferia?”. Sala ha risposto: “È chiaro che è una enorme responsabilità del pubblico, e che per molto tempo non si è voluto guardare la cosa, è un percorso estremamente lungo, non ci sono bacchette magiche che permettono di risolvere la situazione a breve termine. Noi stiamo facendo degli sforzi per ascoltare ogni singolo municipio e quartiere, per capire cosa possiamo fare, che soldi abbiamo e su quali interventi puntare. Il fatto che tu non veda ancora segni lo capisco, però ti posso garantire che stiamo dando veramente una scossa e comunque un fatto è certo: noi stiamo mettendo circa 1 miliardo e mezzo in vari progetti che riguardano tutto meno che il centro. Quanto tempo ci vorrà? Qui arriviamo al punto: sicuramente dobbiamo essere più rapidi nel fare le cose. Le buone idee ci sono, i progetti pure”.
Poi tra il tema della casa, della legalizzazione e molti altri, è arrivata una promessa per il futuro da parte di Marracash, che seguendo le orme dei suoi colleghi americani ha proposto al sindaco un progetto per la comunità della Barona: “Ti strappo questa promessa: ci piacerebbe, in un futuro prossimo, fare un’iniziativa del genere, che sia una scuola o un centro ricreativo”. Sala ha sorriso e continuato a scherzare: “La scuola media statale Marracash?”. Una grande sintonia e spunti per riflessioni future, una grande occasione per la città offerta dalla Milano Music Week che ha permesso questo confronto, sperando di vederne molti altri in futuro.

Bianca Felicori

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Nome eventoMilano Music Week 2018
Vernissage19/11/2018
Duratadal 19/11/2018 al 25/11/2018
Generimusica, festival
Spazio espositivoPALAZZO DEI GIURECONSULTI
IndirizzoPiazza Dei Mercanti 2 - Milano - Lombardia
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Bianca Felicori
Bianca Felicori è architetto junior e studentessa del corso di Laurea Magistrale in Architettura e Disegno Urbano presso il Politecnico di Milano. Inizia il suo percorso nella redazione di Domus insieme all’ex direttore Nicola Di Battista, correlatore della sua tesi di laurea triennale “L’occhio dell’arte in Domus” dedicata al rapporto tra la disciplina artistica e quella architettonica, con il contributo di Mimmo Paladino. Dopo l’esperienza all’interno della redazione, partecipa attivamente agli eventi dedicati all’architettura in Italia - Salone Internazionale del Mobile e Biennale di Venezia. Nata a Bologna e residente a Milano, è oggi redattrice di Artribune e si occupa di architettura e arti visive.