Da Battisti ai CCCP, 50 anni di musica italiana su Italianism: 5 cover selezionate da Artribune

Nell’ambito del contest online della piattaforma creativa Italianism, anche Artribune ha decretato le sue copertine più rappresentative degli ultimi 50 anni di musica italiana.

Alessandro Gaggio De Gregori
Alessandro Gaggio De Gregori

Dieci Copertine è il titolo dell’ultimo contest concepito da Renato Fontana, direttore e ideatore della piattaforma creativa Italianism, per celebrare, attraverso la reinterpretazione di artisti e illustratori, 10 album che hanno fatto la storia degli ultimi 50 anni della musica italiana. Il contest, aperto a tutti, consisteva infatti nella realizzazione — attraverso qualsiasi tecnica, dalla fotografia all’illustrazione, dall’arte digitale al collage, dalla paper art all’arte tessile, dal fumetto alla tipografia, dal 3D al tatuaggio — di una propria, personale versione di una delle 10 copertine dei dischi italiani più importanti,  selezionate da altrettanti esperti, tra giornalisti, dj e art director. L’iniziativa, che raggiungerà il culmine con la Creative Conference prevista presso la Reggia di Portici (Napoli) dal 10 all’11 maggio, nasce nel 2015 dalla volontà di creare sempre più connessioni tra le eccellenze made in Italy che lavorano nei più disparati ambiti creativo/culturali.  E lo fa promuovendo una serie di appuntamenti e iniziative sia online che offline, tra conferenze, mostre, interviste, e appunto un contest che cambia tema (in questo caso la musica) ad ogni edizione. A selezionare i 30 vincitori del concorso, su 750 partecipanti, ci ha pensato una giuria apposita formata da 10 professionisti attivi soprattutto nel campo dello spettacolo e della comunicazione visiva: Paolo Cenciarelli, Sabina De Gregori, Pietro Durante, Cristina Guidi, Alessandro Izzillo, Antonio Marmo, Livia Massaccesi, Piergiorgio Paolinelli, Nicola Romani, Alessandro Sciortino. Nonostante il contest si sia concluso e la scorsa settimana siano stati annunciati i nomi dei vincitori, anche noi di Artribune siamo stati invitati, insieme ad alcuni blog e webzine, a stilare una lista personale, selezionando le 5 proposte che meglio sono riuscite a unire particolari talenti al sapore e alle atmosfere proprie dei relativi dischi.

-Valerio Veneruso

http://www.italianism.it/contest/dieci-copertine-contest/

1. MATTEO ALAGNA PER FRANCO BATTIATO

Matteo Alagna, Battiato

I soggetti raffigurati in questa copertina, elementi chiave delle canzoni presenti nel disco di Franco Battiato L’era del cinghiale bianco (EMI, 1979), sono stati realizzati interamente in carta da Matteo Alagna. L’utilizzo del bianco e dei chiaroscuri, misto alla precisione quasi maniacale che compone il tutto, fa di questa elaborazione un giusto compromesso tra semplicità minimalista e virtuosismo, tratti distintivi anche dello stesso album. Primo posto.

Matteo Alagna / L’era del cinghiale bianco, Franco Battiato

2. NICOLÒ MANIERO PER LOREDANA BERTÈ

Nicolò.Maniero.Berte

La forza visiva di questa immagine riesce a esprimere bene il concetto di trasloco inteso non solo nella sua forma fisica, ma anche in maniera astratta come un cambiamento di pensiero o di abitudini. L’instabilità sonora delle tracce contenute in Traslocando di Loredana Bertè (CDG, 1982) bene si presta al senso di misteriosa precarietà femminile che trapela dall’elaborato prodotto da Nicolò Maniero.

Nicolò Maniero / Traslocando, Loredana Bertè

3. ALESSANDRO GAGGIO PER FRANCESCO DE GREGORI

Alessandro Gaggio De Gregori

Un delicato tripudio di colori e di freschezza per rappresentare uno degli album che hanno fatto la storia del cantautorato italiano: Rimmel di Francesco De Gregori (RCA 1975).

Alessandro Gaggio / Rimmel, Francesco De Gregori

4. GENNARO BORRIELLO PER I CCCP

Gennaro.Borriello.CCCP

Il senso di antico, il profumo delle campagne reggiane e l’intimità di una casa settecentesca trasformata in studio di registrazione, vengono ben sintetizzate nella solennità di un carretto di legno stagliato su di uno sfondo di un rosso non troppo acceso. Epica Etica Etnica Pathos (Virgin Dischi, 1990) è il capolavoro/flusso di coscienza dei CCCP che ha ispirato il contributo di Gennaro Borriello.

Gennaro Borriello / Epica Ethica Etnica Pathos, CCCP

5. STEFANO PULLANO PER LUCIO BATTISTI

Stefano Pullano per Lucio Battisti

Pervasa da linee colorate una donna vista dall’alto sembra danzare su se stessa quasi come se volesse invitarci, con il suo sguardo a fare lo stesso. Il dinamismo e la spensieratezza del disegno realizzato da Stefano Pullano ben si sposano con le atmosfere sognanti e idilliache che trasudano dalla pietra miliare di Lucio Battisti Anima latina (Numero Uno, 1974).
Stefano Pullano / Anima latina, Lucio Battisti

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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo.
Tra le mostre recenti alle quali ha partecipato: Multipli e Unici (Edicola Radetzky, Milano, a cura di REPLICA, 2019), VI Biennale di Incisione e Grafica Contemporanea (Galleria Civica dei Musei di Bassano del Grappa, 2019), Settima edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee (Villa Brandolini, Pieve di Soligo, a cura di Carlo Sala, 2018). 
Tra le principali esperienze curatoriali: le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019) e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018), il workshop L’occhio tagliato – il potere della manipolazione dell’immagine nell’era contemporanea (Circolo cinematografico The Last Tycoon, Padova, 2016), il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks, (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Collabora con Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.