In arrivo sulle sponde del Lago Maggiore la 57esima edizione dello Stresa Festival

La storica kermesse musicale ritorna anche quest’anno con un cartellone di eventi che include diversi generi come classica, sinfonica e jazz. Con un’immagine rinnovata, opera degli artisti Botto & Bruno

57esima edizione dello Stresa Festival
Uno degli artisti presenti alla 57esima edizione dello Stresa Festival. Ph Bernard Martinez

L’arte contemporanea e la contaminazione fra le discipline artistiche sono le spie del rinnovamento dello Stresa Festival, storica manifestazione musicale che da oltre cinquant’anni anima l’estate sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, nell’incantevole cornice delle Isole Borromeo. Si intitola proprio Path crossing – Traiettorie incrociate il cartellone 2018 del festival, che da diciannove anni porta la firma di Gianandrea Noseda, affermato maestro italiano con un’importante carriera internazionale, dal 2007 direttore musicale del Teatro Regio di Torino e recentemente nominato sul podio della National Symphony Orchestra di Washington. Il cartellone è come sempre ampio e diversificato, ma la novità consiste in un circuito incrociato di eventi suddivisi in cinque aree tematiche, che si intrecciano e si autoalimentano in un autentico melting pot che supera le tradizionali barriere fra i generi artistici. “Un festival non è una mini-stagione classica, ma è un momento per ascoltare qualcosa di unico, di speciale, che può cambiare la nostra visione del mondo. I musicisti, gli artisti in generale, percepiscono in anticipo i cambiamenti sociali e li sanno tradurre in un linguaggio premonitore”, commenta il maestro Noseda, presentando il cartellone del festival 2018.

VENTISEI EVENTI SONORI SI INCROCIANO

Ventisei serate, suddivise in due periodi, animeranno l’estate di Stresa e dintorni, occupando dal 14 al 27 luglio e dal 23 agosto al 9 settembre alcuni luoghi magici come l’eremo di Santa Caterina del Sasso, la Sala degli Arazzi dell’Isola Bella e la Loggia del Cachemire dell’Isola Madre, l’Hotel Regina e il lungolago di Stresa, ma anche la tradizionale sala del Palazzo dei Congressi e il modernissimo Teatro Maggiore di Verbania.
Non solo classica, sinfonica o da camera, con prestigiose orchestre come la Budapest Festival Orchestra, la Filarmonica del Regio di Torino e la Verdi di Milano, ma anche un musical, jazz, cabaret, teatro, cinema muto e danza contemporanea, che si uniscono a proposte multimediali e a incontri letterari per ricreare la varietà della civiltà culturale di oggi.  I cinque temi intorno ai quali ruota la programmazione sono America Oggi – Omaggio a Bernstein, Jazz Oggi, Tra Bell’epoque e finis Austriae, Tra Sacro e Profano, Bach nostro contemporaneo. Il festival si apre il 17 luglio con Vinicio Capossela, premio Tenco 2017 ed autentico campione della contaminazione musicale, che propone Orchestys, progetto speciale accompagnato dalla Filarmonica Arturo Toscanini, diretta da Stefano Nanni.  Tra i grandi nomi femminili in cartellone, l’istrionica Ute Lemper, la grande Natalie Dessay che interpreta i classici della musica americana e l’attrice Maddalena Crippa, voce recitante in Pierrot Lunaire di Schoenberg. Per gli amanti del jazz, da non perdere invece in luglio i concerti di Ambrose Akinmusire e il suo Quartetto, Steve Coleman and Five Elements e Fabrizio Bosso e Paolo Silvestri con il loro ensemble. Il ciclo tradizionale con le Suite per violoncello solo di Bach è affidato quest’anno allo spagnolo Asier Polo, mentre Rinaldo Alessandrini e l’ensemble del Concerto Italiano propongono un programma di madrigali di Monteverdi.

100 ANNI BERNSTEIN, FRANK ZAPPA E IL CINEMA MUTO DI STRAUSS

Ma sono indubbiamente la prima esecuzione italiana del musical Peter Pan di Leonard Bernstein, nel centenario della nascita (in forma di concerto) e la prima nazionale di The Yellow Shark, l’ultimo progetto di Frank Zappa nel 1993, alcuni dei momenti più interessanti della rassegna, difficile in realtà da condensare in poche righe. Tra gli eventi unici nel loro genere, da segnalare infine anche la proiezione del film muto in bianco e nero Der Rosenkavalier di Robert Wiene (1925, sceneggiatura di Hugo von Hofmannsthal), accompagnato dalla musica originale scritta da Richard Strauss, eseguita dal vivo dall’Orchestra Verdi di Milano.

BOTTO & BRUNO E L’IMMAGINE DEL FESTIVAL

Alla nota coppia di artisti torinesi Gianfranco Botto e Roberta Bruno è stato affidata quest’anno l’immagine del festival, da esibire sui cartelloni per strada, sulla locandina e sulla copertina del pieghevole con il programma della rassegna. Per l’occasione, Botto & Bruno hanno creato in esclusiva per Stresa Festival un collage fotografico dal titolo All I need is music. Ritrae un giovane teen-ager (figura frequente nelle loro opere) che, con il volto coperto da un cappello calato sugli occhi, immerso in uno spazio di periferia urbana, regge tra le mani una pila di audio cassette, simbolo di un’ormai antiquata modalità di ascolto della musica. “Ci interessava recuperare un mondo perduto – spiegano gli artisti – dove la musica, anche se sentita attraverso supporti non perfetti, low-fi, rimane comunque basilare nella crescita di ognuno di noi. In questa sorta di archeologia musicale abbiamo voluto eliminare la distinzione fra musica alta e bassa. Ciò che conta è la buona musica, non importa se rock, jazz, blues, punk, classica o d’avanguardia”. Proprio lo spirito che anima il Festival.

– Federica Lonati

Stresa // dal 14 al 27 luglio – dal 23 agosto al 9 settembre
Stresa Festival
www.stresafestival.eu

 

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Federica Lonati, nata a Milano nel 1967, diploma di Liceo classico a Varese, si è laureata nel 1992 in Lettere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica di Milano con una tesi dedicata all’opera lirica e alla sua riproducibilità audiovisiva (Comunicazioni Sociali). Giornalista professionista dal 1997, dai primi anni Novanta collabora con “La Prealpina”, quotidiano di Varese, scrivendo soprattutto di teatro, opera lirica e musica classica. Dal 1995 è assunta nella redazione di “Lombardia Oggi”, settimanale di attualità, spettacoli e tempo libero, allegato domenicale al quotidiano “La Prealpina”. Redattore ordinario fino all’agosto del 2005, si occupa delle pagine di arte, musica classica e attualità in generale. Dal settembre 2005 vive a Madrid. Dalla Spagna ha scritto articoli per “Libero”, “Qui Touring”,”Il Corriere del Ticino”, “Il Sole 24 Ore” e “Grazia”. Tra il 2008 e il 2011 ha collaborato con “Agrisole”, supplemento settimanale del “Sole 24 ore”, realizzando cronache e reportage dedicati all’economia agricola spagnola.