Musica trance in piscina. In attesa del Festival Terraforma a Villa Arconati

L’Orchestra Milano Classica ha reinterpretato, con i suoi quaranta elementi, la “pointillistic trance” del compositore elettronico Lorenzo Senni, in un concerto “galleggiante” ai Bagni Misteriosi. Un’altra anticipazione del festival Terraforma che si inaugura il 1° luglio.

Tranceparenti -Centro Balneare Caimi, Milano - photo White
Tranceparenti -Centro Balneare Caimi, Milano - photo White

TRANCEPARENTI A MILANO
Milano: la città che mostra e si nasconde, quella dove la meraviglia si trova dietro a pesanti e impenetrabili portoni e dove l’inesausta fame di futuro fa incontrare spesso esperienze emergenti e istituzioni. Nasce così il progetto Tranceparenti, curato da Ruggero Pietromarchi. Dalla collaborazione tra il Festival Terraforma e il Teatro Franco Parenti, è andato in scena a Milano questo concerto “galleggiante”, in occasione della riapertura del Centro Balneare Caimi, dopo la sua riqualificazione da parte della Fondazione Pier Lombardo. Una performance su uno specchio d’acqua incastonato tra case e natura, una reinterpretazione in chiave classica a opera di Francesco Fantini, eseguita da un’orchestra di quaranta elementi, del lavoro di ricerca sulla musica trance del compositore elettronico italiano Lorenzo Senni. All’insegna dell’integrazione linguistica, l’arrangiamento di Fantini ha esplorato la dimensione sospesa delle composizioni di Senni, caratterizzate dalla sistematica reiterazione degli arpeggi del buildup (che nella trance identificano quella parte di traccia che precede l’attacco melodico), in un’ottica orchestrale, enfatizzandone la componente epica.

Tranceparenti -Centro Balneare Caimi, Milano - photo White
Tranceparenti -Centro Balneare Caimi, Milano – photo White

IN ATTESA DI TERRAFORMA
Mentre nel lavoro di Senni, la focalizzazione puntuale sul pre drop genera uno stato di tensione e di loop che non si risolve mai, in Fantini, decisamente più influenzato da un percorso legato alla colonna sonora, questa condizione durante il concerto ha incontrato l’esigenza di momenti di apertura, pur non indulgendo nell’enfasi dell’esplosione. L’incontro tra classica contemporanea e musica elettronica si è configurato come una conversazione rispettosa che, da un lato, ha preservato tutti gli elementi tematici del lavoro di Senni, dall’altro, seguendo un processo addizionale, ha cercato di raccontare la visione e il percorso di Fantini, formatosi al conservatorio, ma con alle spalle altri progetti elettroacustico-sperimentali ed elettronici. Un’altra anticipazione di quello che definire festival potrebbe risultare riduttivo, perché Terraforma è un’esperienza immersiva che fa incontrare sperimentazione sonora e sostenibilità ambientale, ricreando una comunità temporanea, che per tre giorni vive circondata dalla natura, tra le architetture effimere costruite per ospitare le performance e diventate parte integrante del suggestivo parco di Villa Arconati.

Tranceparenti, photo White
Tranceparenti, photo White

UNA RASSEGNA FUORI DAL TEMPO
Alla sua terza edizione, che quest’anno si terrà dal 1° al 3 luglio e consisterà in workshop, talk e percorsi di ascolto, Terraforma conferma il suo statuto di piccola Repubblica indipendente fuori dal tempo, con la sua moneta, la sua cucina, i suoi usi e costumi e la sua musica. La line up propone un percorso crossgenere e intergenerazionale che transita dall’ambient al jazz, alla techno, all’elettronica, con nomi come Charlemagne Palestine, Adrian Sherwood, Donato Dozzy, Lee Gamble e Francesco Cavaliere, per citarne alcuni, tra gli oltre venti artisti che si esibiranno.

Carlotta Petracci

http://www.terraformafestival.com/

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Sempre in bilico tra arte e comunicazione, fonda nel 2007 White, un'agenzia dal taglio editoriale, focalizzata sulla produzione di contenuti verbo-visivi, realizzando negli anni diversi progetti: dai magazine ai documentari. Parallelamente all'attività professionale svolge un lavoro di ricerca sull'immagine prestando particolare attenzione alla sua relazione con altri media e forme espressive, in primo luogo la musica. Di cui ama scrivere ma che rappresenta un elemento essenziale della sua identità di filmmaker, nei documentari quanto nelle videoinstallazioni. Appassionata di filosofia, sociologia, antropologia e, nell'accezione più ampia e nomadica, di tutte le scienze, fa convergere i suoi svariati interessi in un approccio ai contenuti, in uno sguardo e in uno stile di scrittura assolutamente cross-disciplinari.