Festival di Cannes 2026. Lista di tutti i film da tenere d’occhio
Da Almodóvar a Farhadi, passando per Refn e Hamaguchi: i titoli più attesi sulla Croisette tra il 12 e il 23 maggio 2026
Il Festival di Cannes 2026 si annuncia già come uno dei più ricchi e ambiziosi degli ultimi anni. Tra ritorni attesissimi, maestri del cinema d’autore e nuove incursioni tra fantascienza, melodramma e riflessione politica, la Croisette promette un’edizione capace di fotografare inquietudini e ossessioni del presente. Da Pedro Almodóvar a Asghar Farhadi, passando per Ryûsuke Hamaguchi e Pawel Pawlikowski, ecco i titoli da segnare subito in agenda.

I film da non perdere al Festival di Cannes 2026
AMARGA NAVIDAD — Pedro Almodóvar
Con Amarga Navidad, Pedro Almodóvar torna a scavare nei territori dell’autofinzione e della creazione artistica. Il protagonista Raúl, regista di culto in piena crisi creativa, trasforma un lutto improvviso nel materiale del suo nuovo film, dando vita a un ambiguo gioco di specchi tra realtà e immaginazione. Al centro del racconto c’è Elsa, filmmaker alle prese con una sceneggiatura che finisce per riflettere la stessa traiettoria emotiva del protagonista. Un’opera che promette di interrogarsi sul confine tra verità personale e narrazione, in uno dei lavori potenzialmente più intimi del regista spagnolo.
PARALLEL TALES — Asghar Farhadi
Il nuovo film di Asghar Farhadi sembra muoversi lungo le coordinate morali e psicologiche che hanno reso celebre il cineasta iraniano. Parallel Tales segue Sylvie, una scrittrice che osserva ossessivamente i vicini in cerca d’ispirazione per il suo nuovo romanzo. L’arrivo del giovane Adam finirà però per alterare gli equilibri tra realtà e finzione, trascinando la protagonista in un vortice dove la narrativa supera la vita stessa. Intrigo, ambiguità morale e tensione emotiva: tutto lascia pensare a uno dei titoli più forti del concorso.
THE MAN I LOVE — Ira Sachs
Ambientato nella New York di fine anni Ottanta, The Man I Love di Ira Sachs racconta il mondo artistico downtown attraverso la figura di Jimmy George, performer che vive sospeso tra desiderio, malattia e morte. Sachs torna così ai temi dell’identità, dell’amore e della vulnerabilità in un’epoca segnata dall’emergenza AIDS, promettendo un film intimo e struggente.
HER PRIVATE HELL — Nicolas Winding Refn
Visionario e radicale come sempre, Nicolas Winding Refn porta a Cannes un’opera che mescola horror, fantascienza e noir urbano. In Her Private Hell, una nebbia misteriosa avvolge una metropoli futuristica liberando una presenza letale e sfuggente. Una giovane donna alla ricerca del padre incrocia il cammino di un soldato americano impegnato a salvare la figlia da un vero e proprio inferno contemporaneo. Atmosfere apocalittiche e immagini estreme sembrano garantite.
ALL OF A SUDDEN — Ryûsuke Hamaguchi
Dopo il successo internazionale degli ultimi anni, Ryûsuke Hamaguchi torna con un film che intreccia cura, teatro e malattia. All of a Sudden racconta l’incontro tra Marie-Lou, direttrice di una casa di riposo intenzionata a rivoluzionare il rapporto con gli anziani, e Mari, regista teatrale giapponese malata di cancro. Dalla loro amicizia nasce una riflessione delicata sulla dignità, l’ascolto e la possibilità di immaginare nuove forme di solidarietà.
SHEEP IN THE BOX — Hirokazu Kore-eda
Con Sheep in the Box, Hirokazu Kore-eda esplora territori vicini alla fantascienza emotiva. In un futuro prossimo, una coppia devastata dalla perdita del figlio accoglie in casa un umanoide identico al bambino scomparso. Un punto di partenza che sembra perfetto per il cinema del regista giapponese, da sempre interessato ai legami familiari, al lutto e alla definizione stessa di umanità.
FJORD — Cristian Mungiu
Il nuovo lavoro di Cristian Mungiu resta ancora avvolto dal mistero, ma il nome del regista basta già a renderlo uno dei film più attesi della selezione. Autore di un cinema rigoroso e profondamente politico, Mungiu potrebbe ancora una volta portare a Cannes uno sguardo tagliente sulle contraddizioni dell’Europa contemporanea.
FATHERLAND — Pawel Pawlikowski
Con Fatherland, Pawel Pawlikowski torna ai temi dell’identità europea e delle fratture storiche già affrontati in Ida e Cold War. Il film segue il rapporto tra Thomas Mann e la figlia Erika durante un viaggio nella Germania distrutta del 1949, tra zone controllate dagli Stati Uniti e territori sovietici. Un road movie storico e familiare che promette di intrecciare memoria, politica e tensioni intime nel pieno della Guerra Fredda.
MINOTAUR — Andrey Zvyagintsev
Dopo anni di assenza, Andrey Zvyagintsev torna con Minotaur, ambientato nella Russia del 2022. Il protagonista Gleb, dirigente d’azienda di successo, vede il proprio mondo crollare sotto il peso delle pressioni economiche e di una società sempre più instabile. Il regista di Loveless sembra pronto a firmare un altro ritratto cupo e implacabile del potere e della disgregazione morale contemporanea.

Ecco quali sono i film da non perdere al Festival di Cannes 2026
Tra autobiografia, distopia, drammi storici e riflessioni sul futuro, Cannes 2026 sembra destinato a riportare al centro il grande cinema d’autore internazionale. E se questi sono solo i primi titoli emersi, la sensazione è che la corsa alla Palma d’Oro sia già cominciata.
Margherita Bordino
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