Salvare la street art delle bombe: una storia vera dall’Ucraina

Tre giovani restauratori italiani si mettono in viaggio verso la martoriata Ucraina, mossi dalla volontà di salvare le opere di street art donate da Banksy e C215 alla comunità di Borodyanka. La loro storia è ripercorsa dal documentario in onda domenica 26 aprile su Sky Arte

Sono trascorsi quattro anni dal 24 febbraio 2022, giorno dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. In onda su Sky Arte domenica 26 aprile, il documentario Arte vs Guerra – Banksy e C215 a Borodyanka, Ucraina ricostruisce la vicenda dell’inaspettata realizzazione di due opere d’arte per mano di Banksy e C215 in una località a circa 60 chilometri da Kiev.

L’arte di Banksy in Ucraina

Borodyanka è stata una delle città più colpite nella fase iniziale della guerra: in soli due mesi, è stata quasi completamente distrutta e ha registrato oltre 200 morti. Poche settimane dopo la fine dell’assedio è qui che lo street artist Banksy e il collega francese C215, pseudonimo di Christian Guémy, decidono di intervenire. Tra i palazzi distrutti dall’esercito russo il primo completa La Ginnasta, che riproduce il volteggio di una ragazza sulle pietre crollate di una casa, e Davide e Golia, in cui un bambino riesce a mettere a terra un gigante grazie al judo.

La street art di C215 tra le macerie

A C215 e alle sue bombolette spray si deve invece una serie di raffigurazioni della fragile situazione che si vive in città. Sulle case bombardate compaiono uccelli in volo e i ritratti di donne e uomini, come Dmytro Kotsiubaylo, un ragazzo di 27 anni caduto durante una battaglia. Proprio un amico di quest’ultimo è coinvolto nel progetto del film, che oltre alla sua riunisce testimonianze e documenti utili a ripercorrere il primo anno della guerra.

Il salvataggio delle opere di Banksy e C215

Diretto da Michele Pinto, su soggetto di Didi Gnocchi e sceneggiatura di Francesca Canto, Arte vs Guerra – Banksy e C215 a Borodyanka, Ucraina si avvale della voce narrante di Alessandro Sperduti per accendere i riflettori sul dramma della guerra e sulla forza simbolica dell’arte, qui intesa nelle sue diverse declinazioni. Da una parte si colloca infatti il lavoro di Banksy e C215, dall’altra quello di Paola Ciaccia, Alessandro Cini e Maria Colonna, tre giovani restauratori italiani che si sono spinti fino in Ucraina mosso dalla volontà di non disperdere le opere di street art, anch’esse in pericolo a causa del conflitto. Un compito non facile, anche in considerazione delle mine disseminate per la città.

Arte per il futuro dell’Ucraina

Prima in furgone, poi in treno, in accordo con la municipalità i tre si adoperano per la messa in sicurezza dei murales, che rappresentano anche una prospettiva per il futuro che per la comunità locale. Il dono dei due artisti, infatti, è destinato a confluire in un museo ancora da costruire, ma che fa sperare in un futuro di pace per Borodyanka.

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Redazione

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