Ballare fino alla fine del mondo. Il film Sirāt arriva da Combo a Torino

Dopo l’acclamato debutto a Cannes, l’ultimo film di Óliver Laxe arriva anche in Italia. A Torino lo hanno portato Mubi e C2C con un evento speciale da Combo dedicato alla rave culture. Ecco alcune riflessioni sulla serata

Fra proposte cinematografiche farcite di sequel, reboot, e progetti concepiti esclusivamente per alimentare la macchina dell’entertainment, la settima arte può ancora essere in grado di scuoterci toccandoci nel profondo? A questa domanda risponde il regista franco-spagnolo Óliver Laxe con il suo nuovo lungometraggio, Sirāt: una sorta di oasi rigenerante in un deserto contemporaneo fatto di omologazione in 4K e di aridità di contenuti. 

Sirāt: un film coprodotto da Almodóvar

Co-prodotto dalla casa El Deseo, dei fratelli (Agustin e Pedro) Almodóvar, la pellicola appare come un’opera capace di catturare così bene lo spirito del tempo in cui viviamo da restituire nello spettatore quel disarmante senso di inquietudine e precarietà che contraddistingue la nostra epoca. A farci presagire lo spessore di Sirāt ne è il titolo stesso. Con questo termine arabo si fa, infatti, riferimento al concetto di “strada” che nell’Islam ha sia il significato di “retta via da seguire nella vita” (Sirāt al-Mustaqīm) sia di metaforico Ponte del Giudizio (As-Sirāt) che le anime devono attraversare per scappare dall’Inferno e raggiungere il Paradiso.

Sirāt di Óliver Laxe: di cosa parla il film

Ambientato in uno scenario dal sapore post-apocalittico, tra le montagne e i deserti del sud del Marocco, il film segue le vicende di alcuni personaggi i cui sentieri sono destinati a intrecciarsi: un padre alla ricerca della figlia scomparsa (o semplicemente intenta a seguire uno stile di vita diverso da quello del genitore), e un gruppo di traveller occupati nell’organizzazione di un importante rave party. Filo conduttore di questo delicatissimo viaggio on the road verso la redenzione è la musica, un elemento utilizzato tanto per scopi catartici, quanto come illusoria fuga da una realtà nefasta e minacciosa. Seppure esistano dei personaggi centrali all’interno della narrazione, il vero protagonista del lungometraggio è in realtà un costante senso di impenetrabilità delle cose: una sensazione perpetua che caratterizza sia l’imponente muro di casse che compare all’inizio del film sia il senso stesso della vita.

La colonna sonora di Kangding Ray

Supportato dalla coinvolgente colonna sonora di Kangding Ray – produttore francese tra le voci più originali della musica elettronica contemporanea che fonde techno, avanguardia e arte visiva, trasformando il suono in un’esperienza fisica e collettiva -, lo storytelling di Sirāt si sviluppa sul continuo tentativo di raggiungere ciò in cui si crede, costi quel che costi. A farcire il tutto, espedienti narrativi necessari non solo per tenere alta la tensione, ma soprattutto per parlare di concetti quali il superamento dei limiti (fisici, mentali, geografici, etc.), il raggiungimento della libertà, e le sue conseguenze.

Sirāt: la proiezione speciale da Combo a Torino 

Reduce dal Festival di Cannes, in occasione del quale si è aggiudicato il Premio della giuria, Sirāt è appena arrivato nelle sale italiane grazie a Mubi. Per l’occasione – la sera del 10 gennaio – la città di Torino ha ben pensato di accoglierlo coinvolgendo una realtà del territorio che sulla forza atavica della danza ha costruito le proprie fondamenta, ovvero C2C Festival. Da questa collaborazione incrociata è nato un evento organizzato all’interno degli spazi di Combo per promuovere la pellicola e, al contempo, lo spirito resistente della cultura rave. Una serata con tanto di (mini) soundwall, messo a disposizione da Tropic Disco Sound System, che ha visto alternarsi ai posti di comando Carrier e DJ Python (già presente all’ultima edizione della rassegna musicale). Lunga vita al ballo allora. Fino alla fine, bruciasse tutto, cascasse il mondo.

Valerio Veneruso

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Valerio Veneruso

Valerio Veneruso

Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo. Tra le mostre recenti: la personale RUBEDODOOM –…

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