Sentimental Value. Al cinema il nuovo film di Joachim Trier (candidato a 9 Oscar)

Al centro, una famiglia e la sua casa: un luogo in cui si depositano affetti, assenze e ferite tramandate di generazione in generazione



Ci sono film che arrivano al cinema accompagnati dal rumore dei premi e delle candidature, e poi ci sono quelli che, al di là dei numeri, chiedono di essere guardati come un gesto necessario. Sentimental Value di Joachim Trier appartiene a entrambe le categorie. Nove candidature agli Oscar 2026, il Grand Prix a Cannes, il trionfo agli European Film Awards: un palmarès imponente che rischierebbe quasi di distrarre dal punto centrale. Perché il nuovo film di Trier, nelle sale italiane dal 22 gennaio con Teodora Film e Lucky Red, è soprattutto un’opera intima, stratificata, profondamente umana. Senza troppi giri di parole: è imperdibile.

“Sentimental Value” è un film familiare

Al centro ci sono due sorelle, Nora e Agnes, interpretate da Renate Reinsve e Inga Ibsdotter Lilleaas, unite da un legame solido, costruito anche sull’assenza. L’assenza del padre Gustav, regista carismatico e seducente, ma genitore cronicamente inaffidabile, che improvvisamente rientra nelle loro vite. Il suo ritorno non porta riconciliazione, ma una richiesta: Gustav vorrebbe che Nora, attrice di talento, fosse la protagonista del film che dovrebbe rilanciare la sua carriera. Il rifiuto della figlia apre una frattura definitiva, e quel ruolo finisce a Rachel Kemp, giovane star hollywoodiana interpretata da Elle Fanning. Il suo arrivo agisce come un corpo estraneo, capace di alterare equilibri fragili e costringere tutti a guardare ciò che è stato rimosso.

“Sentimental Value”: un racconto metacinematografico

Dopo essere diventato padre, Trier ha iniziato a interrogarsi su ciò che una generazione lascia in eredità alla successiva. Non solo affetti, ma aspettative, silenzi, ferite. Durante la scrittura con Eskil Vogt, la vendita di una casa di famiglia posseduta da generazioni ha aperto una riflessione più ampia sul concetto di casa, intesa come luogo carico di memoria e stratificazioni emotive. In Sentimental Value la casa dei Borg non è un semplice scenario, ma una presenza viva, quasi una creatura silenziosa che osserva il passaggio del tempo e il comportamento degli esseri umani che la abitano. Fin dal flashback iniziale, diventa una cornice attraverso cui il film interroga il dolore ereditario, il perdono e l’eredità emotiva.

“Sentimental Value”, un film che riflette sulle emozioni trasmesse tra generazioni

Trovare la casa giusta ha richiesto lo stesso tempo e la stessa attenzione dedicati al casting: perché quella casa doveva contenere, visivamente e simbolicamente, il peso delle generazioni. Trier, regista di terza generazione, riflette sul modo in cui emozioni ed esperienze vengono trasmesse spesso senza consapevolezza, sul perché ci si scopra improvvisamente simili a un genitore più di quanto si vorrebbe. Gustav, nel corso del film, è costretto a interrogarsi su ciò che ha lasciato alle figlie senza volerlo o senza rendersene conto. La casa diventa così un riferimento costante, una misura del tempo e delle relazioni, capace di collegare passato e presente senza bisogno di spiegazioni.

Una generazione dopo l’altra, quello spazio finisce per rispecchiare i personaggi e le loro dinamiche irrisolte. Come osserva Inga Ibsdotter Lilleaas, una casa può essere una forza che nutre: anche quando sembra solo un insieme di mura, custodisce eventi a cui non si è assistito direttamente, conserva un’atmosfera, una traccia di ciò che è stato e forse di ciò che sarà.

Sentimental Value. Renate Reinsve. Photo Kasper Tuxen Andersen
Sentimental Value. Renate Reinsve. Photo Kasper Tuxen Andersen

Oslo e l’instabilità come calore umano in “Sentimental Value”

Pur tornando ancora una volta a Oslo, Sentimental Value segna un’evoluzione netta rispetto alla precedente trilogia. La struttura è più corale, il racconto si muove tra più personaggi e più tempi, rinunciando alla soggettività unica per costruire un’esperienza polifonica. È un cinema che osserva, ascolta, lascia spazio alle contraddizioni, fedele a quel metodo di lavoro che Trier e Vogt definiscono una conversazione continua: tra amici, prima ancora che tra autori.

Anche il casting risponde a questa logica di fiducia e ascolto. Stellan Skarsgård offre a Gustav un carisma ambiguo, seducente e respingente insieme. Elle Fanning porta con sé una presenza insieme fragile e destabilizzante. Inga Ibsdotter Lilleaas entra nel film in punta di piedi, al punto da influenzare la scrittura stessa del suo personaggio. In Sentimental Value nulla è dato una volta per tutte: tutto si trasforma nel confronto con l’altro. Ed è proprio in questo spazio instabile, fatto di eredità invisibili e legami imperfetti, che il film trova la sua forza più profonda.

Margherita Bordino

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Margherita Bordino

Margherita Bordino

Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in…

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