“In viaggio” con Papa Francesco. Il documentario di Gianfranco Rosi a Venezia 79

Presentato nell’ambito dell’ultima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, “In viaggio” di Gianfranco Rosi racconta i nove anni di pontificato di Bergoglio attraverso i suoi viaggi per il mondo

Forse questo documentario avrebbe potuto concorrere e forse avrebbe potuto vincere. In un momento storico segnato dalla possibilità di un terzo conflitto mondiale, con l’uso di ordigni nucleari, e dalla possibilità di nuove future guerre anche più gravi di quella in corso in Ucraina, un documentario sui pellegrinaggi di uno degli uomini moralmente più influenti sulla Terra avrebbe potuto dirci una cosa: che il cinema è grande quando sa esprimere in modo diretto le idee più alte dell’uomo. Che sono sempre le stesse: pace, reciproca comprensione, perdono, armonia, amore universale, gratitudine, fratellanza E il documentario di Gianfranco Rosi, già Leone d’Oro nel 2013 con Sacro GRA, lo sa fare seguendo i viaggi di Papa Francesco tra il 2014 e oggi.

In Viaggio, di Gianfranco Rosi -STILL

In Viaggio, di Gianfranco Rosi -STILL

RITRATTO DI UN PAPA. “IN VIAGGIO” DI GIANFRANCO ROSI

Il documentario di Rosi In Viaggio è un ritratto semplice, immediato. La sua camera segue discretamente Francesco e lo ascolta. A volte si ferma sulle espressioni mute dei personaggi che incontra, rivelando le difficoltà insite in ogni incontro umano e culturale, oltre che religioso e politico. Ma ci sono anche le parole, alcune frasi pesanti come montagne, quando a dirle è il vicario di Pietro. E tutto ciò concorre a definire il ritratto di un papa che sta ridisegnando la figura e il ruolo di una istituzione bimillenaria trasformando il custode di un luogo (la Chiesa cattolica una e indivisibile) in un pellegrino dello spirito (cristiano) munito di un arsenale di saggezza, di una apertura (forse) senza precedenti. Al Pope ortodosso russo Kirill (colui che oggi sostiene religiosamente Putin), Francesco dice, ormai alcuni anni fa: “lasciamo che a litigare siano i teologi, noi siamo due vescovi”, a indicare che la via della conciliazione non passa per le sottigliezze filosofiche. Ai carcerati del Messico dice: “non chiedete il motivo di ciò che accade ma qual è il suo scopo”, introducendoli di colpo dentro un disegno divino che non si ferma a rimuginare sul peccato (originale e non) ma si fa messaggio di salvezza. Sono frasi che diremmo noi stessi a un nostro amico in crisi di pessimismo cosmico.  A Roma, nel 2020, nella solitudine piovosa di una Piazza San Pietro colpita dalla pandemia, dice: “la totalità e più grande della somma delle parti”, citando un vecchio adagio. A Cuba invece, consapevole della delicatezza della situazione, sostiene che se si può stare senza libertà, non si può stare senza dignità. Una frase valida per tutte le dittature e i totalitarismi.

In Viaggio, di Gianfranco Rosi -STILL

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IL “MESTIERE” DIFFICILE DEL PAPA

Sarebbe facile tacciare tali discorsi di “ipocrisia”, ma in realtà Francesco resta un uomo che si trova a dover chiedere scusa per secoli di errori e orrori. Il film di Rosi aiuta a comprendere meglio la necessità di un Papa moderno di muoversi con estrema attenzione attraverso i pericoli di una comunicazione globale in tempo reale che facilmente innesca frizioni diplomatiche tra intere culture. Come accade nella sua visita in Armenia del 2016, quando parla del genocidio armeno come il primo dei grandi genocidi del XX secolo. La Turchia di Erdogan non approva e il Santo padre si vede costretto a precisare il suo pensiero. Come per un compositore di sinfonie, ogni suo dire deve essere in armonia con il tutto, ma in un mondo dove il tutto è in guerra perenne. E allora il Papa va alla radice (una delle radici) del male: quella schiavitù nei confronti del nuovo dio denaro che ripete in vari Paesi che visita. E da molti di essi condanna senza appello tutti i produttori di armi. Non ci sono produttori di armi buoni, così come non ci sono guerre buone o giuste. E colpisce l’accoglienza con parate militari nei confronti di un uomo che viene visto più facilmente come un capo politico che come un’autorità spirituale, il che denuncia non soltanto una forma di secolarizzazione dell’istituzione della Chiesa, ma soprattutto una forma di perdita della spiritualità da parte di un mondo apparentemente standardizzato su valori materialistici e istinti di sopraffazione.

In Viaggio, di Gianfranco Rosi -STILL

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I VIAGGI DI PAPA FRANCESCO

Negli Emirati Arabi, nel 2019, i cannoni sparano mentre le frecce tricolore attraversano il cielo. Papa Francesco incontra il principe ereditario nell’ottavo centenario dall’incontro tra Francesco d’Assisi e il sultano. Lo scenario cambia in Madagascar, dentro una sorta di ecovillaggio costruito tra sorrisi e canti da un allievo in teologia di Papa Francesco. Qui gli dice: “la povertà non è una fatalità”. Ma poi arriva il viaggio in Canada nel 2022, e le scuse sofferte e ripetute di Francesco che seguono alla “scoperta” delle migliaia di bambini sepolti sotto le scuole residenziali che hanno sostenuto una politica dell’assimilazione feroce. Francesco condanna gli abusi psichici e fisici, verbali e spirituali. Chiede perdono alle popolazioni indigene per la distruzione culturale messa in atto da una chiesa senza pietà o tolleranza e priva del senso di quei diritti umani che le autocrazie e le parti più retrive delle società occidentali ancora faticano a riconoscere.

“IN VIAGGIO” DI GIANFRANCO ROSI. RIFLESSIONI

Alla fine del documentario, si potrebbero contare le persone che Francesco ha abbracciato e baciato e poi moltiplicarle per le migliaia di ore di girato da parte di Gianfranco Rosi in questi anni; e poi ancora moltiplicarle per i decenni di vita di Francesco. Soltanto così si potrebbe avere un’idea della quantità di amore spirituale di cui è capace un solo essere umano. Un pensiero che commuove. Così come commuove vedere il Santo padre affaticato alzarsi a stento per seguire l’ennesima celebrazione, l’ennesimo incontro, l’ennesimo tentativo di pace profuso in una vita da globe trotter. Del resto se Gesù fosse nato in questo momento storico, come sarebbe la sua predicazione? Si muoverebbe a piedi per la Galilea o piuttosto prenderebbe l’aereo raggiungendo ogni angolo del mondo, dall’Africa all’America Latina, dal Giappone agli Emirati Arabi? Per Papa Francesco la risposta è chiara e Rosi lo mostra in modo netto. E per finire, tra i titoli di coda, ecco le persone indicate dal Papa come esempi da seguire. Sono anche ottimi consigli di lettura, per chi volesse: Dorothy Day, Dalai Lama, Thomas Merton, Martin Luther King, il presidente Lincoln.

– Nicola Davide Angerame

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Nicola Davide Angerame

Nicola Davide Angerame

Nicola Davide Angerame è filosofo, giornalista, curatore d'arte, critico della contemporaneità e organizzatore culturale. Dopo la Laurea in Filosofia Teoretica all'Università di Torino, sotto la guida di Gianni Vattimo con una tesi sul pensiero di Jean-Luc Nancy, inizia la collaborazione…

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