Fulvio Risuleo racconta “La cattiva novella”. La prima volta con l’animazione

In concorso tra i cortometraggi al Torino Film Festival c’è un progetto di animazione nato dalla collaborazione tra Fulvio Risuleo e Mirkoeilcane. Un racconto in musica, parole e mix di tecniche e colori che racconto l’oggi decadente con grande ironia

La cattiva novella

Il fumettista e regista Fulvio Risuleo insieme al cantautore Mirkoeilcane hanno realizzato qualcosa di veramente notevole. Un cortometraggio musicale costruito da tre testi uniti da un’unica storia e personaggi. Il suo titolo è La cattiva novella, in Concorso internazionale al Torino Film Festival (svoltosi dal 26 novembre al 4 dicembre 2021) e narra la storia di Giovanni, un anziano signore che prima di morire, preoccupato per le sorti del mondo, scrive una lettera al suo migliore amico Gesù per affidargli la cura dei famigliari, per esporgli le sue preoccupazioni sull’umanità e per spronarlo a tornare sulla Terra, per portare un po’ di salvezza. A raccontarci il ritorno di Gesù tra gli uomini, è il nipote di Giovanni, nel giorno del funerale del nonno. La cattiva novella è una trilogia o meglio, un lungo videoclip evocativo che con grande intelligenza ed ironia racconta l’oggi. Testi e musica di Mirkoeilcane e idea e regia di Fulvio Risuleo sono qui l’unione perfetta di due percorsi creativi diversi uniti da una interessante combinazione narrativa e visiva.

Cinema di animazione e videoclip musicale. Come nasce questa idea, da chi e come la tua collaborazione con Mirkoeilcane?
Sono stato coinvolto dall’etichetta con cui lui lavora, Fenix Entertainment, per fare il videoclip di un suo pezzo. Lui però aveva composto questa trilogia, queste tre tracce collegate da un unico racconto e personaggio, e così è venuto in mente di fare una cosa unica, un video che racchiudesse tutti i testi. Ho iniziato a lavorare al progetto con i provini, e quindi non con le tracce finite, e ho scritto l’idea. E poi ho lavorato per l’animazione con tante persone diverse, di tipologie diverse che lavorano sia con l’analogico sia con il digitale.

La cattiva novella
La cattiva novella

Tu firmi la regia e Mirkoeilcane i testi… eppure nelle parole cantate da Mirkoeilcane si intravede il mood delle tu storie. “Guarda in alto”, “Il colpo del cane”. C’è quel tono lì in questa storia…
Ho cercato di lavorare in maniera non didascalica. Le immagini che ho creato non sono il frutto di un’illustrazione del testo, ma di una interpretazione visiva seguendo un po’ le cose che mi davano ispirazione. Ho lavorato scavando molto dentro di me e cercando i riferimenti di Mirkoeilcane. È effettivamente una collaborazione abbastanza alla pari perché ognuno c’ha messo del suo e abbiamo al trovato una sinergia per creare tra musica, testo e animazione un racconto unico.

È la tua prima volta con l’animazione?
Per progetti così complessi sì. In passato avevo fatto piccoli esperimenti… Il mondo dell’animazione è un mondo molto tecnico e per certi versi molto sedentario, un lavoro che tiene molto tempo dietro a un computer, mentre io mi sono spostato con il tempo verso un’arte più sociale. L’animazione però per me è un segmento molto interessante e La cattiva novella è stata la mia possibilità per provarci. Potrebbe anche essere l’inizio di altre cose perché mi ha divertito farlo. È un modo di lavorare che per certi versi ricorda il fumetto, che frequento più spesso, anche perché non ci sono limiti per l’immaginazione.

In La cattiva novella ti diverti utilizzando un mix di tecniche e colori….
Questo è nato dal contesto in cui lavoro, un coworking dove ci sono illustratori, animatori, registi. Questo progetto è stato un modo per coinvolgerli tutti. Abbiamo fatto questo corto a più mani e in più artisti. E insieme abbiamo cercato soluzioni a ogni idea, immaginando insieme come realizzarla. Questo mix di tecniche è frutto di tutto ciò… ma la mia speranza è che non si noti troppo, che siano ben amalgamante tra loro. Quasi co-regista per me è stato Pietro Ciccotti di mBanga Studio, supervisore dell’animazione, che potremmo dire mi ha insegnato a usare le cose, a capire come farle. Tutti i registi che fanno animazione hanno un Pietro Ciccotti accanto, uno che conosce le tecniche e che ti permette di realizzare le idee concretamente.

– Margherita Bordino

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.