American Woman, un film da rivedere

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Affonda le radici negli abissi della provincia americana la pellicola di Jake Scott del 2018 interpretata da Sienna Miller. Un viaggio nella perdita e nel dolore che non concede sconti.

Nella desolata provincia della Pennsylvania rurale, la vita della giovane e ribelle Debra Callahan viene scossa dall’improvvisa scomparsa della figlia adolescente Bridget, da poco diventata mamma. Mentre affronta il trauma della perdita, le interminabili indagini e il processo, la donna, aiutata dalla sorella e dalla madre, cresce il nipote nell’attesa di una verità che arriverà solo molti anni dopo.

IL FILM DI JAKE SCOTT

A quasi dieci anni da Welcome to the Rileys, Jake Scott torna con un’altra opera sul dolore della perdita e ci racconta, con grande intensità, la fragilità di un’esistenza smarrita e l’indomita forza interiore necessaria per cambiarla. Ispirato a fatti realmente accaduti, American Woman dipinge, attraverso una finestra narrativa che copre circa un decennio, uno spaccato realistico e sconfortante della quotidianità della classe operaia nelle zone rurali dell’America contemporanea.
Sulla scia di Tre Manifesti a Ebbing (2017) e di Manchester by the Sea (2016), il regista britannico mette in scena, con eleganza e sobrietà, un dramma lucido e brutale. Attraverso una fotografia capace di cogliere il vuoto e la solitudine di un’esistenza difficile, una sceneggiatura semplice e ben dosata e una colonna sonora che, con la necessaria discrezione, si snoda efficacemente lungo tutta la narrazione, American Woman ritrae il dolore senza mai metterlo in scena.

UN VIAGGIO INTERIORE

La tragedia che colpisce Debra, interpretata da un’incredibile Sienna Miller, è narrata quasi esclusivamente attraverso il corpo e il volto dell’attrice, che riesce a incarnare la complessità e la ricchezza di un universo femminile smarrito, violato, infranto, ma, allo stesso tempo, tenacemente irriducibile nei suoi molteplici (e accavallati) ruoli di nonna, madre, sorella e figlia. Gli squallidi interni della piccola abitazione di periferia, i “vuoti” e i silenzi che circondano la protagonista diventano potenti metafore di abissi emotivi reali, definitivi e incolmabili.
Quello di American Woman è un viaggio interiore che colpisce per brutalità e coerenza: un duello senza tregua tra il destino e un libero arbitrio che non si accontenta di trovare vittoria nella mera sopravvivenza, ma che chiede a gran voce speranza e cerca disperatamente un futuro migliore.

Giulia Pezzoli

USA-UK, 2018 | Regia: Jake Scott
Genere: drammatico | Sceneggiatura: Brad Ingelsby
Cast: Sienna Miller, Christina Hendricks, Aaron Paul, Amy Madigan, Will Sasso, Alex Neustaedter, Macon Blair, Sky Ferreira
Durata: 111’

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #59

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Giulia Pezzoli
Giulia Pezzoli (Bologna 1978) si occupa di arte contemporanea dal 2003. Ha lavorato per la Fondazione Querini Stampalia di Venezia, per la 50esima Biennale d'Arte di Venezia, per il Centro d'Arte Contemporanea di Villa Manin e per il MAMbo di Bologna per cui tutt'ora lavora. Scrive d'arte e di cinema da diversi anni.