Giornate degli Autori 2021. Dal 1 settembre alla conquista del Lido di Venezia

Un compleanno speciale per le Giornate degli Autori, che raggiungono la maggiore età con la guida artistica di Gaia Furrer. Tante le novità per questa edizione, tra tutte una giuria guidata da due donne, Mina Mileva e Vesela Kazakova

Un concorso di 10 lungometraggi e 6 eventi speciali scelti dalla direttrice artistica Gaia Furrer per le Giornate degli Autori 2021, rassegna autonoma all’interno della Mostra del Cinema di Venezia in programma dall’1 all’11 settembre 2021. “Dopo tanti anni trascorsi in Villa degli Autori, approfittando di questo compleanno speciale, abbiamo voluto ‘spiccare il volo’”, commenta Gaia Furrer, “come metaforicamente raccontato dall’immagine dell’anno: un nido vuoto che rappresenta sia il luogo dal quale partiamo sia una nuova avventura in fieri, da realizzare attorno alla scommessa della nuova Sala Laguna, dove trovano posto lo Spazio Incontri, “giardino segreto delle Giornate” che ospiterà incontri e attività professionali, un’area dedicata esclusivamente alla stampa nazionale e internazionale e gli uffici delle Giornate. Un nuovo punto d’incontro che vi invitiamo a vivere e visitare nei giorni della Mostra, ribadendo la tradizionale accoglienza e ospitalità, da sempre segno distintivo della nostra sezione”Tante sono le novità di questa 18esima edizione delle Giornate degli Autori. Una giuria presieduta da Mina Mileva e Vesela Kazakova, applaudite al recente festival di Cannes con il loro ultimo film presentato in Un Certain Regard; l’apertura nel segno di Venezia con Welcome Venice, il nuovo film di Andrea Segre; di Valentina Pedicini e Cecilia Mangini, figure così diverse e così idealmente legate dalla passione per l’individuo e per il cinema della realtà, a cui è dedicata la pre-apertura di questa edizione; la celebrazione del maestro Citto Maselli che la Biennale ha deciso di onorare con una cerimonia speciale domenica 5 settembre al Palazzo del Cinema. E poi due esposizioni – una dedicata alla fotografia e una al fumetto –, che caratterizzano quest’anno lo spirito della rassegna tra passato e futuro, e sono Ritratti di cinema: Antonietta De Lillo fotografa la Mostra e Free Hughs, in forma virtuale, curata da Giulio De Vita. Insomma, le Giornate degli Autori 2021 sono pronte a conquistare ancora di più il Lido di Venezia andando ben oltre la solita location e villa. Ecco le storie della selezione ufficiale.

 –Margherita Bordino

1. SHEN KONG DI CHEN GUAN

Shen Kong di Chen Guan

Allo scoppio della pandemia, a Li You viene accordato un lungo periodo di ferie mentre Xiaoxiao è costretta a restare in una città che non conosce. I due vagano per le strade di quella città alla ricerca di cose divertenti da fare, mentre una strana atmosfera pesa sul paesaggio urbano. Per entrambi, un po’ alla volta, tutte le emozioni, gli stati d’animo, i valori morali e gli istinti diventano meri strumenti per soddisfare i loro desideri. Ma dopo averli soddisfatti e aver raggiunto l’apice dell’euforia, cosa possono fare ancora per continuare a vivere delle emozioni? Tutto quello che resta sono solo i segni che hanno inferto alla città.

2. AL GARIB (THE STRANGER) DI AMEER FAKHER ELDIN 

Al Garib (The stranger)

In un villaggio delle alture siriane del Golan, occupate dall’esercito israeliano nel 1967, la vita di un uomo che non è mai riuscito a laurearsi in medicina e che attraversa una profonda crisi esistenziale, viene scossa nuovamente dall’incontro con un ragazzo ferito nell’attuale conflitto siriano. Disattendendo tutte le attese e le tradizioni della sua comunità, le convenzioni e le abitudini legate alla guerra e al perdurante conflitto, decide di andare incontro a quello che sente come il suo nuovo destino.

3. ANATOMIA (ANATOMY) DI OLA JANKOWSKA

Mika torna in Polonia per andare a trovare suo padre ricoverato in ospedale per una grave malattia che gli ha causato anche la perdita della memoria. È la prima volta che si vedono dopo molti anni, ma il padre crede che vivano ancora insieme e che lei sia ancora un’adolescente. Per un po’ Mika decide di assecondare questa illusione del padre, aiutandolo ad orientarsi nel labirinto sempre più oscuro dei suoi ricordi. Così facendo finisce con l’affrontare un percorso che la porta anche a definire se stessa.

4. CALIFORNIE DI ALESSANDRO CASSIGOLI, CASEY KAUFFMAN – OPERA PRIMA 

Girato in 5 anni, Californie è la storia di Jamila, una ragazza marocchina che vive in una città portuale dell’Italia del Sud. A 9 anni Jamila ha sogni, modelli di riferimento e curiosità per la vita, ma le difficoltà e il senso di emarginazione che prova quando è con i suoi coetanei la induriscono e la rendono sempre più diffidente. Comincia allora ad idealizzare il suo Paese di origine, dove dichiara di voler tornare, e lascia la scuola per andare a lavorare a tempo pieno nel negozio “Californie” per poter diventare un giorno una brava parrucchiera.

5. DESERTO PARTICULAR DI ALY MURITIBA

Deserto Particular

Il quarantenne Daniel è stato sospeso dal servizio attivo in polizia ed è al centro di una investigazione interna per uso eccessivo di violenza. Quando Sara, con la quale ha una storia d’amore virtuale, smette di rispondere ai suoi messaggi Daniel decide di andarla a cercare partendo verso Nord e iniziando così quello che sembra il viaggio disperato di un folle. Nessuno sembra riconoscere la persona ritratta nella foto che Daniel mostra a chiunque incontri, fino a quando un uomo gli dice di potergli organizzare un incontro con la donna che sta cercando, ma a determinate condizioni.

6. IMACULAT (IMMACULATE) DI MONICA STAN E GEORGE CHIPER-LILLEMARK 

Imaculat

Quando la giovanissima Daria entra in un centro di disintossicazione per liberarsi dalla dipendenza dalla droga alla quale l’ha iniziata il suo primo amore, la sua disarmante innocenza la salva dalle avance sessuali dei tossicodipendenti dell’istituto, quasi tutti maschi, che anzi assumono nei suoi confronti un atteggiamento protettivo. Trovatasi all’improvviso piacevolmente al centro dell’attenzione, Daria scoprirà però che questo trattamento speciale ha un costo alto da pagare.

7. MADELEINE COLLINS DI ANTOINE BARRAUD

Judith conduce una frenetica doppia vita tra la Svizzera e la Francia. Da una parte c’è Abdel, con il quale ha una bambina, dall’altra Melvil, con il quale ha due figli più grandi. Un po’ alla volta però questo delicato equilibrio basato su bugie, segreti e continui andirivieni, comincia ad incrinarsi. Intrappolata, Judith decide di fuggire da tutto ma la situazione precipita e va fuori controllo.

8. PIEDRA NOCHE (DUSK STONE) DI IVÁN FUND

Pedra Noche

Meno di un anno prima, il figlio di Greta è misteriosamente sparito in mare. Mentre lei e suo marito Bruno cercano di elaborare il lutto per superare la terribile perdita, arriva un’amica di Greta, Sina, per aiutarli a vendere la loro casa sulla costa, dove trascorrevano abitualmente le vacanze. Stanno svuotando la casa, impacchettando oggetti e preparandosi a traslocare, quando Bruno afferma di aver visto qualcosa che confermerebbe le strane credenze degli abitanti del posto: l’emergere dal mare di un’inquietante e misteriosa creatura.

9. TRES (OUT OF SYNC) DI JUANJO GIMÉNEZ

Tres

C. è una sound designer di talento, appassionata al suo lavoro. Quando però consegna un paio di lavorazioni sul mix del suono con evidenti difetti di sincronizzazione, i suoi colleghi ipotizzano che stia attraversando una fase di instabilità psicologica e smettono di affidarle nuovi progetti. C. si rende conto che, come in un film dalla colonna sonora fuori sync, la sua mente ha iniziato a processare i suoni in ritardo rispetto alle immagini. Giorno dopo giorno l’intervallo di tempo tra immagini e suono aumenta e C. è costretta a lasciare il lavoro e a riconsiderare tutta la sua vita. 

10. TU ME RESSEMBLES (YOU RESEMBLE ME) DI DINA AMER

Tu me Ressembles

Quando il legame tra due sorelle si spezza, una bambina può trasformarsi in qualcun altro nel nome dell’appartenenza e della resistenza. La regista Dina Amer prende spunto da uno dei fenomeni più terribili e inquietanti del nostro tempo, quello del terrorismo musulmano in Occidente, per scomporlo in una storia che parla di famiglia, amore, sorellanza e identità scissa.

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.