The Father. Il film con Anthony Hopkins ed Olivia Colman candidato agli Oscar

Aspettando la cerimonia degli Oscar 2021 continuiamo a raccontare i film candidati a Miglior Film. Questa è la volta di The Father, opera prima e adattamento che arriva direttamente da un testo teatrale. Un testo che riguarda la demenza senile e il rapporto tra un padre e una figlia. Un film che crea un vortice di emozioni e sensazioni

The Father
The Father

Titoli di testa, le note di Ludovico Einaudi e una donna che cammina frettolosamente per strada. Inizia così il film di Florian Zeller che esordisce alla regia cinematografica con The Father, tratto dalla sua omonima pièce teatrale del 2012. È la storia di un uomo anziano che per via dell’età ha una serie di problemi di smarrimento, di confusione, gli stessi che porta più comunemente l’Alzheimer, e che incondizionatamente e forse senza neanche accorgersene rifiuta il continuo aiuto da parte della figlia. Questa, sempre più preoccupata nel vedere il padre perdere lucidità, cerca qualcuno che possa aiutarlo in casa in modo da non lasciarlo solo. Nessuna delle scelte va a buon fine e l’ansia della figlia cresce quando comunica al padre che, per consolidare una nuova relazione, sta per trasferirsi in un’altra città. Nei due ruoli centrali ci sono rispettivamente Anthony Hopkins e Olivia Colman. Sono ben sei le nomination agli Oscar 2021 tra le categorie più importanti: Miglior Film, Migliore Attore, Migliore Attrice non protagonista, Migliore Sceneggiatura non originale, Miglior montaggio, Migliore Scenografia. Il film, presentato al Sundance Film Festival del 2020 e per il momento uscito solo nei cinema americani, arriverà nei prossimi mesi in UK, Francia e Italia.

DUE INTERPRETAZIONI DA TOGLIERE IL FIATO

Un padre anziano che perde i pezzi e una figlia che tenta in tutti i modi di farlo stare in piedi. The Father è un film completamente travolgente per lo spettatore, al punto da chiedersi alla fine: chi ha bisogno di sostegno, il padre della figlia o la figlia del padre? Ricordi, volti, luoghi si mescolano nella mente dell’anziano protagonista così come davanti gli occhi del pubblico. Un vortice di sensazioni ed emozioni che riguardano la malattia, la demenza senile, in modo abbastanza diverso da come abbiamo visto in precedenza sul grande schermo. Questa volta non c’è la trasformazione della malattia. C’è il trambusto, la confusione, lo sgomento. Le interpretazioni di Anthony Hopkins e Olivia Colman tolgono il fiato. Sono due ruoli in cui forse non li abbiamo mai visti. Sono due persone che stanno affrontando qualcosa di fragile, di doloroso. Olivia Colman è Anne, la figlia, è quella che silenziosamente ripete giorno dopo giorno i gesti necessari per tenere integro il padre. Si prende cura di lui. È un’eroina a tutto tondo seppur non dichiaratamente. Anthony Hopkins è irresistibile nel suo modo di camminare, di guardare, di cercare la verità che non riesce più a trovare. “Quando ho iniziato a lavorare alla sceneggiatura tratta dalla mia opera il primo volto che ho avuto davanti è stato quello di Hopkins. Ho avuto sin da subito la convinzione che sarebbe stato perfetto”, ha raccontato Florian Zeller. Queste sfumature di The Father sono frutto di un’esperienza personale del regista e che accomunano tante persone che si trovano davanti, quasi all’improvviso, a questa malattia che colpisce qualcuno di caro e vicino. 

THE FATHER: UN FILM SEMPLICEMENTE TRAVOLGENTE

Le scenografie del film sono di Peter Francis mentre i costumi sono di Anna Mary Scott Robbins. Scenografia e costumi sono qui parte perfettamente integrata del racconto. Le forme, i colori, gli oggetti esprimono lo stesso stato d’animo dei personaggi. È tutto così apparentemente perfetto da dare fastidio alla vista. Tutto ordinato fuori e così nel caos dentro. Il padre è sempre più disorientato tanto da non riconoscere la realtà, la figlia sempre più sofferente e tesa per la sua condizione. Le loro anime sono in subbuglio, sono mille pezzi che si tengono a stento in piedi. Intanto, intorno a loro, tutto risplende di un ordine e un rigore unico. E scena dopo scena, con il passare delle nostre lancette, tutto diventa più scivoloso, quasi misterioso. In The Father tutto è da supporto agli attori, alla storia che devono interpretare. È un film semplice, come il suo contesto, e forse per questo motivo così efficace e sconvolgente. Il declino a cui assistiamo è interiore e si percepisce nel volto due protagonisti. Chi è il vero protagonista, sono il padre e la figlia o è il pubblico? Se è pur vero che Anthony e Anne dominano lo schermo, è altrettanto vero che solo chi sta aldilà di esso, anche se nel pieno della confusione, è in grado di ricostruire la sequenza temporale della trama… Si, The Father è un film semplice ma al tempo stesso è una vera danza emotiva!

Margherita Bordino

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.