Addio a Valentina Pedicini, grande talento del cinema italiano del nostro tempo

Ci lascia una talentuosa autrice del cinema italiano contemporaneo. Una regista che con la strada del documentario aveva tanto da dire e raccontare. Una delle poche capace a indossare il mantello dell’invisibilità e a guidare lo spettatore senza alcun doppio gioco.

Valentina Pedicini
Valentina Pedicini

Era settembre 2017 quando al Lido di Venezia ho incontrato per la prima volta la regista Valentina Pedicini, presente alle Giornate degli Autori con il suo lungometraggio di finzione Dove cadono le ombre. Un piccolo grande film che purtroppo non tanti hanno visto. Un film che prende spunto da una vicenda reale avvenuta tra il 1926 e il 1986 quando la Pro Juventute (associazione simile alla Croce Rossa) ha sottratto 2000 bambini alle famiglie jenisch e li ha rinchiusi in ospedali psichiatrici o orfanotrofi. Su questi bambini la Pro Juventute ha condotto esperimenti scientifici e pratiche mediche violente e brutali, come la sterilizzazione.

IL CAPOLAVORO DI VALENTINA PEDICINI 

Dove cadono le ombre Valentina Pedicini non è un film di denuncia, ma di riflessione e conoscenza. Un film che mostrava chiaramente il grande talento di questa autrice dotata di grande ascolto e osservazione. A settembre del 2017 ho conosciuto una regista di vero talento e una donna di grande gentilezza, una persona stupenda come poche. Da allora ogni qual volta ci siamo incontrate per lavoro, in un cinema o su zoom (come purtroppo avviene negli ultimi tempi), è stato sempre un piacere e un intenso confronto di cinema, di storie, di umanità. Nel 2020, prima alla Berlinale e poi al Biografilm Festival (ma anche in altri festival), Valentina Pedicini ha presentato il suo film più internazionale Faith. Un documentario in bianco e nero che racconta la quotidianità di una piccola comunità di monaci guerrieri, girato con una piccolissima troupe ma con un grande lavoro narrativo, registico, di pensiero e di ascolto. Da Faithsi legge la volontà della regista di osservare e raccontare una scelta possibile di vita ma non per forza condivisa. Valentina Pedicini si è spenta nella notte scorsa all’età di 42 anni, dopo avere lottato negli ultimi mesi contro un brutto male. Si era diplomata in Regia presso la Zelig International School of Documentary; con Dal Profondo nel 2013 aveva vinto il Premio Solinas, il Festival di Roma, i Nastri D’Argento, entrando in cinquina ai David di Donatello. Il suo corto Era Ieri(2016) è stato selezionato alla Settimana Internazionale della Critica al Festival di Venezia.

IL RICORDO DELLA PRODUTTRICE DI FAITH

La produttrice Donatella Palermo, produttrice dell’ultimo film di Valentina Pedicini, la ricorda con queste parole: “Oggi Valentina non c’è più. Questa appena trascorsa è stata la sua ultima notte. È difficile da accettare. Penso al suo film Dal Profondo: comincia con una discesa nell’oscurità della terra, un’immagine che si fa sempre più buia e una voce di donna che dice: ‘respira, respira piano, non aver paura; presto i tuoi occhi si abitueranno al buio’. E alla fine del film una donna cammina sull’orizzonte e appare una scritta: ‘e non so passare ora a nuoto la notte | ho fatto qualcosa contro la paura | mi sono seduta a scrivere | per chi vorrà sedersi’. Ecco, Valentina non ha passato la notte, ma ha scritto i suoi film. Noi possiamo sederci a guardarli e qualcosa di lei c’è ancora. ‘E la notte adesso fa meno paura’, citando Faith”.

SU FAITH, UNA STORIA DI GUERRIERI

Faithè stato salutato dal prestigioso Variety, alla sua prima presentazione esattamente un anno fa all’IDFA di Amsterdam con queste parole: “Faith, una potenziale esplosione internazionale per la docmaker italiana Pedicini”. E intanto la scrittrice Chiara Valerio su Espresso scriveva: “La prima cosa che impressiona di questo magnifico lavoro è che non sembra ci sia nessuno a filmare, a registrare i suoni, che il primo occhio che guarda sia il nostro. Valentina Pedicini ci regala il mantello dell’invisibilità. […] Non è facile spiegare, con efficacia, cosa sia un regista, tuttavia guardando Faith è immediato pensare che Valentina Pedicini sia una grande regista”. E Piera Detassis, giornalista e Presidente dell’Accademia del cinema italiano sulle pagine di Elle: “Bel film in bianco e nero di Valentina Pedicini. Un viaggio tra i lampi e i silenzi di un monastero di monaci guerrieri (nel vestire unica variante ammessa al bianco è il nero), comunità italiana isolata, senza voto di castità, che da vent’anni si prepara ogni giorno alla battaglia finale della fede tra arti marziali, kung fu, preghiere notturne, allenamenti massacranti, danze sfrenate sulla musica techno ipnotiche come i giri dervisci. […] da scoprire per bellezza e pericolo, non sulle montagne dell’Asia, ma a due passi da noi, sulle colline marchigiane”.  Con FaithValentina Pedicini negli ultimi mesi ha fatto una lunga strada tra premi e critiche straordinarie da Berlino a Göteborg, da Vilnius al CPH:DOX di Copenaghen, fino alla presentazione in Italia al Biografilm di Bologna. Candidata ai Nastri d’Argento DOC, aveva ricevuto il premio al DOCS Barcelona, il prestigioso Festival di documentari spagnolo.

Margherita Bordino

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.