Lost in projection. Il film The Invisible Man

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Mescolando horror e fantascienza, con The Invisible Man il regista Leigh Whannell reinterpreta un classico letterario di H.G. Wells.

La giovane Cecilia Kass è intrappolata in una relazione violenta e degradante con il ricco e potente luminare dell’ottica Adrian Griffin. Una notte, grazie all’aiuto della sorella Emily, la ragazza riesce abilmente a fuggire dalla fortezza tecnologica del suo aguzzino e a rifugiarsi a casa del detective della polizia James Lanier, suo amico d’infanzia. Ostinatamente barricata nel suo nuovo rifugio, Cecilia tenta di riprendere in mano la sua vita solo dopo la notizia del presunto suicidio di Griffin, ma si rende presto conto che Adrian non solo non è morto, ma che la sua sparizione è solo l’inizio di una persecuzione ancora più crudele ed efferata.

REINTERPRETARE UN CLASSICO DI WELLS

Noto al grande pubblico soprattutto per la sceneggiatura di Saw – L’enigmista, scritta a quattro mani con James Wan, Leigh Whannell sorprende con una trasposizione originale ed efficace del classico letterario di H.G. Wells. Al contrario degli adattamenti cinematografici precedenti (quello di James Whale del 1933 e quello di Paul Verhoeven del 2000 per citare gli esempi più fedeli allo spirito del romanzo), il giovane regista australiano utilizza l’opera dello scrittore britannico per mettere in scena un lungometraggio dal forte carattere autoriale che inaspettatamente non assume l’io narrante del folle scienziato, ma la prospettiva terrificante e ansiogena della vittima da lui prescelta.

LA TRAMA DI THE INVISIBLE MAN

L’uomo invisibile di Whannell si presenta, sin dalla prima scena, come un maniaco del controllo, un violento, un manipolatore, un assassino senza scrupoli che attraverso tecnologie avanzate e sistemi di sorveglianza (divenuti qui efficaci strumenti di tortura) instaura un regno di terrore, imponendo il proprio totale dominio su ogni aspetto della vita della sua vittima. Sfruttando l’invisibilità, lo scienziato allontana o uccide ferocemente tutti coloro che cercano di aiutare Cecilia (una bravissima Elisabeth Moss), facendo ricadere la colpa su di lei e portandola a essere considerata pazza da famigliari e amici.

TRA FANTASCIENZA E HORROR

Il “classico” di Whannell, diffuso solo su piattaforme streaming a causa del lockdown, miscela sapientemente tematiche sociali e politiche generando un’opera di incredibile attualità dove fantascienza, horror e dramma psicologico convergono in una sorta di revenge movie che sottopone il pubblico a uno stato di ansia crescente, un terrore viscerale sapientemente orchestrato da puntuali dissonanze e abili movimenti di camera.

Giulia Pezzoli

USA, 2020, 110′
Genere: horror, thriller, fantascienza
Regia e sceneggiatura: Leigh Whannell
Cast: Elisabeth Moss, Storm Reid, Oliver Jackson-Cohen, Aldis Hodge, Harriet Dyer

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #56

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Giulia Pezzoli
Giulia Pezzoli (Bologna 1978) si occupa di arte contemporanea dal 2003. Ha lavorato per la Fondazione Querini Stampalia di Venezia, per la 50esima Biennale d'Arte di Venezia, per il Centro d'Arte Contemporanea di Villa Manin e per il MAMbo di Bologna per cui tutt'ora lavora. Scrive d'arte e di cinema da diversi anni.