Venezia77. Apre Lacci, film sull’incapacità di essere felici

Il rumore assordante che fa un matrimonio quando si spezza e tenta un’apparente riconciliazione. Lacci di Daniele Luchetti apre la 77esima Mostra del Cinema di Venezia. Un inizio nel segno del cinema italiano e della voglia di ripartire guardando ai legami familiari che riguardano un po’ tutti, nel bene e nel male.

Un muro separa la strada, dove gli scorsi anni la gente si affollava in attesa di un autografo o una foto con le star, dal red carpet della ripartenza cinematografica. La Mostra del Cinema di Venezia giunge alla 77esima edizione! Si doveva fare, non si doveva fare? Cosa succederà nei giorni della Mostra? Si soffrirà l’assenza dei divi hollywoodiani? Il direttore artistico Alberto Barbera con tutto il suo team e quello de La Biennale hanno scommesso sulla ripartenza, sul nuovo inizio e solo il tempo potrà dare loro ragione o torto. Ad aprire e chiudere la Mostra del Cinema edizione 77 è il cinema italiano. Si parte con Lacci di Daniele Luchetti per giungere a Lasciami andare di Stefano Mordini. Il primo è un film sulla vita, sulla famiglia, sul cambiamento e soprattutto sui rapporti umani finiti male per paura di essere veramente felici.

DAL LIBRO DI STARNONE AL FILM DI LUCHETTI

Per stare insieme bisogna parlare poco e dire si tanto”, suggerisce il protagonista di Lacci, interpretato da Silvio Orlando. Eppure Lacci è un film dalle parole importanti: responsabilità, energia, cambiamento, tradimento, labes (dal latino menzogna). Secondo il regista Daniele Luchetti la parola più importante del film è il suo titolo: “i lacci sono quelli che ci tengono insieme, che non ci fanno portare via le scarpe, sono quelli che tengono insieme gli amanti ma anche quelli che si slacciano per finire a letto insieme, sono anche i legami che ci tengono avvinti e legati, che ci imprigionano”. Si tratta dell’adattamento dell’omonimo libro di Domenico Starnone co-sceneggiato dal regista insieme a Francesco Piccolo. È una storia struggente, che fa riflettere. Al suo interno tutti i personaggi commettono degli errori ma nessuno di questi può essere veramente giudicato, additato. È impossibile non identificarsi con almeno uno di loro. Lacci è una storia familiare che dura trent’anni, due generazioni, e che mette allo specchio legami che somigliano più al filo spinato che a “lacci” amorosi. Cosa lega veramente un uomo e una donna quando il loro amore è finito? I figli diventano vincolanti per restare insieme o è il coraggio che manca a mettere un punto? La famiglia di Lacci mostra come stare insieme a tutti i costi non genera amore ma causa danni, rancori e vergogne. In Lacci c’è un omaggio al cinema italiano stesso, a Io la conoscevo bene di Pietrangeli a cui Luchetti è molto legato, si tratta della canzone Lasciati baciare col letkiss che usa allo stesso modo in apertura a chiusura del film.

CATE BLANCHETT E LA SPERANZA DELLA RIPARTENZA

Nel giorno di apertura della 77esima Mostra del Cinema di Venezia, sono attesi da oltreoceano alcuni personaggi del cinema, alcuni popolarissimi, come Cate Blanchett, già al Lido, presente in questa edizione come Presidente della Giuria Ufficiale. “Un miracolo tutto questo. Aspettavo con ansia di venire, sono pronta ad applaudire gli organizzatori per la resilienza, la creatività. Sono in pieno accordo sul fatto che si dovesse riaprire. Sono qui a sostenere i cineasti”, ha dichiarato alla stampa un’emozionatissima Blanchett. L’attrice australiana plaude alla Mostra del Cinema e in particolare a questa edizione che vede otto registe donne in Concorso. Cate Blanchett è la terza presidente in quattro anni, dopo Lucrecia Martel e Annette Bening, compito che ha svolto anche nel 2018 a Cannes (con il magnifico Un affare di famiglia di Hirokazu Kore’eda che si portava a casa la Palma d’oro). La Blanchett parlando in generale della ripartenza in questo periodo storico così surreale ha aggiunto: “ho avuto interazioni in passato con Venezia come turista d’arte e del cinema: ho tante paure ma dobbiamo essere coraggiosi. Penso ai primi giorni di scuola. Ogni volta che si parte bisogna rischiare, anche di fallire. Anche se l’industria cinematografica faticherà riemergerà, sono piena di speranze. Ci sono tante sfide e sono globali. Guardiamo alla cultura dello streaming degli ultimi mesi, però al tempo stesso dobbiamo riaprire i cinema. Abbiamo la possibilità di riesaminare quanto fatto in passato e di migliorare. Cogliamo da questo brutto periodo le opportunità che sono”.

Margherita Bordino

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Margherita Bordino

Margherita Bordino

Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in…

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