Venezia 77: la Miss Marx di Susanna Nicchiarelli è una rock star?

Un nuovo ritratto di donna per la regista Susanna Nicchiarelli. Dopo Nico,1988, è la volta di Miss Marx. La storia di Eleanor, appassionata figlia di Karl Marx, a lui legata per sangue e affinità intellettuale. Non un biopic femminista, ma su una donna in cerca di amore e libertà

Miss Marx di Susanna Nicchiarelli
Miss Marx di Susanna Nicchiarelli

1883. Karl Marx è morto e a ricordarlo con parole amorevoli è la figlia Eleanor, detta Tussy, la più simile a lui per aspetto e per pensiero. È così che inizia il racconto cinematografico di Susanna Nicchiarelli dedicato a questa donna mossa da passione e giustizia. Sono gli anni più intensi e convulsi della vita di Eleanor Marx (interpretata da Romola Garai), che si muove tra dibattiti e manifestazioni insieme alle celebri figure del movimento operaio internazionale. I lavoratori sono in lotta e lei combatte per loro ma anche per sé stessa. Il 1883 è un anno decisivo per Eleanor, convergono in esso la morte del padre e l’incontro con Edward Aveling, l’amore della sua vita. Ma chi è Eleanor Marx? Solo la figlia di Karl Marx e la compagna di Aveling? Nicchiarelli presenta, in Concorso alla 77esima Mostra del Cinema di Venezia, il suo Miss Marx, in sala dal 17 settembre con 01Distribution. È la prima delle registe italiane a debuttare in competizione in questa edizione – ancor più storica – della Mostra del Cinema, la seconda è Emma Dante.

Susanna Nicchiarelli
Susanna Nicchiarelli

MILITANTE E INNAMORATA

La Miss Marx di Susanna Nicchiarelli è una donna molto diversa da come la si può immaginare. È rock, si dà da fare, riordina gli appunti del padre e segue le loro pubblicazioni, che non demorde mai e si impegna nel pubblico, premia la gentilezza e non tollera parole dure o scorrette. “Ho passato la vita a occuparmi degli altri. Di mio padre, mia madre, i figli di mia sorella. Ora tocca a me vivere”, dice. E al fianco di Edward Aveling inizia la sua vita da adulta, costantemente protetta dall’affetto indiscusso del vecchio Engels. Eleanor Marx è una donna versatile. Dedica questi anni alle traduzioni di Ibsen e di Flaubert, tentando di calcare il palcoscenico con l’amico Bernard Shaw, o ancora nella disinteressata impresa di divulgare la grandezza di Shakespeare, e sempre più si cimenta nella viscerale ed estenuante attività da militante socialista. Miss Marx non mostra o racconta solo questo aspetto di Eleanor Marx, va oltre. Susanna Nicchiarelli guarda con ammirazione alla donna rivoluzionaria ma ancora di più alla donna comune che soffre per amore, che seppur economicamente stabile e popolare risente della solitudine che la rende schiava nell’attesa che il suo Edward torni da lei ogni qualvolta va via.

LA CONTRADDIZIONE DI UNA RIVOLUZIONARIA

Edward Aveling è un uomo sposato, che non nonostante la sua solida relazione con Eleanor Marx non divorzia. Lei lo accetta, acconsente a questa irregolarità non del tutto morale e compresa all’epoca e si accompagna a quest’uomo ambiguo e discusso, sempre al verde e in cerca di prestiti. La storia di Miss Marx segue la Eleanor combattuta per amore e che lotta in primo piano insieme alle organizzazioni proletarie. Questa parte la Nicchiarelli, che firma anche la sceneggiatura del film, la manifesta attraverso le parole della donna, parole originali, dirette, che la stessa rivolge allo spettatore guardando in camera, fissa e ferma. Nel progredire del film si vede una Eleanor consumata da lotte politiche e sindacali, al fianco dei portuali e dei lavoratori del gas senza i compensi per una vita familiare serena, e delle donne in cerca di spazio, rispetto e riconoscimento. Vicina a tanti eppure sempre sola, insieme a Edward o in sua attesa. “Con la sua apparente incongruenza tra dimensione pubblica e privata”, racconta la regista Susanna Nicchiarelli, “la storia di Eleanor Marx apre un abisso sulla complessità dell’animo umano, sulla fragilità delle illusioni e sulla tossicità di certe relazioni sentimentali. Raccontare la vita di Eleanor vuol dire parlare di temi talmente moderni da essere ancora oggi, oltre un secolo dopo, rivoluzionari. In un momento in cui la questione dell’emancipazione è più che mai centrale, la vicenda di Eleanor ne delinea tutte le difficoltà e le contraddizioni: contraddizioni, credo, più che mai attuali per cercare di afferrare alcuni tratti dell’epoca che stiamo vivendo”.

MISS NICCHIARELLI

Susanna Nicchiarelli è una regista molto chiara in quello che ricerca e che racconta. Diretta, senza fronzoli, precisa nelle parole, nei movimenti di macchina, nelle scelte del cast di cui si circonda. Miss Marx è un suo film molto atteso, in particolare da tutti coloro che hanno apprezzato Nico, 1988. Miss Nicchiarelli proprio al Lido di Venezia un paio di anni fa, raccontando degli ultimi anni di vita di Christa Päffgen e della sua tormentata condizione di donna, artista e mamma, ha conquistato l’attenzione anche dei meno attenti alle diverse sfumature della femminilità, quelle più buie e disturbanti. Con la storia di Eleanor Marx quell’attenzione un po’ la perde lasciandosi travolgere dalla grande contraddizione di questa donna, dal suo personaggio. È come se il film Miss Marx viva di due anime, non solo quelle di Tussy ma anche quelle del lavoro della regista. La musica, i colori, le parole sono un tamburo stimolante di riflessione e di narrazione. Qualcosa però non va. Forse troppo didascalico? Di certo Miss Marx è un grande film ma non totalmente riuscito.

Margherita Bordino

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.