Molecole: Il film di pre apertura di Venezia77 è firmato da Andrea Segre

La vicenda personale del regista si intreccia con il racconto di una Venezia metafisica svuotata dai turisti. Ecco l’esordio di Venezia 77

Molecole di Andrea Segre. Venezia77
Molecole di Andrea Segre. Venezia77

Non poteva esserci film più adatto di Molecole per la pre apertura di Venezia 77, edizione che passerà alla storia per il solo fatto di esserci stata. La Mostra del Cinema è uno dei pochi grandi appuntamenti internazionali confermati dall’inizio della pandemia. Fiere d’arte, Biennali, Cannes, tutto spazzato via da una minaccia invisibile. Venezia nonostante tutto resiste, sulle sue palafitte, sfidando il senso della realtà ancora prima dell’acqua alta. Il film di Andrea Segre è il manifesto che meglio introduce ciò che stiamo vivendo, un documentario che affronta con commozione ed estrema lucidità il momento presente, senza però cadere in narrazioni scontate o in informazione di taglio giornalistico.

Molecole di Andrea Segre. Venezia77
Molecole di Andrea Segre. Venezia77

MOLECOLE: VENEZIA SENZA TURISTI

La pandemia infatti quasi non viene nominata, bastano le immagini. Di una Venezia per la prima volta svuotata dai turisti, spettrale più di ogni altra città vuota, ma allo stesso tempo magnifica e gloriosa nella sua solitudine surreale.Molecole è un film intimo, raccolto, privato, in cui la biografia del regista si intreccia con la storia della città e del mondo intero. Il filo narrativo è una lettera scritta da Segre al padre prima che morisse, in cui gli pone delle domande cadute nel silenzio, destinate a restare nel fondale dei suoi ricordi. È un film acquatico Molecole, che prende il titolo dal mestiere del genitore, uno scienziato, che per tutta la vita ha studiato i radicali liberi, molecole prodotte dal metabolismo dell’ossigeno, dunque dal respiro, i cui elettroni sono spaiati, liberi.

Molecole di Andrea Segre. Venezia77
Molecole di Andrea Segre. Venezia77

MOLECOLE: UN FILM PER IL GRANDE SCHERMO

In questo parallelo, tra solitudine umana e struttura della materia, tra la progettualità insita nell’individuo e l’incombere di eventi incontrollati si gioca una narrazione perfettamente calzante al nostro dramma contemporaneo. Il respiro, che è vita, in questi ultimi mesi è anche un pericolo da cui difendersi. Con mascherine, distanziamento, isolamento. Tutte misure che per salvarci ci allontanano degli altri, come elettroni spaiati.  Un film da vedere rigorosamente su grande schermo, per immergersi nella luce incantata di Venezia, guidati dalla gondoliera Giulia, figura quasi mitologica che ci traghetta in sicurezza verso i lidi luminosi del cinema.

Mariagrazia Pontorno

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