Guida romantica a posti perduti: il film di Giorgia Farina con Jasmine Trinca

Un film straordinariamente leggero, intimo, romantico. Un road movie che vede protagonisti Jasmine Trinca e Clive Owen. Tra bugie, sfide personali ed esistenze in bilico, Giorgia Farina torna al cinema con il suo terzo lungometraggio e dimostra di sempre più consapevole non solo come regista ma in primis come narratrice

Guida Romantica a Posti Perduti di Giorgia Farina - Clive Owen e Jasmine Trinca
Guida Romantica a Posti Perduti di Giorgia Farina - Clive Owen e Jasmine Trinca

È un film semplice. Una blogger e un alcolista intraprendono un viaggio in macchina. Tappa dopo tappa visitano una serie di posti perduti. Posti abbandonati, dimenticati, che un tempo sono stati fucina di esperienze e ricordi. Il loro viaggio da un lato ha il sapore della fuga, dall’altro della riscoperta di sé. Guida romantica a posti perduti è il terzo lungometraggio di Giorgia Farina, presentato in anteprima mondiale alle Giornate degli autori 2020 e in sala con Lucky Red il 24 settembre. “Allegra e Benno sono incredibilmente diversi nelle loro disfunzionalità: lei è una giovane che ha paura di vivere e lui un uomo maturo al quale la vita sta chiedendo il conto. Queste diversità permettono alla storia di evolversi in un susseguirsi di crescendo personali ed emotivi. In realtà attraverso il road trip che intraprendono i due si riscoprono molto più simili di quanto credevano all’inizio, le loro idiosincrasie e piccole fragilità li avvicinano permettendo di metter in luce l’uno l’esistenza dell’altro che entrambi hanno nascosto in una matassa di bugie e false aspettative”. Con queste parole Giorgia Farina presenta i due protagonisti, interpretata da una coppia insolita e straordinariamente empatica, Jasmine Trinca e Clive Owen.

Guida Romantica a Posti Perduti di Giorgia Farina - Clive Owen e Jasmine Trinca
Guida Romantica a Posti Perduti di Giorgia Farina – Clive Owen e Jasmine Trinca

GUIDA AI PERSONAGGI

Guida romantica a posti perduti è un film leggero e intimo. Spinge lo spettatore a riflettere sulla propria esistenza. Allegra e Brenno sono due grandissimi bugiardi (e chi non lo è nella vita di tutti i giorni!), non partono insieme perché amici o perché persone affini. Si trovano in un viaggio insieme perché entrambi scappano dalle responsabilità e in un certo senso sono soli proprio perché divorati dai segreti. Brenno ha superato i cinquanta, è inglese, beve come un dannato e dopo tanti anni a Roma ancora non parla l’italiano. Allegra ha vent’anni di meno, è una blogger di viaggi – eppure il suo zaino pronto sta sempre davanti la porta di casa -, ha una relazione con un ragazzo sensibile e innamorato (Andrea Carpenzano) che di lei conosce solo la verità chiusa tra le mura di casa. Brenno condivide la vita con la moglie (Irene Jacob), infermiera francese che vive con i piedi per terra. Allegra si diverte in una relazione quasi adolescenziale, per come la tratta lei. Se Brenno e Allegra sono il centro del racconto, i personaggi intorno a loro sono ancora più importanti per comprendere le menzogne che muovono le loro scelte e in particolare l’incapacità a cercare un cambiamento.

UN VIAGGIO DI ASPETTATIVE, LE TAPPE

Amo viaggiare e a volte mi spaventa. Mi è capitato spesso di vivere l’idea di una vacanza con trepidazione ma poi nel momento stesso della partenza mi trovo a confrontarmi con ansie e aspettative che rovinano l’esperienza vera e propria. File di attesa lunghissime, alberghi al di sotto delle aspettative e per di più brutto tempo. Mi è sempre sembrato che fosse l’attesa per il viaggio futuro e il ricordo di quello passato a rendermi felice più del viaggiare in sé. Il viaggio per arrivare al viaggio”. Così scrive Giorgia Farina nelle note di regia. E da queste parole non ci sono più dubbi che Allegra è in parte specchio di se stessa. Il viaggio che la regista propone, appunto tra luoghi perduti, è ben costruito e ricercato. Ha un fascino primitivo, di scoperta, di antico e anche di novità. La Chiesa di San Vittorino a pochi chilometri da Roma, già location per Tarkovskij nel suo bellissimo Nostalghia; il Villaggio operaio di Crespi d’Adda, la sua fabbrica e il cimitero, un microcosmo obsoleto, quasi spettrale, che si trova nel bergamasco; Il Castello abbandonato, Chateau – Thierry, che si erge su un piccolo promontorio che domina la quieta e monocorde campagna dell’Alta Francia; un parco aquatico vuoto, morto, mangiato dalla natura (il posto perduto forse più affascinante del film); il campo militare di Stratford con casupole fatiscenti distrutte dai proiettili delle esercitazioni militari nella campagna del Norfolk. Guida romantica a posti perduti è quindi un viaggio incantevole, dalle location fiabesche, sia per i personaggi sia per gli spettatori. Un crescendo, tappa dopo tappa, di sentimenti ed emozioni che si sviscerano non in solitudine ma cercando un complice, anche uno sconosciuto.

Margherita Bordino

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.