Pecci Summer: un mese di grande cinema al Centro Pecci di Prato

Fino al 30 agosto 2020 il cinema all’aperto diventa protagonista del Pecci Summer. Una selezione dei migliori film più recenti tra titoli italiani e internazionali. Da Xavier Dolan a Giorgio Diritti, da Taika Waititi ai fratelli D’Innocenzo

Centro Pecci Prato, courtesy Il Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato
Centro Pecci Prato, courtesy Il Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato

Il cinema invade le piazze, le arene, le strade. Nel mese di agosto anche il Pecci Summer si dedica al cinema con un allestimento progettato dal collettivo di architetti pratesi ECÒL. Un giardino temporaneo che diventa arena cinematografica e accoglie il pubblico in massima sicurezza per una capienza di circa 200 posti, garantendo il distanziamento sociale con entrate contingentate e mascherina obbligatoria. Il Pecci Summer Cinema di Prato propone una larga selezione di film suddivisa in tre filoni: i Best of, titoli che nell’ultima stagione hanno coniugato qualità e successo di pubblico; le Novità uscite sulle piattaforme on demand nel periodo di lockdown e recentemente uscite anche in sala; le Anteprime, pellicole in versione originale sottotitolata non ancora uscite nelle sale. A queste tre macro-aree si aggiungono due nuove sezioni dedicate all’arte: Art Doce Cult-movie. Art Doc include Sono innamorato di Pippa Bacca di Simone Manetti, documentario dedicato all’artista assassinata a soli 33 anni mentre metteva in scena una performance sulle strade della Turchia. Ricostruzione accurata della performance dell’artista, che ne coglie il convinto slancio pacifista, tra immagini girate dalla stessa e testimonianze; Letizia Battaglia – Shooting the Mafia di Kim Longinotto, dedicato alla fotografa palermitana e alla sua personale lotta contro la Mafia. Mentre in Cult Movie è inserito il film Caravaggio di Derek Jarman, con Nigel Terry, Sean Bean e Tilda Swinton. Un film realizzato da un autore che proviene dalla pittura e nel rappresentare la vita di questo artista utilizza continui riferimenti pittorici.

Favolacce
Favolacce

NOVITÀ CON XAVIER DOLAN E GIORGIO DIRITTI

Il filone Novità del Pecci Summer Cinema propone Mathias & Maxime del regista canadese Xavier Dolan, giovane autore e anche attore amatissimo dai festival di cinema più importanti, che in questo film temi a lui cari quali la sessualità come ricerca identitaria e i legami amicali e familiari; Favolacce, opera seconda di Fabio e Damiano D’Innocenzo, racconto senza filtri dei rapporti umani fintamente normali tra famiglia e comunità, sulle corde della rabbia e della disperazione, già premiato come Migliore Film ai Nastri d’Argento 2020; Gli anni più belli di Gabriele Muccino, con Pierfrancesco Favino, Micaela Ramazzotti, Kim Rossi Stuart, Claudio Santamaria, film che ripercorre quarant’anno di vita di un gruppo di amici tra amori, delusioni, successi e nostalgia dell’adolescenza; L’hotel degli amori smarriti di Christophe Honoré, con Chiara Mastroianni e Vincent Lacoste, commedia brillante e ricca di colpi di scena che già al Festival di Cannes 2019 ha accolto l’attenzione di molti e premiato la Mastroianni come Miglior interpretazione femminile nella sezione Un Certain Regard; Marie Curie di Marie Noelle, biopic sulla scienziata polacca che ha ricevuto due premi Nobel nel 1903 e nel 1911 imponendo il ruolo fondamentale delle donne anche nella scienza; Volevo nascondermi di Giorgio Diritti (al cinema dal 19 agosto con 01Distribution), che ripercorre la storia del pittore Antonio Ligabue, la storia di un artista solo e con problemi che ha trovato il suo posto nel mondo.

Volevo nascondermi
Volevo nascondermi

CENTRO PECCI: LA SEZIONE BEST OF

Dei Best Of fanno parte i film che il pubblico ha premiato nei mesi scorsi in sala: La dea fortuna di Ferzan Ozpetek sull’arrivo di due bambini, lasciati loro in custodia per qualche giorno, che porta scompiglio e riappacificazione alla relazione tra i due protagonisti; Jojo Rabbit di Taika Waititi, un bimbo seguace di Hitler scopre che la madre sta nascondendo una ragazza ebrea nella loro casa, una favola nera piena di ironia e grande intelligenza riguardo l’impatto della guerra e dei fascismi sull’animo degli innocenti; Joker di Todd Phillips, la storia del cattivo per eccellenza della DC, un criminale che diventa tale a causa della società in cui vive; Piccole donne di Greta Gerwig, nuovo adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Louisa May Alcott sul percorso di formazione di una famiglia composta da sole donne; Cena con delitto – Knives out di Rian Johnson, grande sorpresa del 2019, in cui Daniel Craig deve affrontare il caso di un misterioso omicidio avvenuto in una villa e a fine festa, un thriller divertente come i gialli di una volta; 18 regali di Francesco Amato, con Vittoria Puccini e Benedetta Porcaroli, sorpresa italiana di fine anno, il racconto della vicenda di Elisa Girotto stroncata dalla malattia quando la figlia aveva appena pochi mesi di vita; 1917 di Sam Mendes, ambientato durante la prima Guerra Mondiale, è un racconto eroico che sposa perfettamente il grande cinema con la “grande guerra”; Parasite di Bong Joon-ho, un’eccellente lettura del nostro tempo da ben 4 premi Oscar nel 2020, tra cui Miglior film, miglior regista e Miglior film internazionale. 

CENTRO PECCI: LE ANTEPRIME 

E poi c’è il filone Anteprime, film che vedremo nei prossimi mesi e che ancora non sono neanche in streaming: Corpus Christi di Jan Komasa, sulla vita di un ragazzo che sta scontando una pena in un centro di detenzione e a causa di un equivoco diventa prete; Little Joe di Jessica Hausner, film distopico in cui una pianta sconvolge la vita di tutti gli esseri viventi, metafora di un bellissimo fiore rosso che assale la mente umana, premiato come Miglior interpretazione femminile al Festival di Cannes 2019; Il meglio deve ancora venire di Alexandre de La Patellière e Matthieu Delaporte, in cui due amici decidono di spassarsela in ogni modo possibile in quanto convinti che rimanga loro poco da vivere, amicizia e morte tra equivoci e interpretazione da fuoriclasse si Luchini e Bruel; Quattro vite di Arnaud des Pallières, quattro donne, quattro modi di vivere e di rapportarsi con gli uomini molto diversi; Gamberetti per tutti – Les crevettes pailletées di Maxime Govare, in cui Mathias Legoff, ex campione del mondo di nuoto, viene punito per i suoi comportamenti omofobi e condannato a allenare un’associazione sportiva omosessuale, più interessata a fare festa che alla vera e propria competizione sportiva; Ema di Pablo Larraín, con Gael García Bernal e Santiago Cabrera, su una coppia che decide di optare per l’adozione senza valutare effettivamente come quel tipo di esperienza li avrebbe trasformati, un film drammatico che strizza l’occhio alla stilizzazione del videoclip.

Margherita Bordino

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.