My Rembrandt, il docu-thriller di Oeke Hoogendijk che racconta l’arte del pittore olandese

Quanta passione c’è ancora oggi per Rembrandt? Il documentario My Rembrandt prova a rispondere a questa domanda indagando lo stile, i colori, le emozioni di uno degli autori più celebri della storia dell’arte

My Rembrandt
My Rembrandt

Stupore e mistero. Sono le due sensazioni che si muovono nello spettatore che guarda My Rembrandt, documentario presentato al Biografilm Festival 2020 e diretto da Oeke Hoogendijk. Quale valore ha oggi un’opera di Rembrandt? Perché da tutto il mondo lo cercano, lo studiano, lo bramano in mostra? Questo film parte come un semplice documentario riguardo al pomposo mondo dell’arte, però va ben oltre. Oltrepassa il suo principale personaggio, il grandioso artista, e racconta l’universo che oggi sta attorno alla sua arte eterna. Commercianti d’arte, storici, collezionisti, musei, si fanno una “lotta” competitiva e monetaria anche per un solo Rembrandt. Ma senza questa guerra di proprietà, questa conquista, le opere di Rembrandt sarebbero considerate altrettanto belle e importanti? Ed è con questi interrogativi che My Rembrandt passa dall’essere un documentario a quasi un thriller.

My Rembrandt
My Rembrandt

OLTRE IL DIPINTO. IL DOCUMENTARIO MY REMBRANDT

Minuto dopo minuto, nel documentario arrivano personaggi particolari, tutti concernenti il mondo dell’arte ma avidi di potere, denaro ed ego. Sono tutti affascinati da Rembrandt, dai suoi racconti visivi. Le loro voci, le loro parole parlano di arte, dalla creazione del dipinto all’importanza di possederlo. Sono personaggi a loro volta affascinanti che conducono lo spettatore in un viaggio attraverso l’arte di Rembrandt, il mistero che ha saputo creare con i suoi colori. Ma cosa è effettivamente reale in My Rembrandt? Difficile a dirlo. È un film documentario che ha una notevole linearità ma al tempo stesso una costruzione molto mentale e di grande eloquio. È un film ingannevole, che sicuramente di questo si gongola e pregia al tempo stesso. Rembrandt è solo il capro espiatorio per trascinare i più curiosi nel mistico mondo dell’arte che raramente si vede e va oltre un semplice dipinto appeso in mostra.

My Rembrandt
My Rembrandt

MY REMBRANDT. DAL DOCUMENTARIO AL THRILLER

“Trovo spesso i film sull’arte educativi, come fossero grandi lezioni. Il contenuto è interessante, ma il modo di raccontare non è molto eccitante. Ho pensato: e se girassi un film su Rembrandt come fosse un thriller? Un thriller artistico. Questa era l’ambizione sin dal principio”. In My Rembrandt, il regista Oeke Hoogendijk intervista i proprietari di alcuni dipinti del maestro olandese. Muove i loro racconti come fosse alla ricerca di un Rembrandt sconosciuto. Tutto questo non fornisce alcuno spoiler alla trama, che di per sé si basa sul gioco dell’assurdo. Nel thriller My Rembrandt, Jan Six Jr. – discendente di un noto commerciante d’arte – interpreta il ruolo di Sherlock Holmes con una specializzazione nella storia dell’arte, è un detective accademico molto abile e al lavoro nella terra del maestro Rembrandt. Il regista Oeke Hoogendijk con la sua macchina da presa, in modo anche molto discreto, affianca Jan Six Jr. soddisfando perfettamente il ruolo dell’assistente, di Watson, che accompagna il suo investigatore nell’avventura fornendo e restituendo una grande dose di stupore. Come il vero Holmes, Jan Six Jr. per cercare Rembrandt sconosciuti combina tra loro diversi metodi scientifici: la ricerca di pitture e tele, la scansione a infrarossi. In questo modo il documentario che diventa thriller a sua volta si trasforma in vera ricerca scientifica e artistica illustrando in modo chiaro quale è il vero stile di Rembrandt, il segno che lo contraddistingue da tanti altri e che lo rende riconoscibile, non sempre a occhio nudo. Tanti altri sono i personaggi che appartengono al documentario My Rembrandt ma allo spettatore spetta la scoperta e la conoscenza!

– Margherita Bordino

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.