Stati Uniti: e se i cinema riaprissero a fine giugno?

Dalla Casa Bianca arriva una ipotesi di riapertura delle sale cinematografiche negli Usa a fine giugno. I cinema sarebbero quindi tra i luoghi americani che tornerebbero a lavorare nella loro fase 2.

Una sala cinematografica vuota
Una sala cinematografica vuota

La Casa Bianca ipotizza una possibile riapertura delle sale cinematografiche americane nel bel mezzo della stagione estiva e non poi così in là nel tempo come invece si pensa in Italia. A fine giugno infatti potrebbero riaprire i cinema negli States, sperando che la pandemia di Coronavirus abbia iniziato effettivamente la sua fase di decrescita. Nell’eventuale caso sarebbero predisposti anche alcuni inevitabili protocolli di distanziamento sociale. Secondo quanto riportato dal The Hollywood Reporter le sale cinematografiche rientrano nelle linee guida proposte dal Presidente Donald Trump, che negli scorsi giorni ha informato i governatori del paese sulle varie riaperture mediante il decreto “Opening Up America Again.” Secondo tale decreto i vari Stati americani, singolarmente, devono soddisfare una serie di criteri in termini di riduzione del numero dei contagi COVID-19 prima che le persone possano a tornare al loro lavoro di sempre e soprattutto in determinati locali e le aziende. Secondo quanto riportato nel testo, i grandi spazi che quindi comprendono cinema, teatri, impianti sportivi, ristoranti e luoghi di culto, dovrebbero essere autorizzati a riaprire durante la cosiddetta “seconda fase” che, proprio come immaginato in Italia, prevede una certa distanza fisica tra le persone, lavoratori e clienti. Oltre ai luoghi di intrattenimento e ritrovo, il decreto proposto da Trump prevede il ritorno nelle scuole e la ripresa degli interventi chirurgici.

RIAPERTURA E DISTANZA FISICA, SOLO CON CALO CONTAGI

Riapriranno davvero i teatri e i cinema in America e soprattutto nel suo luogo simbolo, Hollywood? Di questi tempi il condizionale è d’obbligo sia come forma verbale sia come status mentale. Di certo, se le luci tornassero ad accendersi a Hollywoood, sarebbe per tutto il settore cinematografico una bella spinta in avanti e di speranza.  Come ha dichiarato Andrea Occhipinti, AD della Lucky Red, nei giorni scorsi, le stesse sale cinematografiche italiane saranno aiutate dall’uscita in sala dei grandi film americani attesissimi nel belpaese. Un “aiuto” che serve da ulteriore spinta al più debole e incerto cinema italiano che dovrebbe ripensarsi come una grande festa durante l’anno e quindi duratura. Proprio come nel nostro Paese la pandemia ha fermato l’attività cinematografica anche oltre oceano provocando una serie di danni economici abbastanza complessi per una macchina da major. La stragrande maggioranza delle sale sono state chiuse il 20 marzo, e un numero considerevole di produzioni sono state interrotte e bloccate. Per la fase 2 e quindi la loro possibile riapertura e ripresa ci sono già diverse tattiche che si stanno ipotizzando e non solo riguardanti la distanza tra le persone in sala, ma anche incentivi per far andare le persone al cinema. La vera domanda non dovrebbe essere “quando riapriranno i cinema?”, perché la risposta è abbastanza ovvia. Bisognerebbe iniziare a chiedersi “quando potremo sedere nuovamente vicini e non guardarci con diffidenza o terrore di uno starnuto?”.

Margherita Bordino

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.