Diavoli: il perverso e seducente mondo della finanza in una serie tv

Dall’omonimo libro di Guido Maria Brera del 2014 a una serie tv in dieci puntate. Su Sky Atlantic un racconto seducente tra thriller e drama che riguarda l’eterna lotta tra bene e male in cui l’economia mondiale gioca un ruolo importantissimo attraverso trader “fantasma”.

Diavoli, la serie tv su Sky Atlantic
Diavoli, la serie tv su Sky Atlantic

Che “diavolo” che deve essere Guido Maria Brera! È da lui, dal suo romanzo best seller che prende vita sul piccolo schermo la serie omonima Diavoli,che dal 17 aprile è in onda su Sky Atlantic. Un financial thriller internazionale in dieci episodi in cui Patrick Dempsey e Alessandro Borghi giocano l’eterna lotta sospesa tra il bene e il male. Il primo, Dominic Morgan, è un uomo d’affari senza scrupoli, molto acuto e intelligente, mentore del secondo, Massimo Ruggero, giovane spregiudicato che vuole fare carriera a tutti i costi.
Il legame tra i protagonisti è molto forte ed entrambi vivono (e convivono) una quasi costante situazione di dolore. Diavoli è una serie tv molto biografica, che racconta il percorso lavorativo di Brera, e al tempo stesso piena zeppa di finzione. Bilancia bene i due macrocosmi offrendo un dietro le quinte della finanza particolarmente avvincente. Massimo Ruggero e Dominic Morgan, come si intuisce fin dalle prime puntate hanno un legame complice e protettivo ma improvvisamente il loro rapporto si incrina. Scoppia quindi una silenziosa guerra combattuta a colpi di tranelli, bugie e numeri da alta, altissima finanza, a suon di bond. Diavoli racconta un mondo ignoto per molti, l’interno dei palazzi delle banche mondiali, ma anche l’inizio della crisi finanziaria del 2011.

Diavoli, la serie tv su Sky Atlantic
Diavoli, la serie tv su Sky Atlantic

ANCHE I LUOGHI SONO PERSONAGGI

Diretta da Nick Hurran Jan Maria MicheliniDiavoli è una serie tv girata in Italia anche se le due città di riferimento sono Roma e Londra. A fare da sfondo ai movimenti poco trasparenti dei due protagonisti è il Roma Convention Center, ovvero La Nuvola di Fuksas. Un’opera architettonica in grado di rispecchiare effettivamente le atmosfere alla Canary Wharf, il vero distretto londinese in cui si snoda il potere finanziario globale. L’Italia viene fuori dalle origini di Massimo Ruggero, migrante proveniente da Cetara, piccola città di pescatori sulla Costiera Amalfitana che riconosciamo nelle scene grazie alla presenza del porto, della piazzetta centrale, della torre vicereale e del cimitero: Diavoli ha una cura estetica nella scenografia veramente esaltante. I luoghi, gli spazi esprimono la propria anima e quella dei personaggi che li abitano. L’ufficio di Dominic è infatti freddo e asettico, e rispecchia benissimo l’idea del controllo e della ambiguità, mentre l’appartamento di Massimo è quasi una navicella spaziale, un po’ futurista come fosse un luogo sospeso nel vuoto.  Le scenografie della serie Diavoli sono frutto del lavoro di un ampio team di professionisti del settore. Si precisa che la creatività, lo studio e la realizzazione dei set e dell’arredo dei due ambienti principali, la casa del personaggio Massimo Ruggero e il Floor della banca NYL, sono state ideate e firmate dall’architetto Laura Pozzaglio e dal suo talentuoso gruppo di lavoro e che lo scenografo in questione ha collaborato anche con regia e location manager alla ricerca delle locations a Roma e a Londra.

DOVE È L’INFORMAZIONE FINANZIARIA?

Il mondo della finanza che viene proposto in Diavoli è un mondo pervasivo e perverso che va ben oltre le logiche del buon senso e della politica globale. “Gli uomini che ne incarnano l’essenza sono diversi dai vecchi trader. Sono invisibili, odiano gli eccessi e non violano la legge perché hanno dalla loro la forza che consente di dettarla. Ho chiamato questi monaci-guerrieri i Diavoli”, spiega bene l’autore e sceneggiatore Guido Maria Brera. Guardando Diavoli in molti nascerà un grande senso di rabbia dovuto alla visione di un mondo, qui molto di finzione, ma in parte tanto reale e sconosciuto, taciuto anche da parte dei grandi media. Un interrogativo che torna spesso nelle prime puntate è infatti: “che tipo di informazione serve al mondo d’oggi?”. Questo si lega molto a quanto dichiarato da uno dei due registi di Diavoli, Nick Hurran: “Diavoli mi ha fatto arrabbiare, la rabbia di chi capisce di non aver prestato la necessaria attenzione a quanto stava accadendo in quegli anni. Gli inganni, il peso del potere finanziario hanno raggiunto livelli semplicemente sconcertanti. Man mano che la narrazione andava avanti e le sue ramificazioni iniziavano a coinvolgere persone reali, mi sentivo sempre più rapito dalla storia”.

Diavoli, la serie tv su Sky Atlantic
Diavoli, la serie tv su Sky Atlantic

NESSUN DOPPIAGGIO PER BORGHI

Lo spettatore italiano che segue da tempo Alessandro Borghi nel suo percorso di crescita artistica non può che restare incantato dal suo talento nel recitare in lingua inglese (ben diverso dal parlare fluentemente una lingua). Borghi dimostra un lavoro attento, minuzioso e quotidiano fatto per perfezionarsi con la lingua straniera. Inoltre non si è doppiato nella versione italiana: ha preferito che un professionista come Alessandro Mete lo facesse al suo posto. Attraverso un post su Instagram l’attore ha spiegato le ragioni di questa sua scelta: “mi piacerebbe sapervi tutti davanti alla tv a selezionare la modalità lingua originale con sottotitoli, quello che farei io, per poter apprezzare davvero, o magari no, il lavoro che è stato fatto in questa serie”. E in un secondo momento ha aggiunto: “in un contesto in cui tutti gli attori, essendo stranieri, sarebbero stati doppiati da chi questo mestiere lo fa sul serio, avrei sentito la differenza, e l’avreste sentita anche voi”. Da adolescente drogato e svogliato in Non essere cattivo di Claudio Caligari a finanziare impavido in Diavoli, Alessandro Borghi ha fatto una evoluzione molto interessante scegliendo dei ruoli a volte molto diversi tra loro e con un grande lavoro fisico mai scontato. Su tutti Il primo re di Rovere e Sulla mia pelle di Cremonini, altri esempi calzanti. In questa prova internazionale dimostra una evidente ricerca di perfezione e se Diavoli avrà successo non sarà solo merito della storia ben sviluppata e aggrovigliata ma del continuo mettersi in gioco di questo straordinario attore italiano.

Margherita Bordino

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.