Oscar 2020: trionfa Parasite. Bong Joo Ho conquista Hollywood

Una edizione speciale quella degli Oscar 2020. Tanti bei film candidati e grande unità nei risultati. Joaquin Phoenix e Renée Zellweger sono i migliori attori rispettivamente con Joker e Judy.

Parasite
Parasite

La notte delle stelle del cinema, del glamour, del red carpet più atteso dell’anno, di Hollywood, inizia in realtà molto presto, intorno le 15 del pomeriggio – secondo il fuso orario di Los Angeles. A trionfare in questa notte è stato Parasite di Bong Joo Ho, il Migliore Film agli Oscar 2020. Che edizione meravigliosa! Tanti bellissimi film hanno messo d’accordo quest’anno la Academy ma anche la stampa internazionale. E possiamo dirlo, Parasite di Bong Joo Ho ha rappresenta per gli Oscar 2020 e per il cinema mondiale un punto di svolta e di unione, sia per la trama del film – le differenze di classe – sia per il grande successo dovuto al passaparola tra il pubblico. In quanti sanno che in questo film è presente il brano In ginocchio da te di Gianni Morandi? E in quanto che i maggiori successi di questo cantante sono stati arrangiati da Ennio Morricone? Tornando alla notte degli Oscar, grande gioia per Joaquin Phoenix che vince il Premio Oscar come Migliore attore per Joker e per Renée Zellweger come Migliore Attrice per Judy. Le loro esibizioni sono state così penetranti e potenti da non lasciare alcun dubbio sin dalla prima visione.

PARASITE CONQUISTA HOLLYWOOD

Migliore sceneggiatura originale, Migliore film internazionale, Migliore regia, Miglior Film. Bong Joo Ho conquista il Dolby Theatre in questa magica notte del cinema. Lui stesso è incredulo ed emozionato, e i cinefili non possono non esserne contenti. Il regista di Parasite ringrazia così per la statuetta come Migliore regia: “Quando da giovane studiavo cinema c’è una citazione che mi è rimasta nel cuore: più si è personali più si è creativo. Citazione del grande Martin Scorsese. Ho studiato tanto i film di Martin Scorsese e mai avrei pensato di vincere. Non pensavo che negli Usa conoscessero i miei film e invece devo ringraziare Quentin Tarantino, Todd Phillips e Sam Mendes, bravissimi. Mi piacerebbe avere una motosega e dividere questo premio in più parti per condividerlo con voi”.

PRESENTATORI E PRIMI PREMI

Per la 92esima edizione degli Oscar nessun presentatore ufficiale ma un susseguirsi di star tra sketch e presentazioni. Sono saliti sul palco Jane Fonda, Josh Gad, Tom Hanks, Oscar Isaac, Sandra Oh, Natalie Portman, Chris Rock and Taika Waititi, Mahershala Ali, Utkarsh Ambudkar, Zazie Beetz, Timothée Chalamet, Olivia Colman, James Corden, Penélope Cruz, Beanie Feldstein, Will Ferrell, Gal Gadot, Zack Gottsagen, Salma Hayek, Mindy Kaling, Diane Keaton, Regina King, Shia LaBeouf, Brie Larson, Spike Lee, Julia Louis-Dreyfus, George MacKay, Rami Malek, Steve Martin, Lin-Manuel Miranda, Anthony Ramos, Keanu Reeves, Ray Romano, Maya Rudolph, Mark Ruffalo, Kelly Marie Tran, Sigourney Weaver, Kristen Wiig e Rebel Wilson. La cerimonia della notte degli Oscar, sempre dal ritmo incalzante e strepitoso, inizia con il premio a Brad Pitt come Migliore attore non protagonista in C’era una volta ad Hollywood, catapultando così nel vivo della serata sia i telespettatori sia il pubblico presente in sala al Dolby Theatre di LA. I primi premi però che suscitano un vero sussulto sono quelli per la Migliore Sceneggiatura Originale e non originale, rispettivamente assegnati a Parasite e Jojo Rabbit, due film diretti da registi non americani, il primo sud coreano e il secondo neozelandese. Quest’ultimo Taika Waititi commenta così: “dedico questo film a tutti i bambini indigeni nel mondo che vogliono fare arte”.

CINEMA COME POLITICA

Il palco degli Oscar è un palco politico si sa e anche se silenziosamente la questione delle poche donne sostenute o premiate nel cinema si è fatta sentire forte e chiaro sin dal vestito di Natalie Portman. L’attrice ha scelto di indossare una cappa Dior nera con ricamati in oro i nomi delle registe Lorene Scafaria (Hustlers – Le ragazze di Wall Street), Lulu Wang (The Farewell), Greta Gerwig (Piccole donne), Marielle Heller (A Beautiful Day in the Neighborhood), Melina Matsoukas (Queen & Slim), Alma Har’el (Honey Boy), Céline Sciamma (Ritratto della giovane in fiamme) e Mati Diop (Atlantics). Di contro va sottolineato che nella categoria Migliore Documentario per questa edizione erano in gara film di sole donne. È una donna a vincere l’Oscar per Migliore la Migliore colonna sonora (Hildur Guðnadóttir) e una donna a guidare l’orchestra nell’esecuzione delle colonne sonore candidate, per la prima volta in 92 anni di Oscar. Potremmo definirla una cerimonia meno incisiva delle altre volte – si è sentita tanto la mancanza di Meryl Streep – e un po’ sotto tono ma molto elegante e dal silenzio parecchio rumoroso. In ultimo c’ha pensato una donna a ravvivare la platea, la straordinaria Jane Fonda salita sul palco per premiare il Migliore Film.

Margherita Bordino

TUTTI I PREMI OSCAR DEL 2020
MIGLIOR FILM – Parasite
MIGLIOR REGIA – Bong Joon Ho per Parasite
MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA – Joaquin Phoenix per Joker
MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA – Renée Zellweger per Judy
MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE – Toy Story 4
MIGLIOR DOCUMENTARIO – American Factory
MIGLIOR FILM INTERNAZIONALE – Parasite
MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE – Parasite
MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DOCUMENTARIO – Learning to Skateboard in a Warzone (If You’re a Girl)
MIGLIOR CANZONE – “(I’m Gonna) Love Me Again” – Rocketman
MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE – Jojo Rabbit
MIGLIOR TRUCCO E ACCONCIATURE – Bombshell
MIGLIORE SCENOGRAFIA – C’era una volta a Hollywood
MIGLIOR EFFETTI SPECIALI (“visual effects”) – 1917
MIGLIOR FOTOGRAFIA – 1917
MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA – Brad Pitt per C’era una volta a Hollywood
MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA – Laura Dern per Storia di un matrimonio
MIGLIORI COSTUMI – Piccole donne
MIGLIOR MONTAGGIO – Ford V Ferrari
MIGLIOR COLONNA SONORA ORIGINALE -Joker
MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DI ANIMAZIONE – Hair Love
MIGLIOR CORTOMETRAGGIO – The Neighbors’ Window
MIGLIOR SONORO – Ford v Ferrari
MIGLIOR MONTAGGIO SONORO – 1917

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.