Romaff14. realtà versus genere, apre Motherless Brooklyn di Norton

Dalle preaperture al cinema di genere. Dai temi attuali alle grandi star. Il diverso, l’emancipazione femminile, l’omosessualità, i colpi di pistola tra le strade di New York e la chirurgia cinematografica di un grande autore. Al via la Festa del Cinema di Roma!

Motherless Brooklyn
Motherless Brooklyn

Edward Norton presenta il suo noir ed Ethan Coen si sofferma sul miglior horror di sempre (non suo ovviamente!). È così che inizia la 14esima Festa del Cinema di Roma preceduta da una serie di preaperture. Da Maleficent – Signora del Male con Alice nella Città al biopic su Mario Mieli, Gli anni amari. Il direttore artistico Antonio Monda sceglie in apertura un film di genere e d’autore, Motherless Brooklyn, in cui pallottole e regolamento dei contri fanno da apri pista per il grande evento della Festa, e quindi l’anteprima nazionale del The Irishmandi Martin Scorsese da molti etichettato come il “film definitivo” del regista.  A primo occhio e già dalle prime ore la Festa del Cinema si mostra contenitore di un grande numero di film italiani che cercano una vetrina per la giusta distribuzione.

CHI VOLA E CHI CERCA LIBERTÀ

La Festa del Cinema di Roma ha dato spazio in preapertura ad alcuni film centrali per il nostro tempo. L’uomo senza gravitàdi Marco Bonfanti ha proposto un racconto incentrato sulla leggerezza, sulla paura del giudizio altrui e sulla mercificazione del diverso. La prima donnadi Saccucci ha riportato alla Luce la storia di Emma Carelli, la prima ad essere artista e manager del Teatro dell’Opera di Roma a fine del primo decennio del 900. Un ritratto di emancipazione e al tempo stesso una storia di disuguaglianza. Gli anni amari di Adriatico hanno tolto la polvere sulla breve e intensa vita di Mario Mieli, figura fondamentale del movimento omosessuale italiano. Un poeta, uno scrittore, un genio che come avviene nei migliori casi ha sofferto di una maledizione interna che lo ha spinto alla solitudine e  poi al gesto più estremo. E La giostra dei giganti di Rondinelli che guida lo spettatore all’interno del Carnevale di Viareggio mostrando il dietro le quinte di un evento riconosciuto a livello internazionale a cui lavorano una serie di figure e maestranze troppo spesso nascoste. Un documentario che mostra con un taglio ironico e magico la storia del nostro Paese e della politica preponderante da personaggi a questioni ambientali.

L’ALTRA TESTA DI JOEL

Come ripetuto più volte da Antonio Monda lo sceneggiatore e produttore Ethan Coen ha scelto un incontro con il pubblico assai spiazzante. Per la tematica scelta e sviluppata: la chirurgia cinematografica. Ethan così simbiotico con il fratello Joel al punto da non sapere effettivamente dove inizia il lavoro dell’uno e dove quello dell’altro, mostra agli spettatori in sala una serie di clip tratte da film per lui fondamentali e parte di un certo cinema che oggi difficilmente verrebbe realizzato. Immagini forti, precedute anche da un cartello ad ingresso sala. Ethan Coen si sofferma su un film in particolare Audition di Takashi Miike. “Lui è fantastico, lui ha brio: uno dei piaceri di vedere film che arrivano da altri Paesi è guardare attori che non conosci, bravissimi loro due. Molti film sono grafici in maniera sciocca, questo invece è il miglior film di Miike. È una storia ‘MeeToo’ degli anni ’90, ti succede questo…” ovvero aghi negli occhi e piedi mozzati, nel dettaglio della scena che sceglie di mostrare. Un modo per lui di parlare di censura cinematografica forse oggi troppo esasperante.

EDWARD PANTERA ROSA NORTON

Meno violento di Miike ma pur sempre devoto a un genere abbastanza avvincente è il nuovo film di Edward Norton che in Italia vedremo con Warner Bros. Motherless Brooklyn è un noir d’autore. Motivato, convinto di se e fortemente americano. In scena un Norton eccellente che non solo riserva per se il ruolo del protagonista ma firma anche regia e sceneggiatura. È la storia di un detective affetto dalla sindrome di Turette che indaga sull’omicidio del suo capo nonché caro amico. Una storia che arriva da un romanzo che Norton sposta dagli anni 90 agli anni 50 pur restando in una Brooklyn affascinante. La vendetta, o meglio la ricerca di giustizia per la morte dell’amico finisce con l’invadere il territorio politico che riguarda gli equilibri dell’intera città di New York. Qui Norton, il suo personaggio, si muove per la città come una pantera rosa che fiuta il marcio e che inevitabilmente si innamora della donna da salvare. Un film di genere molto interessante, con una base musicale parecchio incalzante, che finisce con l’essere un po’ pesante per il circolo vizioso che ha al suo interno. Elemento di grande forza è la malattia del protagonista, a tratti ironica e smorzatrice di toni ma che non assume alcun valore aggiunto al personaggio – cosa che sarebbe potuta essere fondamentale e spiazzante. Una buona opera seconda che viene frenata da qualcosa di misterioso.

Margherita Bordino

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.