ROMAFF14. La Belle Époque e il fascino di Fanny Ardant

Un viaggio nel tempo ma restando nel presente per ritrovare il grande amore. Dal Festival di Cannes alla Festa del Cinema di Roma arriva Fanny Ardant con Nicolas Bedos per presentare l’elegante La Belle Époque, un affascinante e nostalgico “Truman Show”.

La belle époque
La belle époque

Prima tappa della 14esima Festa del Cinema di Roma, quattro giorni pieni di appuntamenti e star maschili. L’unica donna a brillare sul Red Carpet è Fanny Ardant. Non ama viaggiare ma ogni qual volta le propongono di venire in Italia e a Roma non ci pensa due volte. “Sono molto grata a voi italiani. Mi avete insegnato a essere ironica, a prendere la vita nel modo giusto. Con distacco elegante, intelligenza vitale come Ettore Scola che sul set di ‘La famiglia’ ci faceva passare il tempo giocando a poker. Qui in Italia ho capito che il caos è la mia patria”, dice. Fanny Ardant questa volta è a Roma per uno degli Incontri Ravvicinati e per presentare il film La Belle Époque che vedremo nelle nostre sale il 7 novembre con I Wonder Pictures. Pur non arrivando proprio sotto i riflettori della stampa italiana, nella quarta giornata di Festa del Cinema arriva anche lei Mira Sorvino l’attrice premio Oscar, tra le prime a rivelare le violenze e gli abusi subiti da Harvey Weinstein.

L’IMPORTANTE È ESSERE FELICI SUL SET

Fanny Ardant si racconta al pubblico della Festa del Cinema di Roma. Dal suo rapporto e ricordo col cinema italiano alla sua “malattia” per il teatro. È una donna incantevole, una diva d’altri tempi che ha una immensa disponibilità. Per raccontarsi sceglie alcuni momenti chiave del suo percorso. La signora della porta accanto di Truffaut, primo film in assoluto in cui l’amore lo sentiva nell’aria anche se si tratta di una trama abbastanza triste. Ammette che questo è il film che vorrebbe girare un’altra volta, che vorrebbe rivivere. Ad un certo punto della sua carriera Fanny Ardant scegli di passare dietro la macchina da presa; non un disamore per la recitazione, bensì una quasi immediata conseguenza dei pomeriggi vuoti in attesa di andare in scena in cui ha iniziato a scrivere soggetti. Il cinema per lei è un grandissimo punto di riferimento artistico, professionale, sentimentale ma ammette che è con il teatro che ha un rapporto di amore e odio, come fosse una dipendenza dalla quale non riesce ad allontanarsi. Per alcuni è l’ultima vera diva, per altri è una donna dal grande fascino, anche intellettuale. Fanny Ardant a Roma si è mostrata come una donna che non fa distinzione di genere, che ama il suo mestiere, lo fa al meglio e cerca di vivere appieno il set e i suoi personaggi. Tra tutti forse, si sentirà per sempre addosso quello di Maria Callas, portato sul grande schermo dal compianto Zeffirelli e sul palcoscenico da Polanski.

La belle époque
La belle époque

IL LETTERARIO LA BELLE ÉPOQUE

Victor è un uomo all’antica reticente verso il mondo digitale. Un po’ annoiato del suo presente e in profonda crisi con la moglie, accetta la proposta di un eccentrico produttore: rivivere il giorno più bello della sua vita grazie all’uso di scenografie cinematografiche, comparse e trucchi di scena. Victor sceglie di tornare al 16 maggio del 1974, il giorno in cui in un café di Lione ha incontrato la donna della sua vita, la bellissima Marianne. La Belle Époque è un film straordinario. Letterario, ironico, cinico, a tratti nostalgico e a tratti perfido verso il presente. Da Daniel Auteuil a Fanny Ardant, da Pierre Arditi a Guillaume Canet fino ad arrivare alla rivelazione di Cannes 2019 Doria Tillier, è un film interpretato dalle stelle del cinema e del teatro francese. Una narrazione complessa, sviluppata come fosse un gioco e perfettamente sinergica tra tutti gli elementi. I colori degli anni ‘70, il loro essere anni liberi e femministi, le musiche perfette, i dialoghi pungenti e diretti. La Belle Époque non è la sorpresa della Festa del Cinema ma la sorpresa cinematografica più gradita degli ultimi anni. E a quanto pare, a detta del regista, il cinema americano che ci vede sempre molto lungo ha già in lavorazione un remake. La Belle Époque è un film che travolgerà tutti. Chi ama, chi vorrebbe tornare indietro per sistemare le cose, chi ha un figlio troppo caro e chi un marito o una moglie che dopo tanto, tantissimo vede come un bastian contrario, ma ama molto. E anche chi ha uno spirito maledetto ma in realtà ha solo paura di soffrire ancora.

DOPO WEINSTEIN UNA NUOVA VITA

Dopo tanti uomini alla Festa del Cinema, oltre all’attrice francese arriva anche Mira Sorvino che sta vivendo un buon momento lavorativo. È tra le prime donne che hanno avuto il coraggio di denunciare le violenze subite da Harvey Weinstein. Il suo ribellarsi alle avance del produttore le era costato l’esclusione per anni da molti progetti di alto profilo, tra i quali Il signore degli anelli, come ha confermato Peter Jackson. “Come parte del movimento #metoo, spero di aiutare a dare coraggio a tutte quelle donne che sono sopravvissute a forme di violenza, abusi e sopraffazioni”, afferma in conferenza stampa. Alla Festa del Cinema è presente per accompagnare il film Drowning, film scritto, diretto e interpretato dall’amica Melora Walters, in prima mondiale alla Festa. Si racconta il viaggio interiore di una madre sopraffatta dal dolore e dalla paura, per la sorte del figlio, soldato inviato in missione in Iraq. Mira Sorvino interpreta qui la proprietaria della libreria dove lavora questa madre e della regista commenta: “Melora è una delle mie più care amiche da vent’anni, avevo già recitato per lei in un corto e nella sua opera prima Watertiger Lily. Per Drowning voleva che il mio personaggio apparisse come una che sa godersi la vita, frequenta tanti uomini, ma che in realtà indossa una maschera”. La forza del film è che tutti i personaggi hanno una profonda vita interiore, riflettendo molto sul dolore, sul senso di perdita e sulla delusione.

-Margherita Bordino

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.