Una serie tv sui talenti: Collater.al lancia Any Creative Form. L’intervista

Sei pillole video raccontano i nuovi talenti internazionali: designer, street artist, papier artist e così via. Ci ha raccontato tutto Alessandro Timpanaro, direttore creativo di Collater.al.

Any Creative Form David Doran Collater.al
Any Creative Form David Doran Collater.al

La storia di Collater.al l’abbiamo già raccontata. Nato alla fine del 2009 come blog d’ispirazione di un gruppo di amici che “lo portavano avanti con la mano sinistra, presi dai loro lavori principali”, – come ci raccontava nel 2018 Luca Di Marco (fondatore insieme a Gabriele Infranca e Alessandro Timpanaro) diventa ben presto un magazine di successo. A luglio scorso l’apertura dello studio, un po’ coworking, un po’ spazio espositivo, un po’ redazione. Oggi la nascita di una web serie che racconta i nuovi talenti creativi, realizzata con Loft Films, casa di produzione di Londra, diretta da Daniel Fazio, e online su Vimeo. Ci ha raccontato il progetto Alessandro Timpanaro.

Any Creative Form | Domenico Romeo from Collater.al Studio on Vimeo.

Come nasce la serie tv e con quali esigenze?
Any Creative Form è un progetto a cui abbiamo lavorato per due anni in collaborazione con la casa di produzione londinese Loft Films del nostro amico Daniele Fazio. Nasce sia dall’idea di far evolvere Collater.al, strutturandola come una vera e propria media company capace di ideare, produrre e vendere contenuti editoriali e commerciali e la loro amplificazione. Ma è anche una sorta di nostro manifesto: Collater.al vuole essere un ponte tra nuovi talenti creativi e pubblico digitale, nuovi talenti creativi e brand. Perché l’arte e la creatività sono probabilmente i più interessanti veicoli/strumenti/risorse per la creazione di contenuti che abbiano un valore.

Any Creative Form | Trailer from Collater.al Studio on Vimeo.

È la prima esperienza di Collater.al nel mondo della produzione?
Da ormai due anni produciamo contenuti per i brand. Fino ad ora ci eravamo dedicati a produzioni fotografiche e video look book o piccole campagne per i clienti con cui collaboriamo. Da quest’anno abbiamo iniziato a lavorare a produzioni di tipo diverso e anche slegate dalle dinamiche commerciali. Ad inizio anno avevamo scritto, prodotto e realizzato anche un videoclip musicale per un artista emergente, sempre in collaborazione con Loft Films.

Come avete selezionato i talenti?
Alcuni degli artisti coinvolti erano artisti con cui avevamo già collaborato o avevamo recensito. Poi il nostro lavoro di redazione ci “costringe” ogni giorno a fare ricerca e scouting di nuovi talenti creativi, anche non troppo noti, ma capaci di utilizzare strumenti diversi, innovativi o nuovi canali di comunicazione.

Ci raccontate chi sono e che fanno?
Ci sono due italiani, il lettering artiste e calligrafo Luca Barcellona, e il designer e street artist Domenico Romeo. Poi la paper artist parigina Aurely Cerise, l’illustratore inglese David Doran, il pittore filippino Uttaporn e il designer Erbil Sivaslıoğlu, fondatore dello studio turco Bitti Gitti. 

Quale è il messaggio che desiderate inviare con questo progetto?
Any Creative Form vuole essere una riflessione sulla creazione artistica e la sua fruizione nell’epoca digitale. Intende promuovere la contemporanea cultura creativa, la sua mutazione scaturita con l’avvento delle piattaforme sociali e la conseguente nascita/affermazione di nuovi talenti grazie all’uso di canali di comunicazione alternativa. Ci rendiamo conto che si tratta di un’idea ambiziosa. 

Pensate ad una prosecuzione del progetto?
La nostra intenzione è quella di produrre una seconda stagione, magari trovando una partnership con un canale tematico o con un distributore di contenuti d’intrattenimento. E poi ci piacerebbe pensare a degli spin-off, una serie dedicata solo ai calligrafi, una a nuovi talenti musicali, una ai nuovi nomi della street art…

E poi?
Vorremmo esplorare per i brand contenuti non strettamente di prodotto, ma andare anche verso proposte più narrative o più propriamente editoriali. Un po’ come hanno fatto negli ultimi anni realtà come Vice, Mashable, BuzzFeed. Ovviamente con le dovute differenze, con i tempi giusti e con il nostro tono di voce. Siamo in piena fase creativa.

 Santa Nastro

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.