Sognando la Luna: tutte le opere che la raccontano a 50 anni dall’Allunaggio

Celebrando il cinquantesimo anniversario dell’allunaggio, è inevitabile ripercorrere l’immaginario contemporaneo – tra arte, cinema e letteratura – che, per così dire, ruota attorno al nostro satellite.

Fabio Mauri, La luna (1968) fotografia di Ugo Mulas
Fabio Mauri, La luna (1968) fotografia di Ugo Mulas

Ovviamente, la Luna ha affascinato gli esseri umani fin dall’antichità, dalla Storia vera (II sec. d.C.) di Luciano di Samosata, in cui la nave che trasporta l’autore e i suoi cinquanta compagni viene sollevata da un tifone fino a tremila stadi d’altezza e, dopo otto giorni di volo, finisce “in una terra vasta come un’isola, splendente e sferica e illuminata da una grande luce” trovandosi nel bel mezzo di una guerra stellare tra il sovrano Endimione e il re rivale Fetonte che governa il Sole, a Astolfo che nell’Orlando furioso di Ludovico Ariosto (1516, c. XXXIV, vv. 70-87) si reca proprio sulla Luna – dove si raccolgono le cose perse sulla Terra – per recuperare il senno del paladino cristiano, momentaneamente impazzito a causa del tradimento di Angelica, fino al Canto notturno di un pastore errante dell’Asia di Giacomo Leopardi: “Che fai tu luna in ciel? / Dimmi, che fai / silenziosa luna? // Che fa l’aria infinita, / e quel profondo / infinito seren? / Che vuol dir questa / solitudine immensa? / Ed io che sono?

LA LUNA NELLA LETTERATURA E NEL CINEMA

La Luna è sempre stata dunque una sorta di specchio, in cui si riflettono le domande, i desideri e le ansie dell’uomo: nell’ultimo centinaio d’anni, ovviamente, questa proiezione non ha fatto altro che intensificarsi. Dopo Georges Méliès, il riferimento principale è senza dubbio 2001: A Space Odyssey (2001: Odissea nello spazio, 1968) di Stanley Kubrick, tratto dal romanzo omonimo di Arthur C. Clarke, che precede esattamente di un anno lo sbarco. L’accuratezza dei dettagli e degli effetti ha fatto venire nel corso degli ultimi cinquant’anni il dubbio a parecchi – compreso chi scrive – che sia stato proprio Kubrick a realizzare in studio le meravigliose immagini dell’allunaggio (: il che non escluderebbe affatto la veridicità dell’evento, e onorerebbe invece l’intelligenza pratica e la visionarietà dei responsabili della comunicazione della NASA). È praticamente impossibile sopravvalutare l’impatto e l’influenza di questo film non solo sul cinema successivo, ma sull’intero immaginario culturale collettivo (da Space Oddity di David Bowie a The Dark Side of the Moon dei Pink Floyd, alla copertina di Presence dei Led Zeppelin, fino a Dark Star di John Carpenter, I Simpson, Futurama e Amused to Death di Roger Waters).

LE OPERE D’ARTE: DA MAURI A MALZBERG

Pressoché contemporanea di 2001 è La luna di Fabio Mauri, originariamente realizzata per la pionieristica rassegna Teatro delle mostre (1968) alla Galleria La Tartaruga di Plinio De Martiis, ed esposta successivamente nell’ambito della mostra epocale Vitalità del negativo (1970), curata da Achille Bonito Oliva al Palazzo delle Esposizioni di Roma: di recente l’opera – caratterizzata da una sorta di allegra desolazione – è stata visitabile in occasione della mostra Dalla caverna alla luna (2017) al Centro Pecci di Prato.  Più di recente, l’artista inglese Luke Jerram ha portato in giro per il mondo la sua mostra Museum of the Moon, che consiste in una gigantesca scultura del satellite (7 metri di diametro) e in proiezioni di immagini NASA della superficie lunare.  Completando il nostro mini-tour con la fantascienza letteraria “oltre-Clarke”, nel capolavoro di Barry Malzberg, Beyond Apollo (1972), che chiaramente fa riferimento fin dal titolo alle spedizioni reali, l’astronauta Harry Evans al suo ritorno dalla missione spaziale continua a fornire versioni differenti e tutte inaffidabili: man mano che proseguiamo nella lettura del romanzo, ci accorgiamo che il protagonista potrebbe essere psicotico, un potenziale assassino, o addirittura qualcosa di completamente diverso rispetto alla persona che è partita.

LA SCIENCE-FICTION

Nell’ambito della fantascienza contemporanea, si segnala per completezza e profondità la recente trilogia narrativa di Ian MacDonald (New Moon-Luna nuova, 2015; Wolf Moon-Luna piena, 2017; Moon Rising-Luna crescente, 2019). La storia – già opzionata per diventare una serie tv, e prontamente definita la “Game of Thrones dello spazio” – è basata sulle vicende della potente dinastia Corda, una delle cinque famiglie che controllano la colonia feudal-industriale sulla Luna: la tecnologia tiene a bada l’ambiente ostile ma i quattro elementi essenziali alla vita (aria, acqua, carbone e dati) costano cari, e dei simpatici chibs impiantati nell’occhio dei coloni ricordano a tutti il livello dei consumi individuali. Insomma, in attesa che sul satellite vengano installati almeno una stazione di servizio, un fast-food, una biblioteca e un cinema-teatro, non ci resta che accontentarci degli oggetti artistici e culturali che, da qualche decennio, sognano e riarticolano costantemente la nostra cara piccola gelida Luna.

-Christian Caliandro

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Christian Caliandro
Christian Caliandro (1979), storico dell’arte contemporanea, studioso di storia culturale ed esperto di politiche culturali, insegna storia dell’arte presso l’Accademia di Belle Arti di Foggia. È membro del comitato scientifico di Symbola Fondazione per le Qualità italiane. Ha pubblicato “La trasformazione delle immagini. L’inizio del postmoderno tra arte, cinema e teoria, 1977-’83” (Mondadori Electa 2008), “Italia Reloaded. Ripartire con la cultura” (Il Mulino 2011, con Pier Luigi Sacco) e “Italia Revolution. Rinascere con la cultura” (Bompiani 2013). Cura su “Artribune” le rubriche inpratica e cinema; collabora inoltre regolarmente con “La Gazzetta del Mezzogiorno”, “minimaetmoralia”, “che-Fare”. Ha curato mostre personali e collettive, tra cui: “The Idea of Realism // L’idea del realismo” (2013, con Carl D’Alvia), “Concrete Ghost // Fantasma concreto” (2014), entrambe parte del progetto “Cinque Mostre” presso l’American Academy in Rome; “Amalassunta Collaudi. Dieci artisti e Licini” presso la Galleria d’Arte Contemporanea “Osvaldo Licini” di Ascoli Piceno (2014); “Sironi-Burri: un dialogo italiano (1940-1958)” presso lo spazio CUBO (Centro Unipol Bologna, 2015); “RIFTS_Abate, Angelini, Veres” (Artcore, Bari 2015); “Opera Viva Barriera di Milano” (Torino 2016); “La prima notte di quiete” (i7-ArtVerona, 2016).