Animazione, politica e nuovi autori. La 34esima Settimana Internazionale della Critica di Venezia

Annunciato il programma della sezione parallela e indipendente della Mostra del Cinema di Venezia. È da qui che entra nel mood veneziano del festival in attesa del 28 agosto. La SIC propone una selezione “figlia del suo tempo.

All this Victory
All this Victory

 C’è un italiano in Concorso alla 34esima edizione della Settimana Internazionale della Critica di Venezia. Si tratta di Tony Driver diretto da Ascanio Petrini, per una coproduzione Italia – Messico. Il Delegato Generale della SIC, Giona Nazzaro, ha annunciato il film definendolo “polito”. “Sarà un film che farà arrabbiare Trump ma anche Salvini”. È da qui che scatta l’inevitabile curiosità di approfondire la nuova selezione della SIC: non solo ci sono temi politici, ma anche una chiara ricerca di un cinema che si rivolga a un pubblico più ampio e che si faccia sempre più arma di conoscenza, cultura e divulgazione. La selezione della 34esima SIC cerca di rispondere alla domanda “Quale cinema oggi?”. La nuova commissione selezionatrice, composta da Giona Nazzaro, Paola Casella, Simone Emiliani, Beatrice Fiorentino e Roberto Manassero ha scelto, tra oltre 500 titoli, 7 film che hanno una forte pertinenza con il presente. Lo stesso Delegato Generale sottolinea: “così come ci ha insegnato Roberto Rossellini. Un cinema che ripudi la nostalgia. In grado di pensare il presente per immaginare il futuro. Il cinema è un’invenzione senza futuro solo se non saprà vivere nel qui e ora della Storia”. Film d’apertura della 34esima SIC è Bombay Rose di Gitanjali Rao, opera d’animazione interamente disegnata a mano, e film di chiusura Sanctorum di Joshua Gil, che mette in scena l’apocalisse come riscatto degli ultimi.

Bombay Rose
Bombay Rose

PANORAMICA SUL CONCORSO

I film in Concorso alla 34esima Settimana Internazionale della Critica sono sette. Tony Driver, come già anticipato, è l’italiano in competizione. Un film che vuole mostrare e riflettere sull’inutilità delle frontiere, delle barriere che oggi troppo vengono discusse e applicate. Accanto a questo titolo altri film provenienti da ogni dove. All This Victory di Ahmad Ghossein si concentra in una lunga e terribile notte: ci troviamo nel Libano del 2006 e la guerra infuria tra Hezbollah e Israele. Parthenon di Mantas Kvedaravičius, un film che si svolge fra il Sudan, la Grecia, la Turchia e l’Ucraina e che coinvolge tre destini incrociati tra amore e vendetta. The Prince di Sebastian Muñoz, un melodramma carcerario ambientato nel Cile del 1970 in cui la lotta di potere diventa evidente anche in un luogo così angusto. Psychosia di Marie Grahtø, ispirato alla vera storia medica della regista, segue le vicende della protagonista, una singolare ricercatrice nel campo del suicidio. Rare Beasts di Billie Piper racconta di Mandy che è una madre, una sceneggiatrice, una nichilista. Una donna moderna in crisi. E poi Scales di Shahad Ameen, giovanissima regista saudita che sceglie di lavorare con il bianco e nero per una favola feroce divisa tra sacrificio e salvezza. Accanto al Concorso c’è nuovamente la sezione [email protected], in collaborazione con Istituto Luce Cinecittà, dedicata a cortometraggi che poi vengono seguiti e spinti in giro per il mondo.  Tra i cortometraggi, ma come evento speciale, spuntano anche Passatempo di Gianni Amelio e con Renato Carpentieri e Destino di Bonifacio Angius, il regista di Ovunque proteggimi. Il primo è tra i più “giovanili” autori del nostro paese, il secondo è tra i nuovi talenti da tenere d’occhio. 

NUOVA SIGLA E NUOVO VISUAL

Per la 34esima Settimana Internazionale della Critica inizia un nuovo triennio e con esso è stata scelta una nuova sigla. Si tratta di un frammento di una scena lunga 12 minuti tratta dal primo atto di Eerie di Kevin Jerome Everson (2010), in cui la piccola Mathilda Washington osserva con grande intensità la fiammella di una candela. “Ci piaceva questo senso di un’indagine costante, di una vigilanza costante e di un’interrogazione forte portata nei confronti del mondo, che solo il cinema riesce a cogliere in queste forme così radicali e ineffabili”. Mentre per quanto riguarda il visual di questa edizione, la SIC ha scelto una immagine di luci e persone all’interno di un vortice quasi marino. Una immagine di Christelle Halal, artista e docente dell’Accademia Libanese di Belle Arti. Christelle Halal spiega così l’immagine: “poiché viviamo in un mondo che è sempre più diviso dalla politica, l’arte rimane uno dei pochi mezzi in grado di unire le persone indipendentemente dalla loro origine. La Settimana della Critica di Venezia è sempre stata una sezione che mette in luce i registi del futuro con un’enfasi sulla diversità. Volevo trasmettere con questa immagine quella sensazione di creazione senza vincoli di etichette, genere o nazionalità. Questi corpi galleggianti si dirigono verso una luce splendente, abbracciando un futuro più luminoso in cui tutte le barriere sono crollate”. 

– Margherita Bordino

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.