La mia vita con John F. Donovan, Wolf call, Toy Story: i film della settimana al cinema

L’enfant prodige Xavier Dolan, l’esordio alla regia di un ex diplomatico francese e il finale perfetto della saga cinematografica d’animazione per eccellenza.

Le fragilità dell’uomo, gli equilibri geopolitici traballanti e la necessità di appartenere a qualcuno. Il caldo in Italia si fa sempre più forte la sala cinematografica potrebbe essere il luogo perfetto per cercare una “tregua”. Questa settimana la scelta si fa difficile. Drammatico, thriller e d’animazione, i film in arrivo portano con se una vagonata di elementi positivi per la visione. Finalmente esce in sala il film americano di Xavier Dolan di cui avevamo perso le tracce e che allo scorso Festival di Cannes ha presentato già il suo lavoro successivo. Un ex diplomatico francese balza dietro la macchina da presa e come fosse un regista navigato realizza un thriller subacqueo eccellente. La Disney Pixar regala ai bambini degli anni ’90 il finale perfetto della saga d’animazione con protagonisti gli amici Woody e Buzz Lightyear.

Margherita Bordino

1. LA MIA VITA CON JOHN F. DONOVAN

John Donovan

La mia vita con John F. Donovan è uno dei film che cinefili e critici italiani hanno atteso con ansia. La sua uscita in sala a livello mondiale è stata più volte posticipata “permettendo” ingiustamente a vari rumor di criticare negativamente il film e il suo regista Xavier Dolan, che ad oggi continua a essere l’enfant prodige del cinema contemporaneo. La mia vita con John F. Donovan, in sala con Lucky Red, doveva rappresentare il passo di svolta per Dolan che, dopo una veloce carriera notevole con film francofoni, affronta per la prima sceneggiatura in inglese con cast americano e di fama internazionale (Natalie Portman, Kathy Bates, Susan Sarandon e soprattutto Kit Harington) lasciandosi accompagnare da una storia che coniuga i temi da sempre cari. La mia vita con John F. Donovan ha al centro la corrispondenza tra un ragazzino di 11 anni e una star in ascesa, colpita nel mentre anche da uno scandalo sul suo presunto orientamento sessuale. Il rapporto di penna tra questi due personaggi, lontanissimi per età e quindi generazione, crea un parallelismo interessante tra le loro vite accomunate dai rapporti paterni difficili, da orientamenti sessuali omosessuali e un legame profondo e complesso con le rispettive madri.

2. WOLF CALL – MINACCIA IN ALTO MARE

Wolf Call

Quando si pensa al cinema francese si pensa alle commedie d’amore travolgenti, passionale o alle commedie più leggiadre. E bene, Wolf Call – Minaccia in alto mare è un film francese ma ha un impianto molto più internazionale, è thriller militare che si svolge per la maggior parte a bordo di un sottomarino, un po’ all’americana. Wolf Call – Minaccia in alto mare è l’opera prima di Antonin Baudry, ex uomo di diplomazia. Non solo la storia è avvincente e trascina lo spettatore con sé senza alcuna difficoltà, ha anche un livello visivo altissimo: uso perfetto delle luci e delle ombre e una CGI ottimamente realizzata. Wolf Call – Minaccia in alto mare racconta di un Orecchie d’Oro, un tecnico altamente specializzato del suono, addetto al sonar di bordo e addestrato dalla CIRA (Centre d’interprétation et de reconnaissance acoustique). Attaccati durante un’operazione segreta da un misterioso sottomarino impossibile da classificare, i francesi sono costretti a rispolverare la minaccia atomica esplorando i complessi equilibri umani e psicologici che governano i sottomarini nucleari. Al cinema con Adler Entertainment.

3. TOY STORY 4

Toy Story 4

Con un inizio strepitoso nel 1995 arriva nel 2019 la chiusura ultima di un cerchio emozionante e psicologico che ha conquistato più di una generazione affidando ai giocattoli una vera e propria identità e personalità. In sala con Disney Pixar arriva Toy Story 4 che per il pubblico italiano è il primo film della saga d’animazione senza Fabrizio Frizzi come voce di Woody (al suo posto c’è Angelo Maggi, doppiatore italiano di Tom Hanks, voce originale del personaggio). Sembrava che la storia del cowboy Woody, l’astronauta Buzz Lightyear e tutti gli altri scatenati giocattoli fosse conclusa con l’ormai 17enne Andy che regala i suoi pupazzi alla piccola Bonnie e invece 24 anni dopo il primo film arriva il vero finale (anche se si spera in un continuum). Tra le new entry di Toy Story 4 c’è Forky, forchetta di plastica in crisi d’identità perché trasformata in giocattolo da Bonnie all’asilo. I temi centrali questa volta sono: le donne che si fanno avanti e prendono in mano la situazione (elemento altamente spoiler!), i giocattoli che diventano adulti, la crisi e la necessità dell’abbandono.

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.