La modernità di Palladio chiude la stagione dell’arte al cinema di Magnitudo Film

Andrea Palladio raccontato dalla voce di professori universitari e studenti. Una lezione completa di architettura e cultura che arriva sul grande schermo fornendo un racconto insolito e per nulla banale, andando alla ricerca del significato di “perfezione” di uno dei massimi uomini del nostro Rinascimento

Film Palladio
Film Palladio

Ultimo appuntamento della stagione con l’arte al cinema. Palladio chiude un ciclo di racconti che Magnitudo Film insieme a Chili ha portato in questo percorso sul grande schermo. I docu-film sull’arte che negli scorsi mesi abbiamo visto al cinema sono Bernini, Dinosaurs, Mathera, Leonardo Cinquecento, Wunderkammer – Le stanze della meraviglia e Canova. Palladio, dedicato all’architetto Antonio Palladio, è il settimo appuntamento di Magnitudo Film, nelle sale cinematografiche il 20, 21 e 22 maggio. Il racconto di uno degli architetti più influenti di sempre che con la sua opera ha ispirato la costruzione dei più importanti edifici del potere del mondo, tra questi negli Stati Uniti d’America la Casa Bianca e il Congresso. Il film d’arte, realizzato in 8K, intreccia il contesto storico e culturale di Palladio con la sua attuale e moderna eredità. Un documentario che da voce ai palladiani contemporanei, a coloro che oggi studiano, vivono e preservano l’opera di Palladio per le generazioni future.

I RILIEVI E LA PROGETTAZIONE

Palladio non è solo uno degli architetti più influenti di sempre (non solo del Rinascimento), è anche uno degli artisti che ha cercato la leggiadria della perfezione assoluta. A Gian Giorgio Trissino deve la sua fortuna. È Trissino che porta questo giovane scalpellino a Roma, una città caotica, trascurata, in cui Palladio cerca di dare forma all’ordine, partendo appunto dal caos. Palladio non è certo il primo architetto che da fuori, in questo caso Padova, si reca a Roma. La sua diversità, ciò che lo distingue dagli altri, sta nei rilievi: non solo lui disegna gli edifici che vede, come ad esempio il Pantheon, ma ripropone l’immagine di come questi sono stati costruiti. È il primo architetto ad avere messo nero su bianco una simile immagine di progettazione. Inoltre, gli attributi feudali intrecciati alla cultura classica fanno di Palladio quasi un’eccezione del suo tempo. Senza rivelare troppo del contenuto del film è bene prepararsi alla visione riflettendo sull’interrogativo che pongono e cercano di risolvere alcuni giovani studenti nel doc stesso: l’architettura di Palladio, la sua idea di architettura, è da considerarsi neutrale? Forse si e forse no, di certo voleva fare conoscere il suo pensiero, la sua idea di forme e perfezione, altrimenti oggi non godremmo dei Quattro libri dell’architettura, ovvero del trattato in quattro tomi pubblicato nel 1570 dello stesso architetto Palladio.

PERCHÉ UN DOC SU PALLADIO

In un evento collaterale di presentazione del listino Magnitudo alla Mostra del Cinema di Venezia il Professore Antonio Foscari ha detto al film Palladio: “Abbiamo girato nella Villa Saraceno. Quella di Palladio è un’arte iconica, astratta, difficile da rappresentare per immagini. Cercava di sintetizzare l’antichità, anche attraverso un’istanza veneziana. Costruiva un linguaggio universale, con un’apertura profetica verso una nuova società. Gli inglesi, che si aprivano alla modernità, lo notarono subito. Tutte le sue opere sprigionano un alto livello di poesia. Il film è una sfida”. E Francesco Invernizzi, fondatore e AD di Magnitudo Film ha affermato: “Il professore è stato la nostra guida. Abbiamo lavorato in Veneto e poi negli Stati Uniti, dove abbiamo girato in luoghi a cui è difficile avvicinarsi per una questione di permessi, come la casa di Jefferson”. Da queste due dichiarazioni si buon intendere come Palladio, ultimo film d’arte della stagione, è forse quello più particolare e forse ambizioso. Un film che, altro non è, una vera perla di questo listino, realizzata con la giusta intuizione del coinvolgimento di chi giovane l’arte la studia. “Palladio inizia come voi, con un lungo tirocinio artigianale”. E con queste parole prende il via una grande lezione di architettura, arte e cultura in senso più ampio.

Margherita Bordino

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.