Dumbo, Likemeback, Border: I 3 film della settimana da non perdere al cinema

In questo weekend arrivano nelle nostre sala dieci nuovi ma il ritorno di Tim Burton, e con un classico Disney, sarà sicuramente sul podio degli incassi. Ad affiancare questa uscita tra i consigli della settimana ci sono anche un film di finzione dallo stile documentaristico e un altro che ha i sintomi della favola contemporanea e noir.

Il live action di una storia fantastica che fa parte della mondiale tradizione cinematografica e che con la regia di Tim Burton trova un perfetto equilibrio tra la sua idea di cinema e le necessità del mercato. Un piccolo film italiano che ha tutte le caratteristiche per essere considerato un film di formazione e che si avvale di un’ottima intuizione con spunti attualissimi e legati all’eccessivo uso dei social network. Un lavoro perfettamente “nordico”, che dal romanticismo assoluto tocca le note del noir glaciale e che sin dallo scorso Festival di Cannes fa discutere molto incrociando elementi meravigliosi e inquietanti.

Margherita Bordino

1. DUMBO

Dumbo, il film di Tim Burton

Un padre che torna dalla guerra mutilato. Due figli ansiosi di rivederlo e di ritrovare una stabilità familiare ed emotiva. Un circo trasandato ma con delle caratteristiche forti. Un bebè inatteso che cambierà le sorti di tutti. Questo è il Dumbo di Tim Burton. Un film strepitoso per chi riesce a lasciarsi andare alla tenerezza, al divertimento e ai colori della vita. Un film che a differenza del classico d’animazione sviluppa i personaggi umani e affida a loro il compito di uguaglianza e cambiamento sociale.  È un grande ritorno alla regia di un maestro senza eguali, di un regista che può permettersi di cambiare stile, di strafare, di giocare con luci ed ombre dell’essere umano. Dumbo non è solo un film sul significato della parola diverso, è un quadro visionario e al tempo stesso reale che restituisce alla donne due ruoli belli e intelligenti, mostra più livelli della cattiveria e ha un happy ending fortemente animalista. In sala con Walt Disney Studios.

2. LIKEMEBACK

Limeback

Lavinia, Carla e Danila hanno appena finito il liceo e partono insieme per una vacanza in barca a vela. Sono sole con i loro telefonini e uno skipper, in viaggio lungo le coste della Croazia, piene di sogni, libertà, spensieratezza e inconsapevoli che condividere tutto sui social media trasformerà la loro vacanza in un brutale rito di passaggio all’età adulta in cui nulla, soprattutto la loro amicizia, sarà mai più come prima. Likemeback arriva al cinema dopo essere stato accolto in modo eccellente allo scorso Locarno Film Festiva. Le sue protagoniste sono Blu Yoshimi, Angela Fontana e Denise Tantucci e alla regia c’è Leonardo Guerra Seràgnoli. Un film che tiene tre ragazze al passaggio tra l’adolescenza e l’età adulta ferme su una barca a dovere fare i conti con le proprie paure, speranze, solitudini e social network a volte troppo compromettenti. Un film di finzione ma molto reale. Scritto e studiato come fosse un’indagine sociale. In sala con Nightswim in collaborazione con Altri Sguardi.

3. BORDER

Border

Secondo lungometraggio del regista svedese di origini iraniane Ali Abbasi BORDER, è tratto dal racconto Gräns dello scrittore John Ajvide Lindqvist, definito lo “Stephen King scandinavo”. Border è un film ormai di culto in America e si è presentato al mondo lo scorso maggio al Festival di Cannes. Una impiegata alla dogana è nota per il suo olfatto eccezionale. È come se riuscisse a fiutare il senso di colpa, la paura, la vergogna. Tina è infallibile, fino al giorno in cui Vore, un uomo all’apparenza sospetto, le passa davanti e le sue abilità per la prima volta sono messe alla prova. Tina sente che Vore nasconde qualcosa ma non riesce a decifrare. La donna è irresistibilmente attratta da lui e solo in un secondo momento ne scopre la vera identità. Un film in cui la menzogna e la bugia rincorrono e camuffano la verità. Un film in cui la scelta del proprio io si fa fondamentale. In sala con Wanted, PFA e Valmyn.

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.