Premi Oscar 2019, il Miglior Film è Green Book

Si è conclusa la 91ª edizione della cerimonia degli Oscar dal Dolby Theatre di Los Angeles. Una edizione diversa, insolita. A trionfare sono Green Book, Alfonso Cuaron e Olivia Colman.

Alfonso Cuaron
Alfonso Cuaron

L’amicizia tra un afroamericano e un italoamericano al principio con molti pregiudizi vince l’Oscar 2019. Green Book scansa Roma, ritenuto il film dell’anno, e porta a casa la statuetta come Miglior Film. Il regista Peter Farrelly riceve il premio dalle mani di Julia Roberts e dice: “abbiamo fatto questo film con amore e tenerezza e rispetto”. Un fil che va oltre le differenze e che si pone tra un premio “romantico” e politico. Ad Alfonso Cuaron vanno però il premio come Migliore Regia e Migliore Film Straniero, a Rami Malek viene confermato il premio come Migliore Attore – già suo nei vari altri premi americani -, resta a bocca asciutta e Glenn Close superata “nell’ultima notte” da Olivia Colman.

REGINA KING E MAHERSALA ALI UNA CONFERMA

Per la notte della 91esima edizione dei Premi Oscar un inizio rock. We will rock you e tutti in piedi a ballare e battere le mani con Adam Lambert e i Queen. Segue We are the champions che infiamma il Dolby Theater e regala un inizio folgorante e sicuramente diverso da tutte le altre cerimonie del passato (questa è la prima edizione senza una conduzione!), celebrando l’anno straordinario di Bohemian Rhapsody. In una notte che ha stravolte le carte in tavola due certezze sono state confermate: i premi a Regina King, per il film di Barry Jenkins Se la strada potesse parlare tratto dal romanzo di James Baldwin, e Mahersala Ali per Green Book. Il primo pensiero dell’attrice è andato a James Baldwin, “uno dei più grandi autori del nostro tempo ed è surreale per me essere qui a rappresentarlo. Baldwin ha fatto nascere questo bambino, lo ha cresciuto e sostenuto. Io sono un esempio appropriato di quanto l’amore e il sostegno può fare. Grazie per avermi cresciuta nell’amore”. Mentre Mahersala Ali ha ringraziato dicendo: “ho cercato di catturare l’essenza di questo artista, perché mi ha spinto a cercare la riflessione grazie alla vita che ha vissuto e grazie al regista Peter Farrelly per averci dato spazio. Dedico questo premio a mia nonna che è stato il mio eroe tutta la vita, non sarei qui senza di lei, mi ha incoraggiato a fare tutto quello che volevo”.

VINCE LA “REGINA”. OLIVIA COLMAN SUPERA GLEEN CLOSE

L’Oscar come Miglior Attrice avrebbe dovuto consacrare la carriera di Glenn Close, ancora a mani vuote dopo 7 candidature, che forse lo avrebbe veramente meritato con Albert Nobbs. E invece con somma sorpresa ma con altrettanta felicità perché meritatissimo, è andato all’attrice inglese Olivia Colman, protagonista di La favorita. “È veramente un po’ stressante, è incredibile ho un Oscar”. Ha salutato le colleghe Emma Stone e Rachel Weisz, “è stato bello andare al lavoro tutti i giorni con voi”. E poi a Glenn Close, “sei stata il mio idolo per tanto tempo”. L’attrice, che sarà anche la regina Elisabetta nella serie Netflix The Crown, in arrivo nel prossimo inverno, ha ricordato i tempi in cui faceva la donna delle pulizie e ha ringraziato il marito che la sostiere da 25 anni.

ROMA, IL FILM DELL’ANNO

Alfonso Cuaron che sin dalla Mostra del Cinema di Venezia sembrava essere il favorito per il Migliore Film riceve per il suo Roma tre premi: fotografia, miglior film straniero, miglior regia. Il regista salendo sul palco dopo l’Oscar come Miglior Film straniero ha detto: “Sono cresciuto vedendo film stranieri come Quarto potere, Il padrino, Lo squalo. Facciamo tutti parte dello stesso oceano, della stessa emozione.  Voglio ringraziare il Messico e la mia famiglia”. E poi nel ritirare l’Oscar come la Miglior Regia ha aggiunto: “Voglio ringraziare per aver riconosciuto un film che racconta la storia di una donna che come milioni di lavoratrici nel mondo che lavorano senza diritti”. Roma è un film di cui sentiremo ancora parlare per molto tempo. Al suo interno infatti il tema della diversità, della donna, della divisione per classi sociali e di un Paese sulla cresta della rivoluzione.

VIVA SPIKE LEE E LADY GAGA

Dopo quarant’anni di carriera cinematografica il regista Spike Lee ha vinto il suo primo Oscar per la Migliore Sceneggiatura non originale di BlacKkKlansman. Il suo momento è stato quello forse più profondo di tutta la cerimonia. È lui ad aver fatto il discorso politico immancabile la notte degli Oscar, dicendo: “le elezioni 2020 sono dietro l’angolo, ricordiamocelo, possiamo fare una scelta di amore e non di odio”. E ha ringraziato la nonna, “che era stata una schiava. Rendo omaggio a lei e ai nostri antenati, grazie al loro sacrificio siamo qui, grazie per aver costruito il Paese e sopportato il genocidio dei nativi”. La 91esima edizione degli Oscar ha una diva, o meglio “è nata una diva”. Lady Gaga è la vincitrice di questa edizione. È la scoperta dell’anno, scoperta di un talento sensazionale che va ben oltre la musica. Premiata per Shallow, la canzone di A star is born, ha detto: “Non avrei mai potuto cantare questa canzone senza di te”, rivolgendosi al registe e attore Bradley Cooper. E poi rivolta al pubblico: “Voi che siete seduti sul vostro divano, è stato il frutto di un grande lavoro. Ho lavorato tanto e per così tanto tempo, non è questione di vincere ma se hai un sogno combatti per realizzarlo, non è importante quante volte verrai rifiutata”.

Qui tutti i premi della 91esima edizione degli Oscar:

Miglior film
Green Book

Miglior regia
Alfonso Cuaròn – Roma

Miglior attrice protagonista
Olivia Colman – La Favorita.

Miglior attore protagonista
Rami Malek – Bohemian Rhapsody

Miglior canzone originale
Shallow – A Star is born

Migliore colonna sonora
Black Panther

Miglior sceneggiatura non originale
BlackKklansman

Miglior sceneggiatura originale
Green Book

Miglior cortometraggio
Skin

Migliori effetti visivi
First man – Il primo uomo

Miglior cortometraggio documentario
Period, end of sentence

Miglior cortometraggio di animazione
Bao

Miglior film d’animazione
Spider-Man – Un nuovo universo

Miglior attore non protagonista
Mahershala Ali – Green Book

Miglior montaggio
Bohemian Rhapsody

Miglior film straniero
Roma

Miglior sonoro
Bohemian Rhapsody.

Miglior montaggio sonoro
Bohemian Rhapsody.

Migliore fotografia
Roma

Migliore scenografia
Black Panther

Migliori costumi
Black Panther

Miglior trucco
Vice – L’uomo nell’ombra

Miglior documentario
Free Solo

Miglior attrice non protagonista
Regina King – Se la strada potesse parlare

-Margherita Bordino

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.