Correva l’anno 1963: Concetto Pozzati, Jerry Lewis e “I have a dream” di Martin Luther King

Nuovo episodio di “Correva l’anno”, la rubrica settimanale di Artribune che racconta i fatti dell’arte del passato senza pretese di esaustività storica. Con un occhio all’attualità. Questa volta parliamo del 1963

Nel 2018 ricorre il cinquantacinquesimo anniversario dalla prima volta che Concetto Pozzati presentò una propria opera alla Galleria de’ Foscherari, fondata proprio in quegli anni a Bologna da Franco Bartoli e Pasquale Ribuffo, scomparso lo scorso 11 ottobre. Un evento che segnò l’inizio del sodalizio con lo spazio bolognese, destinato a durare più di cinquant’anni, fino al giorno della morte del pittore nell’agosto 2017. Per l’occasione la galleria presenta una mostra (in corso fino al 12 gennaio 2019) che raccoglie e ordina una sfaccettata antologia dell’arte di Pozzati, attingendo, dal serbatoio delle opere presentate negli anni alla de’ Foscherari, un dipinto per ciascuna delle 16 mostre che vi si sono tenute.  Ma cos’altro è successo di preponderante nell’arte in quello scorcio di inizio anni ’60 del secolo scorso? Dal film diretto e interpretato dal grande comico americano Jerry Lewis che mette al centro della narrazione il pubblico, alla Marcia su Washington per i diritti civili ed economici degli afroamericani, teatro del celebre discorso di Martin Luther King, ecco una selezione di fatti d’arte da ricordare…

– Claudia Giraud

1. L’OPERA DEL SODALIZIO DI CONCETTO POZZATI CON GALLERIA DE’ FOSCHERARI

Concetto Pozzati, Grande spettacolo ortogonale, courtesy Galleria de’ Foscherari, Bologna

Grande spettacolo ortogonale è il titolo del dipinto di vaste dimensioni che Concetto Pozzati (Vo’, Padova, 1935-Bologna, 2017) – figura poliedrica, dalla pittura a volte pop a volte surrealista e di spicco del panorama dell’arte contemporanea che divenne docente e assessore alla cultura della giunta bolognese dal 1993 al 1996 – eseguì nel 1963 “in diretta” nello spazio della Galleria de’ Foscherari a Bologna. E lo fece nel tempo di tre giorni e tre notti, a fianco di altri due artisti, Pirro Cuniberti e Luciano De Vita, impegnati, in una totale comunione di intenti, nella medesima sfida: lavorare fianco a fianco, come in un antico cantiere, ad un’opera ad un tempo personale e collettiva.

2. IL FILM DI JERRY LEWIS ORA IN MOSTRA AL MOMA

Jerry Lewis The Nutty Professor, courtesy MoMA

Il 1963 è anche l’anno di The Nutty Professor, conosciuto in Italia col titolo Le folli notti del dottor Jerryll, il film diretto e interpretato da Jerry Lewis, il grande comico americano scomparso nell’agosto 2017, dove il pubblico viene trattato come personaggio principale della storia. Si tratta di una parodia ispirata a Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde di Robert Louis Stevenson e ai personaggi del romanzo e ora, grazie a una recente donazione del figlio, Chris Lewis, il MoMA di New York presenta in una mostra gli storyboard originali disegnati a mano per The Nutty Professor dal maestro illustratore alla Paramount Pictures John Lauris Jensen.

3. I HAVE A DREAM DI MARTIN LUTHER KING ALLA MARCIA SU WASHINGTON

I am not your negro, Fondazione Prada Milano, Cinema, Photo Delfino Sisto Legnani e Marco Cappelletti, Courtesy Fondazione Prada ph Delfino Sisto Legnani e Marco Cappelletti

La marcia su Washington è stata una grande manifestazione politica a sostegno dei diritti civili ed economici per gli afroamericani che ebbe luogo il 28 agosto 1963 nella capitale degli Stati Uniti d’America durante la presidenza di John Fitzgerald Kennedy (assassinato qualche mese dopo a Dallas, il 22 novembre 1963). In quell’occasione, il leader afroamericano Martin Luther King Jr. pronunciò al Lincoln Memorial il suo storico discorso I have a dream, invocando la fine del razzismo e la pace tra bianchi e neri. Uno dei tanti avvenimenti storici trattati nella mostra in corso a Milano fino al 14 gennaio 2019 The Black Image Corporation: in questo progetto, concepito dall’artista Theaster Gates per gli spazi di Fondazione Prada Osservatorio, viene infatti esplorato il patrimonio contenuto negli archivi della Johnson Publishing Company, una collezione di oltre quattro milioni di immagini che ha contribuito a definire i codici estetico-culturali dell’identità afroamericana contemporanea.

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è responsabile dell'area Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica musicale "Art Music". E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).

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