Linea D’Ombra a Salerno. S’intitola Eroika la nuova edizione del festival di cinema

È alle porte la nuova edizione del Festival che per otto giorni porterà il cinema nel cuore della città di Salerno. A raccontarci il programma e la scelta del tema è Luigi Marmo, direttore artistico del festival.

Luigi Marmo e Peppe D'Antonio
Luigi Marmo e Peppe D'Antonio

Si svolgerà dall’8 al 15 Dicembre 2018 la XXIII edizione di Linea d’Ombra, festival di cinema a Salerno. Abbiamo intervistato il direttore artistico del Festival, Luigi Marmo, che ci racconta il programma e la scelta del tema di questa edizione, Eroika.

“Eroika” è il tema di questa edizione… come mai questa scelta?
Forse si può riassumere in una sola parola: altruismo. Mi spiego meglio: in un tempo di solitudini interconnesse che assistono alla quotidiana costruzione di paure e di spauracchi, in un tempo in cui si producono icone che si rottamano in una stagione, vengono alla mente le figure eroiche che la storia, e in ultimo, il Novecento ci hanno consegnato.

In che modo?
Vengono alla mente i loro valori e le loro gesta, foriere a volte di controversia. Eroi che hanno cambiato il corso della storia, che hanno lottato per le cause in cui credevano, eroi che hanno sacrificato loro stessi per il benessere di una comunità.

E oggi? Chi sono gli eroi?
Eroika è il tentativo di dare una risposta a queste domande, è la ricerca dell’eroe moderno, è l’esaltazione dell’altruismo, è l’espressione del desiderio di eroi positivi in grado di influenzare una società super connessa, ma impaurita e confusa, è un invito al gesto eroico, anche se piccolo e banale, ma teso al benessere comune perché tutti, in fondo, “potremmo essere eroi, almeno per un giorno”.

Secondo lei il cinema italiano, e internazionale, ha bisogno di storie di eroi o di supereroi per “salvarsi”?
Secondo me il cinema ha bisogno di storie. Semplicemente storie. E non credo sia in pericolo, stiamo solo assistendo all’ennesima fase di cambiamento. L’evoluzione tecnologica corre ed offre nuove strade da percorrere; dobbiamo solo capirne il potenziale e utilizzarlo per fare quello che facciamo da migliaia di anni: raccontare storie. Da quando ci si riuniva attorno ad un fuoco a oggi non è cambiato molto: raccontiamo e ascoltiamo storie, per intrattenerci, per tramandare nozioni, per emozionarci. Resta da decidere se farlo da soli avanti a un piccolo schermo o far parte di un rituale, nel buio di una sala, di fronte al grande schermo, insieme.

Luigi Marmo
Luigi Marmo

Linea d’Ombra Festival offre 8 giorni di proiezioni… quali sono i titoli di forza di questa edizione?
Tra concorso e fuori concorso abbiamo circa 170 titoli in proiezione tra lungometraggi, cortometraggi, documentari, video verticali e animazioni. La bellezza del programma di quest’anno è davvero la ricchezza di offerta tra classici, novità e anteprime.

Qualche nome?
Tra i tanti titoli fuori concorso potrei citare La strada dei Samouni di Stefano Savona per i documentari, un capolavoro come The Square di Ruben Östlund, l’ultimo film di Gipi Il ragazzo più felice del mondo, o La cordillera di Santiago Mitre per la sezione Cinecargo Argentina. Potrei continuare per molto ma rimando al programma. Gli appassionati di cinema si divertiranno a sfogliarlo.

Qualche altra anticipazione?
Che oltre le proiezioni sarà bello assistere agli incontri in programma: con Gabriele Muccino, Paolo Ruffini e Gipi scopriremo quali sono i loro eroi; con Antonio Capuano, Biagio Izzo e Tony Tammaro discuteremo del loro ultimo film Achille Tarallo; con Luca Miniero e la scenografa Monica Vittucci parleremo dell’esperienza di girare un film a Salerno. Precederà la proiezione di Still recording un focus sulla Siria con il giornalista RAI Amedeo Ricucci, il giornalista Fouad Roueiha, e la docente all’Università degli Studi di Salerno Giorgia Iovino; e con lo youtuber Sabaku No Maiku affronteremo il mondo del cinema e video game. Da Radio Capital avremo un evento in apertura con Parole Note live, e dj Massimiliano Troiani e il mitico Mixo per il party di chiusura.

Dal 1996 ad oggi l’identità del Festival ha mai preso una direzione diversa? Ci sono dei generi su cui preferite concentrarvi?
Dal 1996 l’ideatore e fondatore del Festival, Peppe D’Antonio, ha sempre cercato di nutrire l’evento con il contemporaneo, con l’intenzione di intuire le tendenze del futuro e scoprire i talenti. Nato come festival di cinema, negli anni si è arricchito di altre sezioni, musica, performing art, arti visive e ha provato a farle interagire, a capire cosa poteva succedere nel processo creativo se le varie arti si mescolavano.

E poi?
A 22 anni di distanza il festival torna alle sue origini, il cinema, perché abbiamo avvertito l’esigenza di capire cosa stesse accadendo al nostro primo amore: la sala cinematografica. Ed è per questo che abbiamo inventato il Cinedrome: un villaggio del cinema al centro di Salerno, un vero parco giochi per cinefili.

La locandina di questa edizione è interessante e provocatoria. Cosa vuole significare questa immagine connessa al cinema?
Più che connessa al cinema ha un legame con il tema: Eroika. Il nostro art director Robywan ha interpretato, in maniera forte direi, il tema. È andato fino in fondo al concetto di umanità, di uguaglianza e di biologica essenza del genere a cui apparteniamo. In maniera vorticosa si aggancia al messaggio alla base di tutto l’evento: “Potremmo essere eroi, almeno per un giorno”.

Margherita Bordino

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.