New York Close Up: una serie tv racconta gli artisti emergenti della Grande Mela

Da un’idea semplice un racconto avvincente e reale sul mondo dell’arte contemporanea. Una serie documentaria che dedica ai giovani artisti spazio, spiegazione e definizione

Opera di Jordan Casteel
Opera di Jordan Casteel

Una serie documentario o una docu-serie? New York Close Up è per certo un racconto ben strutturato e reale degli artisti della Grande Mela. Nulla a che vedere con serie strutturate o scritte unendo finzione e realtà come può essere per Genius (che da Einstein arriva a Pablo Picasso). Ogni episodio di New York Close Up è dedicato a un artista diverso e ha una fotografia così neutrale da diventare un racconto quasi famigliare. L’artista LaToya Ruby Frazier rivela la propria storia personale attraverso una serie di video e fotografie della sua famiglia. Davanti una telecamera si racconta andando oltre gli stereotipi sui media e partendo dai luoghi ”tossici” di Braddock rivela se stessa e i suoi cari. Una piccola base per rappresentare i problemi più complessi che vive la città. Poi c’è anche Jordan Casteel. Adattandosi al recente successo commerciale dei suoi dipinti, l’artista di Denver di soli 28 anni, riflette sulla complessa dinamica che lega lei ed i suoi soggetti. Passando per le strade di Harlem e per il suo studio nel centro di Manhattan, l’artista porta con sé lo spettatore all’inaugurazione della sua prima, importantissima personale alla galleria Casey Kaplan. La serie New York Close Up attraverso artisti come LaToya Ruby Frazier o Jordan Casteel mostra l’America di oggi: la disparità sociale sempre più in crescita, le difficoltà per l’assistenza sanitaria, il razzismo dilagante ma anche il forte senso artistico in rinnovamento.

L’EVOLUZIONE CULTURALE NEWYORKESE

L’intuizione di New York Close Up è quella di seguire artisti promettenti nelle loro giornate, tra abitudini e regolarità. È un grido di attenzione verso l’arte contemporanea che sta fiorendo. La serie è disponibile su Art21.org, ovvero la Netflix dell’arte contemporanea. Si tratta di una piattaforma molto attenta al mondo culturale internazionale emergente. New York Close Up è il suo progetto di punta ed è anche un modo accattivante di mostrare, analizzare e creare un dibattito sul processo creativo, sulle tecniche e sulle semplici espressioni che tanti artisti scelgono. New York Close Up è quindi una serie che racconta storie vere, di arte e di bellezza, di colori e di società. Ad aiutare è certo lo sfondo metropolitano, ovvero New York, l’innegabile centro del mondo. Per essere totalmente sinceri, la serie non è recentissima o nuova. Il suo lancio è avvenuto nel 2011, e da quel momento Art21 ha presentato 40 artisti in 80 “puntate”, collegando i protagonisti e gli spettatori attraverso la fluida narrazione e la promozione del paesaggio culturale newyorkese. L’unico punto, guida che New York Close Up ha cercato di mantenere in otto anni è il racconto della carriera di una persona attraverso la propria pratica artistica.

– Margherita Bordino

Per guardare la serie:

https://art21.org/series/new-york-close-up/

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.