Le prime immagini di Loro, il film del premio Oscar Paolo Sorrentino su Silvio Berlusconi

Dopo Giulio Andreotti, il Premio Oscar Paolo Sorrentino torna a raccontare un volto “di stato”, continuando la sua collaborazione con Toni Servillo. In attesa di sapere la data di uscita e la possibile partecipazione al Festival di Cannes, il teaser del film…

Loro, Paolo Sorrentino

Arrivano finalmente le prime immagini di Loro, il nuovo film diretto da Paolo Sorrentino e interpretato da Toni Servillo. Loro è una coproduzione italo-francese così suddivisa: Indigo Film per l’Italia, Pathé e France 2 Cinéma per la Francia. È uno dei titoli italiani più attesi dell’anno e in tanti sperano di vedere il film al prossimo Festival di Cannes (8 – 19 maggio 2018). Proprio sulla Croisette Sorrentino ha presentato qualche anno fa La grande bellezza prima di “volare” dritto verso gli Oscar. Su Loro si sa veramente poco e nulla è davvero ufficiale, ma da qualche “rumor” sembrerebbe che il film avrà una durata addirittura di circa 4 ore.

BERLUSCONI E L’ITALIA

Le riprese del film sono iniziate nell’estate del 2017. A occuparsi della sceneggiatura sono stati lo stesso Paolo Sorrentino e Umberto Contarello, quest’ultimo già sceneggiatore di La grande bellezza e di This Must Be the Place. Loro è un film incentrato sulla figura di Silvio Berlusconi e sulla sua “corte”. Sorrentino rinnova il cast artistico: infatti a vestire i panni del “presidente” è Toni Servillo che in molti ricorderanno quando ne Il divo vestiva quelli di un altro Presidente del Consiglio italiano, ovvero Giulio Andreotti, con una pellicola che in un certo senso rappresenta la consacrazione di Sorrentino al grande pubblico. Nel corso di questi mesi né dal cast – composto anche da Riccardo Scamarcio, Chiara Iezzi, Fabrizio Bentivoglio, Elena Sofia Ricci, Roberto Herlitzka, Ricky Memphis, Roberto De Francesco, Dario Cantarelli, Alessia Fabiani – né dal regista è trapelata alcuna indiscrezione. Solo una dichiarazione che è circolata sulle pagine online di vari giornali tematici: “Perché un film su Berlusconi? Perché sono italiano e voglio fare film sugli italiani. Berlusconi è un archetipo dell’italianità e attraverso lui puoi raccontare gli italiani”. In Italia il film Loro sarà distribuito da Universal Pictures International Italy per Focus Features, mentre Pathé curerà le vendite internazionali.

Silvio Berlusconi
Silvio Berlusconi

SILVIO O BERLUSCONI?

Nelle prime immagini del film dedicato all’uomo che negli ultimi trent’anni ha tenuto le redini del nostro Paese si intravedono party scatenati a bordo piscina, cene finto-istituzionali e persino il barboncino Dudù. “Ma te che cosa ti aspettavi, di poter essere l’uomo più ricco del paese, fare il premier e che anche tutti ti amassero alla follia?”, gli chiede una voce con accento del nord. E l’ex presidente risponde: “Sì, io mi aspettavo proprio questo”. Cosa ne dirà il vero Berlusconi? Sarà lui a vederlo per primo? Potremmo tracciare un piccolo profilo del protagonista di Sorrentino: un imprenditore arguto e fortunato, un uomo che gode di una grande fortuna e impero economico, un politico affabulatore e con grande consenso popolare – almeno in passato-. Berlusconi è tante cose. Cosa vedremo in Loro? La sua massima potenza o il suo possibile declino?

Margherita Bordino

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.

1 COMMENT

  1. […] La banalità supera sempre la realtà. Da tempo coltivo un sogno, un progetto. Potrebbe prendere forma tanto di libro quanto di mostra. La mostra è l’opzione che preferirei, ma va bene anche il libro, per cui i curatori e gli editori presenti in sala prestino particolare attenzione. Ho provvisoriamente chiamato questo sogno: Background: The Art in Porn. An atlas. Il titolo inglese si spiega con il fatto che quale collocazione ideale avrei pensato al MoMA o alla Tate, ma vanno benissimo pure la Gnam o il Castello di Rivoli, per carità. Trattasi di questo, in breve. Nel corso di una delle mie compulsive ricerche di immagini condotte su Google mi è capitato di imbattermi in una scultura a parete. Sul momento, ho esclamato “‘mazza che brutto ‘sto Stella!” Poi, guardando meglio, perché le sculture a parete di Stella solitamente mi piacciono malgrado siano sempre al limite della sopportabilità, mi sono reso che non era un vero Frank Stella, ma soltanto una brutta scultura a parete che voleva ispirarsi allo stile di Stella. La cosa più interessante era però che sul divano sottostante la parete si vedano distintamente due corpi nudi impegnati in attività irriferibili. Che per fare da sfondo a un porno si fosse scelto un elemento decorativo così impegnativo mi ha dato da pensare o, meglio, mi ha spinto a verificare con quanta frequenza compaiono opere d’arte nei film porno e di che tipo sono solitamente queste opere. La ricerca (che molti troveranno bizzarra, diciamo così) si è rivelata vantaggiosa per almeno due motivi. Il primo, ovviamente quello di avere una nobile scusa per guardare questo genere di film. Il secondo, e forse più significativo, la scoperta che questa frequenza va ben oltre ciò che mi aspettavo. In pratica, ogni qualvolta il porno è ambientato in un soggiorno la presenza di un’opera d’arte di qualche tipo può essere data per certa. È una tradizione di lunga data, tramandatasi nel tempo. Si parte dalle scadenti pellicole destinate ai cinema a luci rosse, dove gli interni avevano quasi sempre l’aspetto di sale d’aspetto tra le più squallide e infami, per arrivare alle ville californiane con piscina delle più curate produzioni attuali. L’arte, per quanto di pessima qualità, è sempre lì, un angelo custode che sorveglia i lussuriosi. La loro impressionante varietà è tale da rendere necessaria una catalogazione di stampo warburghiano (Warburg è morto e non può randellarmi). Un bilderatlas dove queste opere non siano soltanto inventariate e presentate attraverso i fotogrammi dei porno da cui hanno fatto capolino, ma siano anche accompagnate da un corredo iconografico che ne ricostruisca contesti e origini. Immagini di interni assimilabili a quelli in cui sono girati quei film. Immagini dei luoghi, delle strade in cui possono trovarsi case con interni di quel tipo. Immagini delle vere opere d’arte che, più o meno consapevolmente, la brutta arte dei porno imita. Immagini di attori e attrici di quei film e via di questo passo, fino a creare la più vasta Mnemosyne possibilità dell’arte nel porno. Non mi soffermo sugli stretti e peraltro facilmente intuibili legami tra arte e ciò che chiamiamo pornografia perché l’esposizione di questo mio sogno serve qui esclusivamente a illustrare la premessa e arrivare ad altro, Loro 1 di Sorrentino. […]

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