Loving Vincent. A ottobre il film d’animazione di van Gogh realizzato da Welchman e Kobiela

Sarà distribuito in autunno il primo film di animazione dipinto, basato sui quadri di van Gogh e realizzato da Hugh Welchman e Sean Bobitt.

Una delle opere riprodotte per Loving Vincent
Una delle opere riprodotte per Loving Vincent

125 artisti e quattro anni di lavoro per realizzare Loving Vincent, il film d’animazione che racconta l’arte di Vincent van Gogh attraverso i suoi dipinti più celebri. Un lavoro lungo e accurato con ogni singolo fotogramma dipinto a mano, e ogni secondo di film che contiene almeno dodici tele.
Poiché van Gogh sviluppò il suo talento per la pittura nella regione del Brabante, al film è affiancata la mostra Loving Vincent: de tentoonstelling, ospitata dal museo Het Noordbrabants Museum di Den Bosch nel periodo 14 ottobre-28 gennaio 2018, che approfondisce il “dietro le quinte” della pellicola: saranno infatti in mostra 70 copie dei dipinti originali utilizzate per il film, integrate da filmati e presentazioni che illustreranno il metodo di realizzazione. E ancora, nella in occasione della prima del film in Gheldria, il prossimo 19 ottobre, il Cinemec di Ede ospiterà un’altra selezione delle 1400 copie totali. “Le opere sono troppo belle per non essere mostrate al pubblico del film”, sottolinea Lies Boelrijk del Kroller-Muller Museum, che sorge nei pressi del Cinemec. Da sottolineare come il Museo ospiti la seconda più grande collezione di opere di Van Gogh al mondo, dopo quella di Amsterdam. E qui in particolare, la prima di Loving Vincent sarà un evento da “tappeto rosso”.

I FILM SUGLI ARTISTI

Nel maggio 2016 fu presentato al Future Film Festival di Bologna Miss Hokusai, diretto da Keiichi Hara l’anno precedente. Un film realizzato nello stile dei manga, che racconta, attraverso gli occhi della figlia, la figura e l’arte di Hokusai, il geniale interprete dell’ukiyo-e, nonché personalità tormentata e anarcoide. Il film è anche occasione di analisi del controverso rapporto che legò padre e figlia.
Più classico, e con spirito documentaristico, Io, Claude Monet, il docu-film di Phil Grabsky uscito lo scorso febbraio e dedicato alla figura del grande impressionista. A partire da circa tremila lettera che il pittore scrisse a familiari e colleghi, il regista ne ricostruisce la tormentata personalità, fra momenti di disperazione, il tentativo di suicidio, i problemi di salute, e le difficili relazioni con Camille Doncieux e Alice Hoschedé, rispettivamente prima e seconda moglie. A differenza dell’anime su Hokusai, il film su Monet è anche una panoramica sulla sua arte, poiché include circa cento dipinti filmati in alta definizione.

Niccolò Lucarelli

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Niccolò Lucarelli
Laureato in Studi Internazionali, è curatore, critico d’arte, di teatro e di jazz, e saggista di storia militare. Scrive su varie riviste di settore, cercando di fissare sulla pagina quella bellezza che, a ben guardare, ancora esiste nel mondo.