Torna The Expats, il format che racconta gli afroitaliani creativi. Con due episodi a Londra

La serie di documentari ambientata a Londra è la seconda stagione di un progetto cominciato lo scorso anno a New York e ideato da Johanne Affricot. Con un doppio scopo: raccontare la diversità e sensibilizzare gli italiani su un tema. Il colore della pelle non fa un popolo.

Una immagine dalla prima stagione di Expats, NY

Avevamo già parlato di Expats, il format televisivo – ma trasmesso online – ideato da Johanne Affricot, che parte dal seguente assunto: “di che colore sono gli italiani? Può un italiano non bianco essere riconosciuto come italiano?” L’autrice di questi documentari alza inoltre l’asticella e si concentra sul racconto delle storie degli afroitaliani che operano in campi creativi e che hanno raggiunto, o stanno realizzando, il successo all’estero. La prima serie è stata ambientata a New York. Ora Expats “emigra a Londra” con una seconda “stagione” visibile sul sito omonimo e su sulla pagina Facebook di Griot Italia.
“Se in paesi europei come Francia e Inghilterra c’è una maggiore consapevolezza della diversità etnica di cui è composta la popolazione, la società italiana fa ancora fatica ad accettare l’evidenza che un italiano possa essere di etnia africana, o asiatica, o medio orientale o sudamericana”, spiega la Affricot, nata e cresciuta a Roma, di origini haitiane, ghanesi-americane, fondatrice dal 2015 anche di GRIOTmag, il primo blog mag italiano (e in inglese) che racconta con la creatività il tema della diversità.

GIOVANI, CARINI, BLACK E OCCUPATI

The Expats, The Untold Stories of Black Italians Abroad racconterà le storie “british” di storie di due giovani italiane, Adaeze Ibheom, modenese con origini nigeriane, e Stacey Gyandu, pordenonese con origini ghanesi, entrambe residenti a Londra. La telecamera guidata da Marco Brunelli.  “In questo nuovo viaggio, continua Johanne, ho scelto l’Inghilterra, sia perché ci troviamo in un paese europeo (oramai solo geograficamente parlando,) sia perché volevo vedere se rispetto a New York c’era una maggiore consapevolezza, da parte degli autoctoni e degli altri italiani che vivono a Londra, di una società italiana multietnica”. Adaeze Ibheom è laurata in Fotografia al Ravensbourne College of Design and Communication, ha lavorato per tre anni come fotografa in agenzie di moda. Ha deciso di abbandonare questo filone e concentrarsi più sul fotogiornalismo: di recente ha realizzato un progetto in cui ha intervistato due persone che dalla Libia sono arrivate a Lampedusa.
Stacey Gyandu, lavora in post produzione audio e video, nel mixaggio dei suoni ed è una bassista e tastierista. La musica è la sua più grande passione. Per gran parte della sua adolescenza è stata presa di mira per il colore della sua pelle. “Ho usato il tema del viaggio”, conclude l’autrice, “perché è all’interno dei flussi migratori dall’Italia all’estero che si inseriscono le storie di queste persone, storie simili a quelle di moltissimi altri loro coetanei italiani che emigrano in cerca di nuove possibilità, proprio come i loro nonni fecero in passato e proprio come i genitori dei protagonisti di The Expats hanno fatto in tempi più recenti dalla Nigeria, Costa d’Avorio, dal Ghana, da Haiti, dal Senegal, dall’Eritrea e dall’Italia.” Ecco il video della prima puntata. Il secondo sarà online dal 7 maggio.

Santa Nastro

http://theexpats.griotmag.com/it/about/

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.