In Messico c’è un festival dedicato all’arte in movimento. Il programma di TONO tra performance, installazioni video e musica
La quarta edizione di TONO si tiene dal 6 al 22 marzo tra Città del Messico e Puebla, e si propone come laboratorio di sperimentazione per artisti da tutto il mondo. Dietro c’è il lavoro della no-profit statunitense fondata da Sam Hozer per valorizzare l’arte time-based
Si svolge tra Città del Messico e Puebla il festival TONO, incentrato sulla video arte e sulla performance. Una rassegna internazionale consolidatasi negli ultimi anni, che arrivata alla quarta edizione coinvolge i principali musei e istituzioni culturali della capitale messicana – Laboratorio Arte Alameda, Casa del Lago UNAM, Museo Jumex, Museo de Arte Moderno – trovando ospitalità anche al Museo Amparo di Puebla, che accoglierà una serie di mostre collaterali.
TONO Festival in Messico. Gli artisti dell’edizione 2026
Dal 6 al 22 marzo 2026, il programma di TONO presenta performance e installazioni inedite o già conosciute degli artisti invitati, oltre ad attivare un calendario di eventi musicali e proiezioni. Attese le performance di Tino Sehgal, Space Afrika, Franziska Aigner e Kelman Duran, oltre alla mostra dedicata a Ho Tzu Nyen (Hotel Aporia, al Museo Amparo) e al progetto speciale ideato dall’artista messicano Avantgardo. Nel parterre anche Rafael Lozano-Hemmer – contemporaneamente protagonista al Museo de Arte Moderno con una personale – e Melanie Smith, che il 14 marzo parteciperà a un evento in concomitanza con il progetto commissionatole dal Museo Jumex (la video installazione A Time of Freedom in Which the World Had Been Possible).

La rete internazionale di TONO
Ma ci sarà spazio anche per la danza, in collaborazione con 99 Canal e con la compagnia Dance Reflections di Van Cleef & Arpels, che presenterà il coreografo Alessandro Sciarroni: al Museo universitario del Chopo, il performer italiano terrà un workshop legato alla performance Save the Last Dance for Me. Il carattere internazionale della manifestazione si conferma nelle partnership strette con la Neue Nationalgalerie di Berlino (con il PERFORM! Festival organizzato dal museo berlinese) e con la Kunsthalle Bangkok: la curatrice delle produzioni audiovisive per il museo, Rosalia Namsai Engchuan, sarà presente per introdurre una selezione di opere di registi thailandesi, consolidando la rete che unisce trasversalmente i creativi del Sud del mondo. Non a caso, parallelamente al festival, TONO coproduce anche la mostra di Camille Henrot presso l’Instituto Bardi di San Paolo del Brasile, che rivisita due opere chiave della produzione dell’artista francese e presenta un lavoro inedito ispirato a The Stream of Life di Clarice Lispector.
Cos’è TONO. La no-profit che sostiene l’arte time-based
Dietro all’ideazione e all’organizzazione del festival c’è la curatrice indipendente, produttrice e scrittrice Sam Hozer, che nel 2022 ha fondato TONO come organizzazione artistica no-profit negli Stati Uniti per la promozione e la valorizzazione dell’arte time-based – lavori in cui il fattore tempo assume un ruolo centrale per la realizzazione e la fruizione dell’opera: performance, danza, musica, immagini in movimento – dandole seguito con la prima edizione di TONO, in Messico. L’obiettivo della no-profit è quello di favorire la sperimentazione in nuovi ambiti di ricerca e di mettere in rete i risultati, incentivando lo scambio tra piattaforme internazionali, attraverso commissioni dirette ad artisti e collaborazioni con partner istituzionali negli Stati Uniti e all’estero, che hanno portato a produrre negli ultimi anni mostre, conferenze, public programme insieme a diverse istituzioni culturali, dalle Serpentine Galleries di Londra alla National Gallery of Victoria a Melbourne, al Rockefeller Center di New York. Fondata come istituzione nomade per raggiungere il pubblico in contesti diversi, TONO ha trovato nel festival messicano un laboratorio in cui far confluire annualmente nuove idee sugli ambiti di ricerca che supporta. E nelle edizioni passate ha coinvolto oltre 50 artisti da più di 20 Paesi del mondo.
Prima di concentrarsi su TONO, Ozer ha ricoperto ruoli curatoriali presso il Museum of Modern Art e il MoMA PS1 a New York, occupandosi di installazioni multimediali e performance dal vivo che privilegiavano la collaborazione tra artisti visivi e musicisti per nuove collaborazioni, oltre a curare progetti presso musei e gallerie ad Atene, Los Angeles, Città del Messico, Milano e New York.
L’opening della quarta edizione, venerdì 6 marzo 2026, si svolgerà presso la casa museo di Diego Rivera e Frida Kahlo – che il 22 ospiterà anche la cerimonia di chiusura con Avantgardo – con una performance di Tino Sehgal, dal titolo This Joy. Gran parte degli appuntamenti sono a ingresso libero.
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