Ian McKellen dona 40mila sterline a chi lavora per il teatro, ma solo dietro le quinte

L’attore cinematografico e shakespeariano in aiuto dei lavoratori dello spettacolo precari lasciati a casa dal Covid

Ian McKellen
Ian McKellen

Sir Ian McKellen, star cinematografica e storico attore di teatro, ha donato 40mila sterline ai lavoratori dello spettacolo in crisi per il Covid-19. McKellen, famoso per i ruoli epici di Gandalf del Signore degli Anelli e di Magneto nella saga degli X-Men, ha lanciato contestualmente un fondo per aiutare la Gilda Teatrale inglese, la no profit che aiuta costumisti, usceri, maschere e chiunque lavori dietro le porte dei teatri ormai vuoti. Hanno donato al nuovo fondo dedicato alla Gilda anche gli attori Eddie Redmayne e Prasanna Puwanarajah, proprio per l’evidenza schiacciante delle necessità attuali di chi vi è iscritto.

LA DONAZIONE DI IAN MCKELLEN

“Molte persone che lavorano nell’industria dello spettacolo hanno visto le proprie entrate scomparire completamente per il lockdown da coronavirus”, ha spiegato l’attore e attivista McKellen. “Io stesso ho ricevuto una lettera di un manager teatrale che non stava ricevendo aiuti statali e si è ritrovato sfrattato”. E chi poteva pensare di intervenire, se non lui, una vita dedicata al teatro inglese e shakespeariano prima che al cinema – poco dopo, tra l’altro, aver annunciato l’intenzione di interpretare Amleto cinquant’anni dall’ultima volta.

LA GILDA TEATRALE INGLESE: UN’ISTITUZIONE PER I PIÙ DEBOLI

La Gilda è un ente di beneficienza fondato 125 anni fa proprio per supportare chi non riceve fama né gloria, ma senza i quali non sarebbe possibile portare in scena alcunché, cioè chi lavora dietro le quinte. Sono infatti i costumisti, creatori di parrucche, scenografi, operatori delle luci e del suono, ma anche addetti alle pulizie e al bar-ristorante interni ai teatri a rendere possibile la magia teatrale. Spesso sottopagati, freelance e con contratti a zero ore, questi lavoratori sono stati i primi a subire la sospensione degli spettacoli e l’incognita a singhiozzo della ripartenza, in Inghilterra come in Italia e nel resto del mondo. Dovunque questi lavoratori cadono infatti tra le maglie degli aiuti statali, perché non sempre possono dimostrare di avere avuto lavori persi (per via delle chiamate last minute) o di aver raggiunto il tetto minimo in termini di compenso nel 2019.

Giulia Giaume

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giulia Giaume
Appassionata di cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli teatrali, mostre di arte figurativa e contemporanea. Avvicinatasi al giornalismo culturale con un corso sulla critica teatrale e cinematografica del maestro Daniel Rosenthal, cerca con ogni mezzo di replicare per iscritto la meraviglia che suscita in lei ogni manifestazione del genio umano. Laureata in Lettere, sta scrivendo la tesi di Scienze Storiche sulle aggregazioni sociali nate con le nuove forme abitative del secondo dopoguerra milanese, mentre conclude il master di giornalismo alla scuola Walter Tobagi. Scrive recensioni per Satisfiction e coltiva il suo senso del bello sul blog personale Cinquesensi.