Basta mega-concerti. Roma sceglie il Tevere per la festa di Capodanno

Il filo conduttore saranno i ponti sul Tevere. Partecipazione aperta a 500 artisti per installazioni, giochi di luci, performance, ma molti polemizzano per l’assenza di supporto economico.

L'Orchestra di Piazza Vittorio
L'Orchestra di Piazza Vittorio

Roma Capitale, in occasione di questa bellissima festa, invita tutti coloro che siano appassionati di musica, canto e teatro, a voler condividere il proprio talento ed esibirsi negli spazi appositamente allestiti sul Lungotevere, nel tratto compreso tra ponte Garibaldi e Castel Sant’Angelo”. Quale festa? La nuova Festa di Roma, un format diverso e molto interessante che manda in cantina i megaconcerti al Circo Massimo, dirottando le risorse su un evento spalmato nel tessuto cittadino per riscoprire quella spina dorsale storica costituita dal fiume. Insomma tolti i soldi al concertone (per quello si è pubblicato un bando per farlo organizzare a privati) e messi su questo nuovo palinsesto. Con scelte artistiche peculiari, dal Pop al sofisticato. Una giornata lunga 18 ore sui ponti e lungo il Tevere a cavallo fra 31 dicembre e 1 gennaio, con 12 istituzioni e oltre 500 artisti coinvolti. Un evento con il quale il sindaco Virginia Raggi e il neo-vicesindaco e assessore alla cultura Luca Bergamo vogliono dare un colpo di spugna a polemiche e incertezze che hanno finora caratterizzato la giunta a 5 Stelle, affrontando il 2017 con spirito propositivo e approccio condiviso, anche a livello culturale e sociale. E per dare sostanza a questi propositi, hanno coinvolto in questa festa una serie di personaggi dai nomi noti, da Ascanio Celestini a Massimo Popolizio, Lucrezia Lante della Rovere, Ambrogio Sparagna, 100Cellos, Orchestra di Piazza Vittorio, Mokadelic, H.E.R, Raffaele Costantino, Giovanni Guidi, Teho Teardo.

PARTECIPAZIONE A TITOLO GRATUITO

Regia e coordinamento saranno di Fabrizio Arcuri per il Teatro di Roma, con interventi dei live desingers Daniele Spanò e Daniele Davino. E con un fitto programma di installazioni, giochi di luci, concerti, laboratori per bambini, performance teatrali, letture, cinema, musica e ballo. Qualche esempio? Dopo le azioni a Circo Massimo (dove i privati vicitori del bando non sono riusciti a trovare i soldi per organizzare il concerto), dalle ore 3.30 del 1 gennaio il Ponte della Musica e il Ponte della Scienza saranno animati da DJ set di musica dance e elettronica (con Dj Knuf e Lady Coco) e da varie postazioni con servizi di street food, anche nelle aree limitrofe. Alle 4.30 sul Ponte della Musica si svolgerà, in collaborazione con la Fondazione Musica per Roma, il concerto di musica elettronica e sperimentazione jazz con Raffaele Costantino e il pianista Giovanni Guidi. Certo la partecipazione sarà una scommessa (anche perché l’organizzazione della città non aiuta, i mezzi pubblici ad esempio si fermano alle 2.30): quanta gente ci sarà alle otto del mattino sui ponti? E i 500 artisti coinvolti? È proprio qui che in questi giorni è nato il problema, visto che l’amministrazione ha scelto di aprire gli spazi coinvolti nella festa a tutti coloro che volessero esprimersi liberamente in aggiunta al programma ufficiale; artisti di strada, performer, mimi, musicisti: comunicando che “la partecipazione è a titolo gratuito, ogni onere della performance sarà a carico del partecipante”. Immediate le immancabili polemiche, che nel can can dei social network hanno monopolizzato l’attenzione – in un primo momento la prescrizione era che “non sarà possibile raccogliere offerte”, dopo le proteste c’è stata la marcia indietro degli organizzatori su questo punto – distogliendola dal nucleo della questione: ovvero un bel progetto, che rinnova tradizioni ormai stantie riconciliando i romani con quell’”oggetto” spesso distante che è il Tevere per la città. Roma, insomma, non organizza la sua festa sfruttando lavoro creativo. Bensì investe (600mila euro) su una nuova piattaforma culturale e in più apre spazi ad artisti di strada. Considerando le tantissime gravi falle della Giunta Raggi, è paradossale che la si debba criticare proprio su una delle poche cose coraggiose e ben impostate.

Il programma completo

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