Le nuvole e i suoi molteplici significati finiscono al centro di una mostra a Piacenza

XNL Piacenza presenta un progetto multidisciplinare che attraversa i linguaggi contemporanei per esplorare il cielo come simbolo universale tra immaginazione, identità e realtà

Dai mosaici ravennati a Giotto, fino alle suggestioni romantiche e alle atmosfere musicali di Debussy, le nuvole attraversano la storia come immagini sospese tra visibile e invisibile. Con Oltre le nuvole. Beyond the Clouds, XNL Piacenza costruisce un racconto corale che unisce arti visive, teatro e musica in un unico progetto espositivo (e visibile fino al 5 luglio 2026).

La mostra dedicata alle nuvole al XNL di Piacenza  

Curata da Chiara Gatti, Paola Pedrazzini e Gianmarco Romiti, con la partecipazione del collettivo Storyville, la mostra si sviluppa come un percorso che intreccia arte, letteratura, cinema e poesia. Ispirato alla Trilogia della pianura di Kent Haruf, il progetto assume il paesaggio come dimensione emotiva e mentale più che geografica. Venti artisti contemporanei – tra cui Olivo Barbieri, Leandro Erlich, Piero Manzoni e Mario Schifano – dialogano idealmente con la tradizione visiva, dando forma a una riflessione sulla nuvola come elemento simbolico e mutevole: metafora di stati d’animo, dispositivo di denuncia ecologica, ma anche visione utopica.

Le nuvole: tra arte, teatro e suono

Al piano terra, un ambiente fluido accoglie installazioni site-specific accompagnate da un sofisticato percorso sonoro, capace di trasformare lo spazio in un paesaggio uditivo tridimensionale. Suoni che salgono e scendono, evocando forze naturali e dimensioni invisibili, guidano il visitatore in un’esperienza che supera i confini fisici dell’esposizione.
Al primo piano, invece, pittura, scultura e videoinstallazioni si intrecciano con sequenze cinematografiche tratte da grandi autori, costruendo un immaginario condiviso in cui il cielo diventa spazio di narrazione e contemplazione. Accanto alla dimensione visiva e sonora, il teatro completa il progetto con interventi drammaturgici e un trittico di spettacoli dedicati al tema dell’identità. Dalle parole di Aristofane a Shakespeare, le nuvole diventano metafora esistenziale di trasformazione e relazione, riflettendo la natura instabile e dinamica dell’essere umano.

Oltre le Nuvole, installation view at XNL, Piacenza, 2026
Oltre le Nuvole, installation view at XNL, Piacenza, 2026

Le nuvole come simbolo di speranza e di avvertimento: quanto ne abbiamo bisogno oggi?

“Da quando abbiamo iniziato il progetto di questa mostra, tutti noi curatori siamo continuamente col naso all’insù perché continuiamo a guardare le nuvole per vedere come cambiano. Abbiamo anche imparato tutte le terminologie. Tra l’altro, a catalogo c’è anche un testo di Giuliacci proprio sulla meteorologia e sulle nuvole, per cui è un’osservazione continua e ci siamo rivolti agli artisti per poter indagare tutti gli aspetti”, spiega ad Artribune Chiara Gatti, curatrice della mostra assieme a Paola Pedrazzini e Gianmarco Romiti.C’è chi le ha raccontate in modo più ludico, come può essere Picco, che comunque fa un discorso sulla nuvola da viaggio che è poetico, e chi invece, come Martino Romeo, ha centrato questo lavoro sul tema dell’inquinamento del cielo, per cui la nuvola diventa ‘termometro’, misuratore di quanto il cielo sia segnato profondamente dai passaggi degli aeroplani. Nella mostra è presente anche una parte più meditativa nelle installazioni, dove ci si può sdraiare, contemplare le nuvole, osservare questo paesaggio che continua a cambiare, come nell’installazione di Kissling; nonché una parte politica che abbiamo affidato invece alle letture di Aristofane, dove le nuvole sono un’allegoria del potere che oscura. Quante metafore, allegorie, valori semantici hanno queste nuvole: è qualcosa che, antropologicamente parlando, guardiamo da sempre, da tutta l’esistenza. Ecco perché hanno un valore universale che collega il passato e il presente. Tutti noi guardiamo alle nuvole cercandovi un significato”.

Valentina Muzi

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Valentina Muzi

Valentina Muzi

Valentina Muzi (Roma, 1991) è diplomata in lingue presso il liceo G.V. Catullo, matura esperienze all’estero e si specializza in lingua francese e spagnola con corsi di approfondimento DELF e DELE. La passione per l’arte l’ha portata a iscriversi alla…

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