La mostra di Beatrice Pasquali da Galleria Arrivada a Milano

Negli spazi di Galleria Arrivada Beatrice Pasquali presenta una nuova serie di lavori in dialogo con opere già esistenti, creando rimandi tra di loro e con la storia dell’arte. Si genera, così, un inedito ordine creativo e narrativo dei lavori

Ci sono 48 tavolette che si rincorrono nell’allestimento lineare di Galleria Arrivada. Non più grande di una mano aperta, suggerisce il titolo della mostra di Beatrice Pasquali (Verona, 1973): è un’indicazione precisa in merito al formato dei lavori, piccoli quadrati 14 x 14 cm in cui materiali eterogenei, visioni difformi e temi stravaganti si sommano e generano un unico grande racconto in cui è la narrazione stessa a essere fondante. L’idea e la possibilità di raccontarla, cioè, sono più importanti della reificazione, in un tributo all’arte concettuale e ad artisti cari a Pasquali come Duchamp. 

Beatrice Pasquali, Non più grande di una mano aperta, Galleria Arrivada, Milano, Installation View ©Alberto Messina 2026
Beatrice Pasquali, Viridium fabula XXXI, didascalia per opera immaginaria. Installation View della mostra Non più grande di una mano aperta, Galleria Arrivada, Milano, ©Alberto Messina 2026

La serie “Viridium fabula” in mostra a Milano 

Realizzate nel corso del 2025, quelle 48 piccole tavole si riuniscono nella serie intitolata Viridium fabula. Con questi lavori, la didascalia precede l’opera realizzata: sono delle ipotesi di narrazione da portare a compimento in lavori altri, futuri. Le immagini che esse presentano, dunque, non sono realizzazioni definitive, ma, come scrive la curatrice della mostra Angela Madesanisoglie narrative in un “universo sospeso tra fiaba, scienza, memoria e storia dell’arte”. 

La molteplicità come chiave di lettura 

Questo mix di possibilità è chiaramente riflesso dall’eterogeneità di riferimenti e spunti visivi: animali, tavole anatomiche, paesaggi, elementi folkloristici; il tutto restituito tramite una pluralità di tecniche: pittura, intaglio laser, stampa 3D, inserti di materiali tradizionali e non, tra stoffe, piume e cuoio.  

La mostra di Beatrice Pasquali da Galleria Arrivada 

L’allestimento, con i lavori esposti in una sequenza irregolare che non segue la numerazione delle tavole da I a XLVIII, suggerisce delle possibilità di lettura interne alla serie. Netta è, per esempio, la decisione di isolare le due tavolette che mostrano studi anatomici del corpo maschile e femminile; esposte sulla parete di fondo, da sole, sono al tempo stesso l’apice dell’insieme e il suo momento di massimo silenzio e riflessione. Questa doppia potenzialità, come suggerisce di nuovo Madesani nel suo testo, coesiste perché “le didascalie non spiegano, ma suggeriscono: sono inviti a immaginare e a completare l’opera attraverso l’esperienza personale”. 

I “Souvenir” di Beatrice Pasquali 

Scendendo al piano interrato della galleria, un’altra serie accoglie il visitatore: è Souvenir (2022-2023). In queste opere si ritrovano quei riferimenti e quelle citazioni alla storia dell’arte, e della cultura in generale, che caratterizzano anche Viridium fabula al piano superiore, ma la serialità del formato lascia spazio a una molteplicità di forme. Questa loro diversità richiede all’occhio di concentrarsi maggiormente, senza (s)correre da una tavola all’altra come nel continuum delle 48 tavolette, rivelando per contrasto il punto centrale della nuova serie di Pasquali: il bisogno di non fermarsi, di continuare a cercare e generare nuove chiavi di lettura rimescolando sempre quel che si ha davanti agli occhi. 

Vittoria Caprotti 

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Vittoria Caprotti

Vittoria Caprotti

Vittoria Caprotti (Voghera, 1998) è laureata in Storia dell'Arte Medievale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Da giugno 2024 lavora a Casa Testori occupandosi della comunicazione; dell'organizzazione di mostre, eventi e laboratori; dello spazio espositivo La Collezione -…

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